15 Settembre 2019 / 18:20
 
pagoPa diventa una Spa pubblica

 
Banca

pagoPa diventa una Spa pubblica

di Mattia Schieppati - 3 Settembre 2019
Dopo l’annuncio a fine luglio, l’autunno è il primo banco di prova per la nuova società chiamata a gestire 10 miliardi di euro l’anno di pagamenti alla Pubblica Amministrazione. Uno strumento che si annuncia come asset strategico …
«Oggi annunciamo un traguardo raggiunto dopo tre anni di lavoro, un traguardo che è anche l’inizio di un nuovo percorso: la piattaforma per i pagamenti digitali della Pubblica Amministrazione pagoPa diventa una società per azioni partecipata interamente dallo Stato, sotto la vigilanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Un nuovo soggetto, pronto a diventare un asset strategico per la definitiva diffusione dei pagamenti digitali, per dare spinta alla digitalizzazione dei servizi pubblici e un impulso allo sviluppo economico del Paese».
Con queste parole il 31 luglio il Team per la trasformazione digitate ha annunciato attraverso il suo blog (leggi qui) ) un piccolo-grande passo in avanti nell’ambito della digitalizzazione della PA sul fronte dei pagamenti.
La neonata società è chiamata infatti a gestire i circa 10 miliardi di euro l'anno dei pagamenti fatti alla Pubblica Amministrazione. La conversione in Spa della piattaforma per i pagamenti verso la PA era uno degli elementi introdotti nel Decreto Semplificazioni e consente alla nuova società di inglobare al suo interno tutte le attività gestite dal sistema pagoPa. Inoltre, la nuova Spa si occuperà anche della realizzazione della Piattaforma digitale nazionale dati (Pdnd) e dello sviluppo del progetto Io per la creazione di un app che metterà i cittadini nella condizione di usufruire di servizi pubblici nazionali e locali con il proprio smartphone.

Una piattaforma comune

In continuità con quanto già avviene la società pagoPa continuerà a collaborare con Banca d’Italia, con le pubbliche amministrazioni e con i prestatori di servizi di pagamento garantendo loro la possibilità di “agganciarsi” a un’unica piattaforma, e offrendo ai cittadini la possibilità di scegliere tra diversi sistemi per effettuare i pagamenti. «Ci sono diversi motivi per cui abbiamo individuato in una società per azioni interamente partecipata dallo Stato il soggetto ideale per continuare a far crescere i pagamenti digitali verso la Pubblica Amministrazione», spiegano dal Team per la trasformazione digitale, che elenca queste ragioni:  una società deve rispondere alle regole del mercato. Ciò vuol dire che deve avere autonomia e sostenibilità economica, lavorare in modo efficiente e competitivo e soprattutto essere in grado di attrarre talenti, valutando le persone solo in base alle effettive competenze; il mercato dei pagamenti evolve continuamente, spesso in modo rapido e imprevisto: per sopravvivere pagoPA deve essere in grado di muoversi in modo dinamico, con meccanismi diversi rispetto a quelli di una PA; per crescere e dare impulso al mondo dei pagamenti digitali pagoPA deve agire con una forte autorevolezza, che può essere garantita solo da una società che abbia focus e competenze specifiche su questo particolare settore.

Nuove opportunità per i Psp

«Da oggi l’obiettivo della nuova società è sviluppare al meglio la piattaforma, con i migliori strumenti tecnologici e strategici, e grazie ai migliori talenti, per renderla sempre più forte sul mercato», viene spiegato. «Ovviamente, trattandosi di una società partecipata dallo Stato, il fine non sarà diventare un competitor di altre aziende che lavorano nel mercato dei pagamenti digitali, ma sarà, al contrario, quello di cercare di stimolare e far crescere questo mercato, creando nuove opportunità per tutti i prestatori di servizi di pagamento (Psp). pagoPA infatti, nel solco della normativa europea Psd2, apre alle Pubbliche Amministrazioni la possibilità di utilizzare tutti i Prestatori di Servizio di Pagamento, lasciando al cittadino la scelta e creando opportunità per l’intero settore».
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