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Pagamenti

Sia vuole crescere all'estero

di Flavio Padovan - 27 febbraio 2019
Nel Piano industriale 2019-2021 presentato dall'AD Nicola Cordone la priorità è lo sviluppo internazionale, con due acquisizioni già nel mirino. Ipotesi Ipo: la decisione entro l'estate. Mentre l'integrazione con Nexi...

 

È un Piano industriale ambizioso il primo che Nicola Cordone firma come amministratore delegato di Sia. L'obiettivo dichiarato è diventare entro il 2021 una “leading pan-european payment & tech player” con oltre 800 milioni di ricavi e un Ebitda “in linea con le migliori società del settore e con la storia di Sia”. Considerando che nel 2018 i ricavi sono stati oltre 600 milioni (rispetto ai 567 milioni del 2017) e l'Ebitda è stato più di 200 milioni (pari a circa il 32%, contro il 31,6% dell'anno precedente), per raggiungere i traguardi fissati il timone della società nei prossimi tre anni dovrà essere puntato sempre sullo sviluppo.

 

Sono cinque le direttrici di crescita indicate da Cordone nel corso della conferenza stampa di presentazione del Piano 2019-2021: consolidare il core business, diventare il tech player di riferimento nei pagamenti digitali, accelerare la strategia internazionale, supportare le “iniziative di sistema”, efficientare e modernizzare la macchina operativa.

 

Cordone ha spiegato che la crescita organica sarà accelerata puntando non solo sul tradizionale processing, ma anche sull'offerta di servizi innovativi a valore aggiunto connessi ai pagamenti, come ad esempio la gestione delle frodi e l'assistenza ai clienti. E grande attenzione sarà data ai principali temi che stanno guidando la trasformazione digitale. A partire dalla blockchain, con il rafforzamento e la diffusione della piattaforma proprietaria SIAchain con una serie di applicazioni focalizzate. Per quanto riguarda i mobile payments, si continuerà a puntare sul servizio Jiffy, in ambito nazionale con Bancomat Pay, mentre sui mercati internazionali in piena autonomia. E nuove opportunità saranno cercate oltre i confini continentali nel campo degli instant payment, dove Sia è leader tecnologico e di mercato in Europa con la piattaforma di EBA Clearing. Interessanti prospettive si aprono anche nella smart mobility e nel ticketing, così come nello sviluppo di soluzioni avanzate di machine-learning e nell'applicazione delle capacità di advanced analytics e gestione dati applicate a pagamenti, transazioni, ma non solo.

 

Acquisizioni in vista

Cordone non ha mai nascosto che lo sviluppo in Europa di Sia dovrà passare anche per una crescita esterna. D'altronde, il settore richiede un consolidamento degli operatori e Sia vuole svolgere il ruolo di polo aggregante, diventando “il player di riferimento in Europa nei pagamenti digitali”. Un'ambizione che il gruppo italiano sta perseguendo nei fatti, come dimostrano le operazioni relative alle attività di processing della monetica concluse nell 2017 con Ubis (UniCredit) in Italia, Germania e Austria e nel 2018 con First Data nell'Europa Centro e Sud-Orientale. Durante la presentazione del Piano industriale Cordone ha rivelato che Sia è in gara per due nuove acquisizioni all'estero. “In Europa i treni stanno passando. Ci sono due aziende in vendita – ha detto - e noi siamo in short-list per entrambe”.

 

Le iniziative di sistema e la macchina operativa

Nel Piano industriale ampio spazio è dedicato alle iniziative a supporto della diffusione della piattaforma PagoPA per i pagamenti elettronici alla Pubblica Amministrazione, e del rilancio del circuito domestico PagoBancomat attraverso Bancomat Pay. Grande attenzione nel prossimo triennio sarà data anche alla digitalizzazione dei rapporti con la PA, con il lancio di servizio rivolti sia alle amministrazioni centrali sia a quelle locali, e alla lotta al contante attraverso l'implementazione di micro pagamenti e l'aumento dei pagamenti contactless. E per rendere più efficiente la macchina operativa è prevista una progressiva migrazione dell'attuale infrastruttura tecnologica su piattaforma open/cloud. Parallelamente saranno sviluppate su larga scala le tecnologie “Robotic Process Automation” per automatizzare gli attuali processi di back-office, e si farà ricorso a tecnologie e modalità di lavoro allineate alle migliori pratiche di mercato.

 

Oltre 900 nuovi assunti entro il 2021

Importante anche il Focus sulle persone. Nei prossimi 3 anni saranno più di 900 i nuovi assunti, di cui l'80% servirà a rafforzare le competenze di Sia in ambiti quali digital, analytics, innovation, cyber security, business development. Ma contemporaneamente saranno attivati anche nuovi percorsi professionali e di mobilità internazionale, offrendo a oltre il 40% dei dipendenti la possibilità di lavorare in smart-working. Grande attenzione come sempre sarà dedicata alla tutela della diversity – puntando, ad esempio, al 50% di donne tra i nuovi assunti – e al welfare, con un investimento medio di circa 4 mila euro pro- capite a livello di gruppo.

 

Ipo, decisione entro l'estate

“Gli azionisti stanno valutando la quotazione in Borsa e non è escluso che la decisione arrivi a breve, entro l'estate”, ha spiegato Cordone. L'obiettivo è diventare “leader in Europa” nel mercato dei pagamenti digitali, ma “mantenendo la guida italiana”, ha precisato. “L'ipotesi Ipo piace ai soci e, se decidono, noi saremmo pronti a farla in tempi rapidi, entro l'anno", spiega Cordone, che ipotizza una quotazione da 1 miliardo di euro.

 

Nexi, la storia infinita

Di una possibile integrazione tra Nexi e Sia se ne parla da anni, quando le società si chiamavano ancora Icbpi/CartaSi e Sia Ssb. Ipotesi che è stata periodicamente rilanciata dai media. E non si è trattato sempre di ipotesi teoriche: il dossier per creare un “campione nazionale” nel settore dei pagamenti in grado di competere con i colossi internazionali in effetti è stato più volte aperto, e da entrambe le parti. Ma finora, dopo attente valutazioni, è stato sempre richiuso e non si è trasformato in un progetto concreto. Con l'avvio del processo per la quotazione di Nexi, l'ipotesi di un'operazione di integrazione è tornata prepotentemente alla ribalta. E la smentita arrivata nel corso della conferenza stampa appare solo parziale. “Sarebbe un consolidamento nazionale che non va nella direzione che vogliamo perseguire” ovvero verso la crescita internazionale, ha spiegato Cordone. “Ma se questa fosse una scelta per irrobustire i muscoli e andare all'estero può essere interessante”, ha aggiunto il manager. Precisando poi che “non c'è un file aperto su Nexi in cda. Ma che questo non vuol dire che gli azionisti non possano pensare a possibili partnership o aggregazioni”.

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