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Agli italiani piace Facebook, ma non si fidano

Agli italiani piace Facebook, ma non si fidano

Secondo una ricerca di Blogmeter, si sta sui social per curiosità e svago o per creare nuove relazioni. Mentre per informarsi e per effettuare acquisti, le reti sociali sono considerate poco credibili. Tra i social “di cittadinanza” e quelli “funzionali”, Twitter sembra in discesa, mentre emergono anche YouTube, Instagram, WhatsApp …
Mattia Schieppati
Facebook e WhatsApp dominano, ma forse perché l’Italia è un Paese con un’età media… sopra la media. Twitter fatica a trovare la sua ragione d’esistere e ormai sembra avviato al declino. E quando si tratta di informarsi o di fare acquisti, gli strumenti di informazione tradizionale sono ancora quelli cui il pubblico dà più fiducia.
È uno spaccato molto interessante quello che esce dalla survey effettuata da Blogmeter, social media company e agenzia di ricerche di mercato di Milano, che ha intervistato 1.500 italiani di età compresa tra i 15 e i 64 anni, iscritti ad almeno un social. Con l’obiettivo di capire non tanto il dato quantitativo sull’uso dei diversi social, ma le abitudini e le finalità di utilizzo (qui la ricerca).
Tra le motivazioni che spingono all’uso dei social, la più gettonata è la curiosità e l’interesse (21%), seguita poi dal desiderio di creazione di relazioni nuove e personali (17%), mentre il 14% afferma di utilizzarli per svago o piacere.
Indagando le ragioni che spingono a usare un social piuttosto di un altro, Facebook si conferma il più adatto a rispondere a quasi tutte le esigenze, fatta eccezione forse per le ricerche di lavoro. Dopo Facebook, tra gli altri social media, emerge TripAdvisor per leggere recensioni su ristoranti e alberghi, YouTube per video-informarsi, mentre per seguire brand e personaggi celebri gli intervistati preferiscono Instagram.

Social di cittadinanza ...

Il taglio attraverso il quale la ricerca legge i dati è principalmente sociologico. Guardando alle modalità con cui vengono utilizzati i vari canali, secondo Blogmeter i social si possono dividere in due tipologie: quelli di “cittadinanza” e quelli “funzionali”. «I social di cittadinanza sono quelli che vengono usati tutti i giorni, anche più volte al giorno, e più volte a settimana, che in un certo senso definiscono la nostra identità online», spiegano gli analisti. Di questi, Facebook è il maggiore rappresentate: ben l’84% degli intervistati ha dichiarato di utilizzarlo più volte al giorno; gli altri sono YouTube, Instagram e WhatsApp.

... e social funzionali

Si intendono quei canali che vengono utilizzati per soddisfare un bisogno o un interesse specifico e i più fruiti dagli italiani sono Google Plus, Twitter e Linkedin, che rispettivamente il 40%, il 35% e il 31% degli intervistati afferma di usare saltuariamente. Ben posizionato anche TripAdvisor, consultato per scegliere ristoranti o locali.
Il social più abbandonato in assoluto è Tinder, l’app per incontri occasionali, con ben 3,5 italiani su 10 che hanno dichiarato di essersi iscritti e poi cancellati. Seguono Snapchat, con il 25%, Pinterest e lo stesso Twitter, con il 10%.

Sei su Facebook? Sei vecchio

Con il crescere dell’età decresce il numero di social a cui si è iscritti: nella fascia di età compresa tra i 18 e i 34 anni, la media di social e servizi di messaggistica posseduti è superiore a sette, dopo i 45 anni, invece, scende a tre canali. Ed è proprio scendendo nell’analisi per età che si scopre come l’apparente egemonia di Facebook rischi in realtà di essere un dominio che comincia a mostrare la corda, se è vero che si tratta di un social network spesso snobbato dai giovanissimi: la creatura di Mark Zuckerberg è infatti utilizzata prevalentemente da una popolazione di 25-44enni, coloro che dai ricercatori vengono definiti «professionalmente maturi». Tra i teenager a dominare sono invece social network come Instagram e YouTube, perché quello che i giovanissimi cercano è la «condivisione dell’istante».
La realtà più a rischio? I 140 caratteri dell’uccellino che cinguetta. Alla domanda di quali social puoi fare a meno, la maggior parte ha risposto Twitter.

La fiducia non è social

Se da un lato Facebook si configura come il social a cui dedichiamo in assoluto la maggior parte del tempo, dall’altro canali di comunicazione più tradizionali come la televisione e i magazine continuano a mantenere una forte credibilità anche tra gli utenti del web. Infatti gli intervistati considerano come assolutamente credibili per informarsi tv e stampa, mentre al contrario ritengono poco affidabili Facebook, YouTube e i blog.
Quando invece si tratta di effettuare acquisti online, i canali che gli italiani digitalizzati considerano più attendibili sono i siti di acquisti online (Amazon e Ebay) e siti di recensione ( TripAdvisor).
13 Aprile 2017

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