19 Agosto 2019 / 22:13
Banche e Fintech sulla frontiera dell'innovazione

 
Banca

Banche e Fintech sulla frontiera dell’innovazione

di Ildegarda Ferraro - 2 Aprile 2019
“Per i giganti della rete non possono esserci due pesi e due misure. Servono regole omogenee”. Lo sottolinea in questa intervista Giovanni Sabatini, direttore generale dell’ABI. “Le banche sono sulla frontiera dell’innovazione. Lavorano sempre più in collaborazione con le Fintech. Quello che fa la differenza sono i grandi player di Internet. Per questi ultimi non possono esserci regole diverse. O peggio assenza di regole”

D. Banche e Fintech, qual è l’approccio?

R. C’è cooperazione. Oltre il 60% delle banche in Italia ha iniziative di collaborazione con le Fintech. L’approccio è positivo. C’è complementarità. Le Fintech hanno processi rapidi, soluzioni tecnologiche, velocità di reazione al mercato e flessibilità. Le banche hanno capitali, informazioni, clientela, cultura della gestione dei rischi. Insomma, insieme lavorano bene.

D. Il problema insomma non sono le Fintech

R. Confermo, non sono le Fintech. Le banche sono sulla frontiera dell’automazione e lavorano con le Fintech. L’obiettivo non è avere posizioni di retroguardia e usare la regolamentazione come una barriera.

D. Ma c’è un però...

R. Non possiamo essere in un far west. Il quadro regolatorio deve essere chiaro. L’Eba, l’Autorità bancaria europea, ha chiarito in un rapporto del 2017 che il 31% dei soggetti che rientrano nel Fintech non è sottoposto ad alcun regime di regolamentazione, mentre un altro 8% non è collocabile in una precisa categoria.

D. Quali sono invece i problemi di rapporti sul web?

R. Beh con i giganti della rete. I big tech, ossia Google, Amazon, Facebook, che hanno capitali e una base di clientela estremamente vasta. Le loro piattaforme con un solo click possono offrire il social network, il sistema di pagamento, la possibilità di investire e acquistare prodotti assicurativi.

D. Qual è la questione?

R. Poter contare sulle stesse regole. E che regole ci siano”.

D. E quindi?

R. E quindi va trovato un giusto equilibrio di regole senza bloccare l’innovazione. Servono norme commisurate non più al soggetto ma all’attività svolta, secondo il principio “stesso rischio, stessa regola”. Facendo attenzione che, trattandosi di servizi bancari e di pagamento, siano tutti sottoposti ad adeguati regimi autorizzativi e di vigilanza e alle stesse misure di sicurezza.

D. Che cosa chiedete?

R. Regole omogenee. La direttiva europea Psd2 funziona come un apriscatole di dati. Si parla di open banking. Però una banca, anche se autorizzata, non può accedere ai dati di un suo cliente su Amazon o Google. Il trattamento è asimmetrico, come sul fronte fiscale.

D. Qual è lo stato delle cose?

R. Le regole vengono cambiate continuamente. Con questo fardello, nei Cda si passa più tempo a interpretare e applicare le regole che a individuare nuove opportunità di business. Serve una tregua.
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