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Branch Transformation e sicurezza fisica

Branch Transformation e sicurezza fisica

L’evoluzione della sicurezza fisica nelle banche italiane sotto la spinta del digitale e le nuove misure per il contenimento dei rischi, come il sensore di situazione. L’esperienza di Citel
Nils Fazzini (Citel)
La mitigazione del rischio e del danno rapina e la sicurezza fisica in genere accompagnano da sempre le banche, che oggi si muovono in chiave di integrazione multimediale e digitale nella rilevazione e gestione dell’evento. I processi informatici che azionano questo tipo di logica non sono fissati rigidamente: possono avere delle varianti da banca a banca ed evolvere nel tempo senza necessità di interventi impiantistici invasivi.
Citel (www.citel.it), specializzata in sicurezza fisica informatizzata, opera su un terreno in cui è sempre più marcata la digital transformation dei processi gestionali. Un approccio che ha permesso di ottenere:
  • passaggi obbligati di gestione dell’evento a prova di inaffidabilità dell’elemento umano,
  • inattaccabilità delle comunicazioni Centro-Filiale su rete dati e protocollo Cei-ABI al massimo livello di compliance e resilienza,
  • piattaforme locali di gestione eventi e non di semplice allarme, a prova di infedeltà di installatori e manutentori in occasione di interventi manutentivi,
  • comunicazioni a prova di manomissione estesa fino al campo sensori.
Il caso della rapina è notoriamente complesso. La diffusione di macchine erogazione e soprattutto di cash-in/out, in grado di interagire localmente con la piattaforma di Citel, ha dissuaso i criminali dal ricorrere alle minacce verso dipendenti e clienti, diventati quasi irrilevanti. E su questa base è stato possibile mettere a punto e affinare progressivamente piattaforme e processi di gestione della rapina – sia “breve” che “lunga” – grazie alle funzionalità della piattaforma locale, necessariamente oggetto di continuo affinamento con l’accumulazione e la rielaborazione di user experience basata sui grandi numeri, che sono determinanti per ottenere una casistica efficace a scopi predittivi.
L’affinamento dei processi di gestione e di standardizzazione delle piattaforme ha portato al sensore di situazione, un termine coniato da Citel più adeguato del concetto di sensore di allarme quando si tratta di rapina; in pratica è un rilevatore di eventi (e non di semplici allarmi) basato sulla correlazione di una pluralità di input che convergono su una piattaforma (una Cpu dedicata), in grado di interagire con gli apparati di gestione del denaro e con l’impiantistica di sicurezza della filiale per attivare azioni locali, autonome oppure pilotate da control room.
Il sensore di situazione è il paradigma tecnicamente indispensabile per superare le correlazioni semplificate tipiche delle centrali di allarme. Ed è diventato l’elemento centrale di tutti gli sviluppi di digital transformation nei processi di gestione della sicurezza fisica eseguiti negli ultimi anni per una serie di progetti lanciati da grandi banche, non solo in termini di efficacia ma anche per ottenere livelli di normalizzazione e sostenibilità anche nelle fasce intermedie di utenza.
Oltre alla Branch Transformation, Citel ha un’importante presenza nel settore bancario e postale anche nella sicurezza dei grandi edifici, con soluzioni sempre in architettura aperta multifornitore e multifunzione, con la gestione integrata di intrusione, accessi, videosorveglianza, portinerie, allarmi tecnici, safety del personale isolato, incendio; anche combinando la supervisione locale con quella centralizzata e/o con i fornitori di servizi interattivi di security.
A proposito di questi ultimi, la presenza diffusa di sistemi Centrax-Psim tra gli istituti di vigilanza più evoluti ha permesso di concepire applicazioni multimediali in classe PSim (Physical Security Information Management) gestite direttamente dalla società di security per fornire servizi evoluti alle banche le cui dimensioni non giustificano una propria control room.
17 Maggio 2018

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