21 Aprile 2019 / 02:08
Cosa leggono i Ceo quest'estate?

 
Scenari

Cosa leggono i Ceo quest'estate?

di Mattia Schieppati - 27 Luglio 2017
Nell’approfondimento di McKinsey il futuro della rivoluzione tecnologica e le "biografie" di Uber e Elon Musk tra le letture scelte per le vacanze estive dai numeri uno di alcune grandi aziende globali. E anche Leonardo da Vinci o temi impegnativi come il futuro del pianeta e il rapporto uomo-macchina. Ma il libro soffre la concorrenza dei social ...
Estate, tempo di relax e, soprattutto, finalmente momento in cui gli impegni di lavoro si diradano e ci si può concedere il lusso di un buon libro. Se ancora qualcuno fosse in dubbio su quale volumetto mettere nella borsa della vacanza, ecco puntuale come ogni inizio estate la sfiziosa inchiesta di McKinsey che svela quali sono i 3 libri che alcuni dei Ceo delle più grandi aziende del mondo avranno sul comodino nel corso di quest'anno (qui l'elenco completo).
Un giro d'orizzonte curioso che consente di comprendere quali temi, titoli e autori influenzeranno in qualche modo il pensiero di coloro che sono chiamati a prendere decisioni che hanno necessariamente una ricaduta globale. Sfogliando l'elenco di volti e di titoli, si nota come i temi tecnologici, ma anche le "biografie" delle aziende e dei personaggi protagonisti della rivoluzione digitale degli ultimi anni siano un argomento di interesse.
Tra le letture di David McKay, numero uno di Royal Bank of Canada, si trovano infatti l'inchiesta di Thomas H. Davenport and Julia Kirby sul rapporto tra umani e macchine nel mondo del lavoro, uno dei temi caldissimi del dibattito sociale e antropologico di questi mesi (Only Humans Need Apply: Winners and Losers in the Age of Smart Machines). Ma c'è anche l'instant book di Adam Lashinsky sul fenomeno Uber (Wild Ride: Inside Uber’s Quest for World Domination), un "caso aziendale" che sicuramente sta facendo scuola.

Biografie dei disruptors e antropologia

Bella la combinazione di titoli scelti dal gran capo di Microsoft, Satya Nadella: da un lato la biografia di Leonardo da Vinci scritta da Walter Isaacson (l'autore della biografia definitiva di Steve Jobs, per intenderci), dall'altro il saggio di Jaron Lanier, uno dei più futuristici guru del digitale, dal titolo Dawn of the New Everything: Encounters with Reality and Virtual Reality. I pro e i contro dell'invasione di intelligenza artificiale sono il cuore delle letture di Maria Ramos, Ceo di Barclays Africa (Superintelligence: Paths, Dangers, Strategies, di Nick Bostrom), mentre sir Martin Sorrell, vulcanico capo e fondatore dell'agenzia di comunicazione globale WPP ha messo nel mirino l'insondabile personalità di Elon Musk, narrata da Ashlee Vance in Elon Musk: Tesla, SpaceX, and the Quest for a Fantastic Future.
Uno sguardo sul futuro è anche quello che emerge dalla scelta di letture di Dominic Barton, global managing partner di McKinsey & Company: The Inevitable: Understanding the 12 Technological Forces That Will Shape Our Future, vademecum approfondito sulle innovazioni che stanno cambiando la nostra vita, scritto da Kevin Kelly, e l'impegnativo Homo Deus: A Brief History of Tomorrow, di Yuval Noah Harari.

Top manager italiani sotto la media

Tra i «comodini» indagati da McKinsey non se ne trova nemmeno uno di un top manager o imprenditore italiano. Niente di statistico, per carità, eppure la statistica, quando guarda alle letture della classe dirigente della Penisola, sforna dati piuttosto impietosi. Secondo i dati Istat del 2015 (ultimi disponibili) il 38,6% di dirigenti, imprenditori e liberi professionisti italiani dichiara ancora di non aver letto nessun libro (nel 2014 erano il 39,1%), valore che sale al 44,6% tra gli uomini e scende al 25% tra le donne. E solo l’11,6% legge un libro al mese. Anche tra i laureati la situazione non è buona: il 25% (stessa cifra nel 2014) non legge nessun libro nel corso dell’anno, e il 15,3% ne legge uno al mese.
In generale, come conferma l'ultimo Report dell'AIE, Associazione Italiana Editori, il numero complessivo dei lettori italiani cala del 3,18% tra 2010 e 2016 (e infatti la presentazione dell’AIE è intitolata “Il lettore svanito”, la si può scaricare qui).
Dal 2010 a oggi sono calati molto in particolare i “lettori forti”, le persone che leggono almeno un libro al mese. Corrispondono al 13-14% del totale dei lettori ma comprano il 30% circa delle copie vendute. In queste tendenze lo strapotere dei social network e lo smartphone che accompagna i nostri occhi dal risveglio fino alla buonanotte hanno un peso importante.

Meglio i social e i libri su smartphone

«Abbiamo più alternative nell'uso del tempo», questa la conclusione cui arriva Giovanni Peresson, Responsabile Ufficio studi dell'AIE. «A motivare il calo delle vendite di libri concorrono due principali cause: oggi le persone hanno meno soldi da spendere per oggetti e attività legate al tempo libro, e - correlato a questo - hanno più alternative per l’intrattenimento, tra video, social media e altre seduzioni spesso gratuite della rete. In altre parole: oggi le persone possono investire il loro tempo libero, che è una risorsa limitata, in una gamma di offerte molto più ampia che nel recente passato».
Ultimo dato, che riguarda ancora lo smartphone. Se le persone che leggono solo ebook restano una piccola minoranza (il 3%), crescono le persone che integrano libri ed ebook, e il telefonino emerge come strumento su cui avviene in maniera crescente anche il download e la lettura di libri digitali: dal 28% del 2015 al 37% del 2016.
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