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Da Eataly ad Amazon: il boom del cibo online

Da Eataly ad Amazon: il boom del cibo online

Decolla la moda degli acquisti di alimentari online, con grandi player all'opera. Mentre si moltiplicano i foodblogger e i masterchef invadono la rete. Anche Niko Romito, l'ultimo cuoco tristellato, dall'Abruzzo si lancia sul web con Pasta Garofalo
Mattia Schieppati
Se ancora pensate che siano i Masterchef televisivi l'ultima frontiera del gusto, è ora di aggiornarsi. Mentre infatti su tutti i canali tv imperavano (e tutt'ora tengono banco) cuochi e narratori di ricette di tutti i tipi, da Carlo Cracco a Benedetta Parodi, facendo diventare la passione per i fornelli uno dei temi di lifestyle più in voga degli ultimi tempi, zitto zitto anche il web si è rapidamente strutturato per fare dell'enogastronomia a tutto tondo - dall'ingrediente base alla ricetta finita - non solo un ambito di narrazione, ma di vero e proprio business. Dando una scossa a un settore, quello alimentare, che nell'ambito dell'e-commerce è rimasto un po' una Cenerentola: negli Usa, a oggi, solo il 5% degli acquisti online riguarda generi alimentari, mentre in Italia - patria della buona tavola - siamo addirittura fermi all'1,2% del totale delle vendite.
Oscar Farinetti di Eataly
Piccoli numeri che promettono, a breve, di essere travolti da uno tsunami in arrivo. Il 2014, infatti, il mercato dell'alimentare online subirà di sicuro uno scossone al rialzo da due big che stanno scendendo in campo. La prima mossa l'ha fatta Eataly, il colosso del cibo di qualità made in Italy, che dopo aver colonizzato l'Italia e il mondo (dagli Usa al Giappone) con i suoi store nei quali esporta il meglio della produzione enogastronomica italiana, a fine giugno ha acceso i motori di Eataly Net, piattaforma di e-commerce (partecipata al 30% dal fondo italo-francese 360 Capital Partners) nata con l'ambizione di diventare «il punto di riferimento online per l'acquisto di prodotti alimentari italiani», come ha dichiarato Franco Denari, scelto dal fondatore di Eataly Oscar Farinetti per guidare la nuova avventura web. Una piattaforma unica capace di operare a livello mondiale, che fa riferimento a un centro logistico pure questo 100 per cento italiano che avrà sede ad Alba. La piattaforma è stata lanciata in versione beta «per testare i comportamenti dei clienti», dice Denari: «stiamo cercando di trasferire online l’esperienza dei negozi fisici tenendo in debito conto le differenze che esistono tra negozi tradizionali e virtuali. A Torino abbiamo 20mila referenze, nel sito non avrebbe senso, ci vorrebbe troppo tempo! L’acquisto online deve essere un’esperienza semplice e rapida. Scegliere, riempire il carrello e pagare: la media è di pochi minuti». E si guarda già avanti, a quella che è la vera frontiera dell'e-commerce: «abbiamo un grande interesse verso il mobile: stiamo rivedendo tutta la parte mobile. Ci sarà un’app dedicata all'e-commerce e ulteriori app dedicate all'aspetto editoriale, fotografico e visivo dell'esperienza in-store Eataly e dei prodotti venduti».
Lavori frenetici perché il tempo stringe. Mentre infatti Oscar Farinetti, in Italia, inaugurava la sua piattaforma di e-commerce, da Seattle il gigante delle vendite online Amazon ha fatto sapere di essere ormai pronta per aggiungere al suo "everything store" anche un elemento chiave che fino ad ora è mancato: il cibo fresco. L'ottimizzazione della logistica e l'abbattimento dei tempi morti tra ordine del cliente online e consegna sembrano ora aver reso possibile questo traguardo. Il servizio si chiamerà Amazon Fresh, e un esperimento pilota è già attivo nelle aree di Seattle, dove l'azienda ha sede, Los Angeles e San Francisco, dove già è possibile ricevere in poche ore a domicilio, a casa o in ufficio, non solo ingredienti freschi, ma anche alcuni piatti di gastronomia pronti al consumo. Concluso questo rodaggio Amazon Fresh sarà pronto per affrontare il mondo intero.
E una volta ricevuti a casa gli ingredienti freschi, anzi freschissimi, che si fa? Si rimane incollati al portatile o al tablet, ovvio. Perché l'online abbinato al cibo rappresenta una piccola miniera di opportunità di business anche per chi si è buttato nel mercato delle app culinarie o dei blog specializzati in ricette. Sono decine i e le foodblogger italiani che, partiti mettendo online video e ricette per hobby, intorno a questa passione hanno generato traffico, raccolta pubblicitaria fino a dar vita a piccole imprese. Il caso più eclatante è quello di GialloZafferano, sito, blog e app ideato da Sonia Peronaci cui si rivolgono ormai milioni di italiani in crisi con la preparazione della cena. Oltre 25,3 milioni di page views e più di 3,2 milioni di utenti unici al mese sono i numeri del successo comunicati da AudiWeb, un'appetibilità per gli inserzionisti pubblicitari altissima, tanto che qualche mese fa il sito da "passione amatoriale" ha visto l'ingresso come socio industriale di Banzai Media, una delle più avanzate aziende italiane che sviluppa business sul digital.
Niko Romito, chef tre stelle Michelin
Non solo vendere, ma anche raccontare il cibo online rende, insomma. E di fronte alla potenza di questo meccanismo non ha avuto remore nel lanciarsi nemmeno uno chef tre stelle Michelin come Niko Romito, che proprio pochi giorni fa ha annunciato la sua "discesa in campo" in questo mix di fornelli e tecnologia. La sua proposta è ambiziosa: realizzare e mettere in rete una videoenciclopedia definitiva della cucina italiana, roba da mandare per sempre in pensione i libroni di ricette e i vari "Cucchiai d'argento". L'iniziativa ha un nome accattivante, Unforketable, e nasce da una partenrship tra l'expertise dello chef Romito e la voglia di conquistare platee digitale, già rodata, di un brand storico dell'alimentare italiano come Pastificio Garofalo. Si tratta di una serie di video tematici (52 quelli già realizzati, e il progetto prevede la realizzazione di 10 nuovi video ogni mese) attraverso i quali imparare a cucinare le basi (salse, sughi, paste...), scoprire come perfezionare le tecniche di preparazione e cottura (disossare, spinare, friggere...) e realizzare ricette tradizionali (non solo dell'Abruzzo, patria dello chef Romito) scegliendo gli ingredienti e i prodotti migliori e limitando i grassi. Il tutto firmato da un tre stelle, e non certo gratis: il costo del singolo video è di 3 euro sul sito unforketable.it e 3,59 euro sugli store Apple e Google, mentre sono disponibili pacchetti che consentono l’acquisto di più ricette a partire da 10 euro.
Buon appetito.
20 Dicembre 2013

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