22 Giugno 2018 / 17:19
Bitcoin, tutto il bene e tutto il male del mondo

 
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Bitcoin, tutto il bene e tutto il male del mondo

di Ildegarda Ferraro - 12 Gennaio 2018
L’incredibile crescita delle criptovalute e soprattutto della più famosa, il bitcoin, si accompagna alle tesi che vedono in questo la nascita di una nuova era o, al contrario, il concretizzarsi di tutti i mali. Come sempre tutto dipende dalle scelte che si fanno. L’unica certezza è che occorre consapevolezza e cautela. Le posizioni a confronto ...
“Ho comprato bitcoin ‘per vedere di nascosto l’effetto che fa’ come avrebbe detto Enzo Jannacci”. Parlo con un amico che prova da vicino a capire come funziona l’ultima passione del momento. “Non sono un trader – aggiunge - non ho il tempo e nemmeno la passione, però volevo vedere da vicino questo mondo di nuovi patiti della finanza. E farmi un’idea stando dentro”.
Il sistema bitcoin - la criptovaluta più amata, che non si basa sul riconoscimento da parte di un’autorità ma sulla blockchain, una catena autorizzativa con nodi autonomi - è quotidianamente sugli scudi. Con la salita costante del suo valore, molti si sono riconvertiti al trading sui bitcoin o anche semplicemente a tesaurizzarli come fosse oro. Tutti ne parlano. Le informazioni girano soprattutto sulla rete, visto che è Internet il suo territorio. Da Wikipedia per chi cerca notizie semplici e immediate, alle storie di copertina delle testate più adatte a dare un quadro chiaro come Il Sole 24 Ore fino alle analisi più fini e approfondite del Cme, il Chicago Mercantile Exchange che è entrato nel mercato dei future sui bitcoin (leggi qui, come pure qui).
Sul web si trova di tutto per farsi un’idea. Le forze in campo sono su fronti spesso opposti, anche se spesso la ragione è nel mezzo. Certo la cautela è la migliore stella polare in questo campo.

7 ragioni perché il bitcoin è tutto il male del mondo ...

1. È pura speculazione.
2. Non è un sistema dei pagamenti. Pochissimi lo accettano. Il valore è così variabile che è difficile raggiungere un giusto equilibrio e farlo accettare. C’è una sostanziale difficoltà nel processare le transazioni e c’è un’evidente limitazione per i pagamenti di piccolo importo.
3. Sparirà come una bolla di sapone.
4. Le autorità lo vieteranno, come per esempio è già successo in Cina, o metteranno dei limiti tali da renderlo inservibile.
5. Facilita il riciclaggio e i contratti illeciti.
6. Che cosa ci sarà dietro? Superpotenze più o meno oscure pronte alla conquista del mondo.
7. Il processo di estrazione dei bitcoin consuma una enorme quantità di energia.

… e 7 motivi per cui è tutto il bene

1. È uno strumento positivo, che supera i limiti attuali e dà una scossa di creatività e di innovazione al panorama complessivo. È un’icona dei movimenti libertari della rete. Può ricordare il processo di decisione democratico.
2. È un sistema di pagamenti. Con la crescita della diffusione aumenterà anche il numero di chi è disponibile ad accettarlo.
3. È un bene d’investimento. Come l’oro. È per definizione limitato e crescerà di valore.
4. Consente spostamenti immediati, senza problemi e a basso prezzo.
5. Supera i limiti e le barriere anche nei Paesi con scenari complessi, facilitando l’aggancio allo scenario globale.
6. È tutto tracciato e trasparente. La blockchain, la catena di blocchi che governa il sistema bitcoin, è nelle mani di tutti coloro che decidono di farne parte validando il processo. Senza un’autorità che intervenga dall’alto. Proprio perché è tutto tracciato, per quanto complesso si può sempre risalire ai soggetti di ogni operazione. E comunque quello che davvero può sostenere il riciclaggio è il contante, mentre non è certo una criptovaluta che può indurre o non indurre al reato.
7. L’energia necessaria a estrarlo non aumenterà oltre i livelli attuali, anzi diminuirà.
Se questo è il quadro, risulta evidente che a ogni valutazione corrisponde una controvalutazione uguale e contraria. Come sempre le scelte dipendono da noi. L’unica certezza è che in un terreno incerto e nuovo occorre consapevolezza e cautela.

Infine, 7 buoni motivi per stare attenti

1. Al di là del bene e del male la bolla può comunque scoppiare.
2. Le autorità possono intervenire in qualunque momento, modificando in maniera sostanziale lo scenario. E anche il fisco potrà fare la sua parte.
3. Non ci sono pasti gratis e guadagnare non è così facile. Nel caso di trading sui bitcoin occorre investire certamente denaro, ma anche tempo, studio, disponibilità al rischio e tutto il resto. Anche senza trading complessi, come i Cfd sui bitcoin, i Contract for difference sulla criptovaluta più famosa su cui si sprecano le informazioni, comprare bitcoin implica comunque un certo impegno. E le commissioni ci sono. Per esempio ci sono le fee dei miner, il popolo dei “minatori” di bitcoin che lavora con i propri computer per certificare i nodi della blockchain. I miner per la loro azione vengono compensati con bitcoin. Queste commissioni, che sono presenti nei vari passaggi, perché servono per certificare la transazione, possono essere molto elevate. Minare bitcoin è sempre più difficile e le commissioni possono aumentare in maniera sostanziale. Per esempio il 20 dicembre 2017 alle 11:28 vendere 0,00673748 bitcon a un prezzo di 100 euro a un tasso di cambio di 14842,34 può corrispondere a un costo miner di 0,00224582 bitcoin. Insomma su 100 euro ci possono essere fee per i miner pari a 33,52 euro. La spiegazione data in genere è che la rete bitcoin è congestionata, concludere la transazione nella blockchain è complessa, di qui le mining fee alte. A queste si possono poi aggiungere le commissioni di chi opera per la negoziazione. Agli Atm bitcoin, i bancomat che stanno apparendo in giro, le commissioni sono del 7,8%. Insomma guadagnarci non è proprio una passeggiata. E comunque il guadagno va realizzato, si potrà dire di aver portato a casa un bel risultato solo dopo aver realmente concretizzato l’operazione, vendendo oppure comprando un bene con la cifra effettiva. A chi dice: ”ci ho fatto parecchi soldi ma non li vendo” manca la prova del nove. Finché non si realizza, il guadagno è solo virtuale.
4. La più grande minaccia viene dall’interno. Il problema è la governance e il proliferare delle criptovalute. È vero, il sistema bitcoin è molto democratico e gli sviluppatori sono costantemente all’opera per arricchire il quadro, mentre i miner svolgono la loro opera di certificatori della catena e di creatori di nuovi bitcoin. Ma la nascita di bitcoin glod, bitcoin cash, e di n altre criptovalute certifica la dinamica effervescente delle forze che si confrontano nel sistema.
5. C’è comunque il rischio di controparte, può esserci il problema che la piattaforma su cui si opera chiuda per sempre. C’è l’indirizzo del portafoglio bitcoin che aiuta a ripristinare la posizione, ma certo la chiusura della piattaforma può essere una questione non da poco.
6. Essere pronti alle “montagne russe”. Occorre avere coscienza delle fluttuazioni, la volatilità è molto elevata con violente escursioni di prezzi. Reggere dubbi e perdite non è da poco.
7. Le cose possono cambiare molto rapidamente. Cautela vuol anche dire conservare sempre tutto il tempo necessario ad informarsi, studiare e tenersi pronti.
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