21 Agosto 2019 / 23:33
Bancassicurazione, welfare motore di cambiamento

 
Banca

Bancassicurazione, welfare motore di cambiamento

di Flavio Padovan - 20 Settembre 2018
I risultati della ricerca di MBS Consulting sui fabbisogni di welfare delle famiglie italiane indicano la necessità di superare il modello tradizionale di bancassicurazione. Serve una nuova generazione di servizi per rispondere alle esigenze di assistenza e cura che nascono dall'invecchiamento della popolazione. Per le banche si apre una grande opportunità di business, con un risvolto importante a livello sociale. Ne parla Enea Dallaglio, keynote speaker a Bancassicurazione 2018
MBS Consulting conduce ogni due anni un'importante ricerca sui fabbisogni di welfare delle famiglie italiane. Un'indagine statisticamente molto rilevante che, anche grazie alla profondità del campione, offre una fotografia accurata di questo settore. Ad Enea Dallaglio, AD di Innovation Team, gruppo MBS Consulting, è stata affidato il keynote speech dell'edizione 2018 di Bancassicurazione, dedicato alla sfida del welfare per banche e assicurazione. Lo abbiamo incontrato per avere alcune anticipazioni.

Quali sono i principali bisogni che guideranno lo sviluppo del settore della bancassicurazione?

“L'invecchiamento della popolazione è un tema di straordinaria importanza che guiderà lo sviluppo di tutta l'industria dei servizi in Italia e in Europa nei prossimi decenni. Siamo di fronte all'emergere di un bisogno di assistenza molto ampio, che riguarda in modo particolare gli anziani, ma non solo loro. Un bisogno che nasce contemporaneamente da un fattore demografico, l'aumento dell'età media della popolazione, e da uno sociale, il cambiamento della famiglia che, non più multigenerazionale, non riesce ad affrontare le esigenze di cura continua che richiedono gli anziani, soprattutto i non autosufficienti”.

Come si può rispondere a questa nuova esigenza dei cittadini?

“Servono grandi operazioni industriali che colgano innanzitutto il carattere di estrema frammentazione e bassissima efficienza dell'attuale mondo del welfare. Siamo circondati da un'infinità di servizi, per lo più di carattere locale, spesso non qualificati e sviluppati spontaneisticamente. Chiunque abbia avuto l'esperienza di familiari anziani non autosufficienti di cui prendersi cura, sa come ci si sente soli, persi nella scelta tra numerose soluzioni possibili, ma così sfilacciate da diventare più un problema che una soluzione. Allora io credo che lo sviluppo di un'industria del welfare sia una grande opportunità di crescita del Paese, sia economica sia sociale”.

Che ruolo possono svolgere le banche?

“Fondamentale, perché grazie al loro radicamento sul territorio, alla relazione con famiglie e imprese, alla capacità di dialogo con le associazioni e gli enti pubblici, possono diventare grandi aggregatori. Da un parte razionalizzando e rendendo visibile l'offerta ai cittadini, in modo da aiutarli a dirigersi verso soluzioni per loro ottimali. Dall'altra sviluppando operazioni industriali con servizi propri o di partner all'altezza dei bisogni dei cittadini. È chiaro che l'opportunità per le banche è straordinaria, però richiede una visione strategica. Non è che manchi, ma sta maturando lentamente. Da questo punto di vista l'evento Bancassicurazione credo sia una grande opportunità per accelerare questa evoluzione del settore”.

Come deve trasformarsi la bancassicurazione?

“Riteniamo che il welfare aziendale, e il welfare più generale, sia il tema su cui sviluppare una nuova strategia industriale e una nuova collaborazione tra banca e assicurazione per offrire una generazione di servizi evoluti. In primo piano dovranno esserci i servizi di cui hanno bisogno i cittadini, come quello sanitario e di assistenza, con l'assicurazione che diventa una componente di questo sistema. Se si riuscirà ad andare in questa direzione si svilupperà un mercato grandissimo”

Quali sono i mercati più avanti in questa evoluzione?

Negli Usa si registrano poderosi investimenti da parte di grandi banche d'affari e di protagonisti dell'economia come Bezos e Walmart per la creazione di sistemi misti per il welfare, il benessere e la cura della persona. Ma in tutti i Paesi occidentali stanno saltando le barriere tradizionali che distinguono banca, assicurazione, servizi sanitari, reti e servizi di assistenza per andare verso nuove imprese a capitale misto”.

Che mercato può avere un'industria del welfare come quella che sta descrivendo?

“Il welfare è già oggi un settore importante: in Italia solo la spesa delle famiglie arriva a 109 miliardi di euro, al di là dei fondi sanitari e dei fondi pensione. Per capire la dimensione basti pensare che la totalità del mercato assicurativo danni è di circa 30 miliardi, di cui circa la metà coperta dal solo settore auto. Questa differenza dà l'idea dell'opportunità per le imprese private di trasformare questo grande bisogno sociale in una possibilità di business. Ma, ripeto, serve coraggio e una grande visione strategica”.
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