19 Luglio 2018 / 17:37
Cinema, il tax credit spinge le produzioni

 
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Cinema, il tax credit spinge le produzioni

di Flavio Padovan e Chiara Padua - 10 Settembre 2012
Negli ultimi due anni sono stati finanziati 121 film attivando un credito di imposta di oltre 80 milioni di euro. Le strategie per il futuro discusse a Venezia alla seconda edizione di Banche e Cinema
Il tax credit esterno è uno strumento strategico per l’industria cinematografica, ma anche una grande opportunità di investimento e di visibilità per le banche e le aziende di altri settori che scelgono di utilizzarlo. Vantaggi che devono essere fatti conoscere a una platea sempre maggiore di soggetti, anche di PMI, per riuscire ad offrire al cinema italiano il supporto finanziario necessario a rilanciarsi e a rappresentare un elemento di sviluppo per l’economia italiana. Proprio per sottolineare l’importanza e il ruolo del credito in questo comparto e delineare strategie, sinergie e percorsi innovativi di collaborazione, ABI, Anica e Biennale di Venezia hanno organizzato all’interno degli eventi della 69a Mostra internazionale il convegno “Banche e Cinema”.
In questa occasione Nicola Borrelli , Direttore Generale per il Cinema del Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Mibac), ha reso noti i dati più recenti sull’utilizzo del tax credit esterno, da cui risulta che negli ultimi due anni 151 imprese – di cui 21 del settore bancario/finanziario/assicurativo - hanno richiesto il finanziamento per sostenere 121 film, generando un credito d’imposta per 80 milioni di euro, ossia il doppio dell’impegno diretto dello Stato per il cinema. Borelli ha anche rassicurato le imprese sulla volontà del ministro Ornaghi di estendere la validità del provvedimenti sul tax credit anche per i prossimi anni, se possibile inserendo una previsione in tal senso già all’interno del decreto sulla stabilità che il governo ha in fase di elaborazione. Entrando nel particolare, il rappresentante del Mibac ha poi sottolineato l'impegno crescente del mondo del credito registrato nel 2012, con dieci banche intervenute nella produzione di 43 film.
Al di là dei numeri, dal convegno è emerso in modo chiaro quanto sia stretto il legame tra banche e cinema e il ruolo riconosciuto a quest'ultimo per il rilancio dell'economia e per far crescere l'appeal dei nostri prodotti sui mercati esteri. Secondo il direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini , la cultura va considerata sempre di più come “il petrolio del nostro Paese” e l’industria cinematografica è un veicolo chiave di promozione dell’immagine dell’Italia e del Made in Italy all’estero. In questo scenario il rapporto tra banche e cinema è “una necessità per costruire un nuovo modello di sviluppo, che veda nella valorizzazione delle risorse culturali un leva per far ripartire la crescita”. “Le banche - ha proseguito Sabatini - devono potenziare la capacità di valorizzare più attentamente le idee di investimento. Un ottimo supporto - ha detto – verrà dalla possibilità per il settore creditizio di acquisire la garanzia del Fondo per le PMI per migliorare il merito di credito dei progetti filmici''.
Anche il Presidente dell'ANICA, Riccardo Tozzi , vede nell'industria culturale la punta di diamante dell'economia italiana. “Dobbiamo però imparare a fare sistema, a lavorare insieme ponendoci obiettivi comuni di sviluppo. E questo – afferma Tozzi – è il lavoro più importante che ci attende, insieme a quello di potenziare le strutture di mercato per aumentare le risorse interne del settore''. Il tax credit, ha affermato, è comunque un successo e ha aiutato molto le imprese del settore. Un giudizio positivo condiviso dai rappresentati delle banche presenti al convegno. Per Samuele Sorato , direttore generale della Banca Popolare di Vicenza, entrare in questo settore non è stato solo un'esperienza gratificante che ha contribuito a migliorare l'immagine del gruppo, ma anche un'opportunità colta per lanciare un modello di sviluppo commerciale attraverso una nuova società di merchant bank appositamente costituita. Il film Posti in piedi in paradiso, ha spiegato Sorato, è stato finanziato con il tax credit e, al tempo stesso, è stata anche un'occasione di product placement. Sulla base dei risultati positivi ottenuti, ha annunciato il DG dalla Popolare di Vicenza, è è stato già stanziato un nuovo plafond di 2,5 milioni euro destinati agli investimenti nel cinema per il prossimo anno, mentre quello per il 2012 a disposizione di ogni singola banca è stata completamente esaurito.
Alberto Baldini , responsabile del settore cinema della Bnl - Gruppo Bnp Paribas, ha rilevato come il cinema sia un elemento costitutivo del lavoro del suo gruppo, e che i 21 film che dal 2010 a oggi sono stati oggetto di un investimento di Bnl abbiano avuti buoni rendimenti e ritorni alti in termini di visibilità.
Secondo Carlo Stocchetti, dg di Mediocredito Italiano, il settore cinematografico italiano deve fare un salto di qualità per svilupparsi e crescere: ancora oggi il 60% degli imprenditori del settore non ritiene la banca un reale partner. Occasioni come l'evento Banca e Sicurezza sono dunque molto utili per far conoscere e comprendere meglio i due mondi, quello del cinema e quello delle banche, per riuscire a lavorare sempre di più insieme. A questo proposito Mediocredito Italiano - ha dichiarato Stecchetti - ha l'obiettivo di diventare un partner finanziario a medio/lungo termine degli operatori dell'industria cinematografica e l'apertura del Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi del Ministero per lo Sviluppo Economico alle imprese del cinema favorirà ulteriormente le relazioni con le banche.
Su questo punto è intervenuta Claudia Bugno, Presidente del Comitato che gestisce il Fondo Centrale, che ha spiegato ai numerosi partecipanti presenti al convegno, le finalità e le caratteristiche di questo strumento volto, grazie alla garanzia pubblica, a contrastare concretamente il rischio di una contrazione del credito alle PMI. “Il tessuto economico italiano è composto essenzialmente da piccole e medie aziende, che è nostro compito istituzionale supportare con misure come il Fondo di garanzia che, a costo zero per lo Stato, riesce a ottenere grandi risultati”.
Nel corso della tavola rotonda non sono mancati rilievi critici verso alcuni aspetti del tax credit. Ad esempio, Mario La Torre, Professore Ordinario di Economia degli intermediari finanziari alla Sapienza di Roma, ha evidenziato come, a suo avviso, il tax credit abbia privilegiato in questa prima fase di applicazione le aziende cinematografiche già strutturate finanziariamente, non riuscendo a portare i suoi benefici a una multitudine di idee, prodotti e aziende, rimasti così esclusi dai vantaggi fiscali. L'impatto complessivo è stato però molto positivo, ha ribadito nelle conclusioni Angelo Barbagallo, presidente dei produttori dell'Anica, avanzando la richiesta di aumentare il plafond delle agevolazioni fiscali, ora fermo a 2,5 milioni di euro per ogni singola impresa, e di dare la possibilità di accesso al tax credit anche a società di intermediazione, sul modello delle Sofica francesi, per costituire gruppi di opere filmiche anche differenziati nel genere e nel volume di investimenti.
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