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E-INVOICE:i vantaggi per le imprese

E-INVOICE:i vantaggi per le imprese

Con il sistema della fatturazione elettronica le banche possono giocare un ruolo chiave.
Alessandro Perego, Paolo Catti, Daniele Marazzi
Grazie a soluzioni tecnologiche e nuovi servizi di Financial value chain
Alessandro Perego, Paolo Catti, Daniele Marazzi
Giunto alla quarta edizione, l’Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione della School of Management del Politecnico di Milano conferma il proprio obiettivo fondamentale: contribuire in modo concreto a fare sistema sul tema della fatturazione elettronica in Italia. Il Convegno del 19 maggio dedicato alla presentazione dei risultati dell’Edizione 2009-2010 ha fatto registrare la partecipazione di oltre 600 fra operatori del settore, addetti ai lavori e manager delle più diverse realtà aziendali italiane. E ha evidenziato la necessità di ribadire il potenziale insito nei progetti di fatturazione elettronica, nelle diverse accezioni identificate dall’Osservatorio: l’applicazione dei principi della fatturazione elettronica, infatti, si declina concretamente in modelli attuativi diversi tra loro, riconducibili a tre macrocategorie di modelli (si veda lo schema nella pagina accanto).

Il modello 1

Nel primo modello si ricercano essenzialmente benefici legati alla dematerializzazione dei documenti fattura e per estensione logica anche di altri documenti che grazie alla normativa del 2004 possono essere conservati in formato digitale, senza necessità di archiviare l’originale cartaceo. L’approccio è poco o per nulla orientato a considerare i documenti come parte di un processo commerciale. E questo rappresenta, da un lato, un sostanziale punto di forza rispetto a modelli più complessi – benefici conseguibili facilmente, anche senza particolari modifiche al processo – e dall’altro il principale limite: benefici netti che, al più, possono valere 1-2 euro per fattura (o altro documento equivalente di pari ingombro).

Il modello 2

Nel caso dei modelli di fatturazione elettronica “pura” a norma di legge – caratterizzati dal fatto che la fattura nasce, viene trasmessa, ricevuta e conservata esclusivamente in formato elettronico – subentra, invece, la prospettiva di processo. I benefici (tra i 5 e i 10 euro per fattura) sono, infatti, strettamente dipendenti dalla qualità dell’interazione con i propri partner di filiera, siano essi clienti o fornitori.

Il modello 3

Il terzo modello comporta un’estensione delle logiche della fatturazione elettronica pura all’intero ciclo commerciale (in particolare il concetto di interscambio documentale tra partner di business), idealmente dalla stipula dei contratti alla chiusura dei pagamenti. Ai benefici legati all’automazione del processo si aggiungono, in questo caso, quelli legati al miglioramento della qualità e, quindi, alla riduzione dei costi di gestione delle inaccuratezze. In valore assoluto, i benefici netti possono valere decine di euro per ciclo documentale (da 25 a 65 euro), in funzione del settore e del grado di copertura del ciclo.

Rimuovere gli ostacoli

Le indagini volte a misurare il grado di diffusione di queste soluzioni fanno emergere con forza due messaggi: la fatturazione elettronica pura a norma di legge è un fenomeno ancora marginale in Italia, mentre sono in continua espansione modelli di fatturazione elettronica in senso più ampio, come la conservazione sostitutiva delle fatture o di altri documenti contabili (circa 3.000 imprese) e la veicolazione elettronica di fatture e altri documenti del ciclo dell’ordine nei sistemi Edi (circa 8.000 imprese) o con altre soluzioni di interscambio documentale (circa 50.000 imprese). Naturalmente questi numeri, seppur in crescita, segnalano come le imprese percepiscano ancora diversi fattori di inibizione, che pregiudicano una più diffusa adozione delle soluzioni disponibili. In particolare, dall’analisi condotta su uno specifico campione di aziende “non-utenti”, continuano a evidenziare come principali elementi di freno la gestione del cambiamento (quasi il 30%) e la difficoltà di identificazione e quantificazione dei benefici (quasi il 25%). La normativa, inoltre, continua a essere oggetto di eccessiva preoccupazione. Secondo le analisi dell’Osservatorio il quadro è in evoluzione anche a livello comunitario, ma la strada verso la dematerializzazione è tracciata. L’osservazione attenta del fenomeno fatturazione elettronica in Italia negli ultimi 5 anni, paragonata a quanto avviene nelle altre realtà europee, ha evidenziato come vi sia un naturale trend di diffusione di queste soluzioni, anche solo sulla base della pressione competitiva interna al mondo delle imprese. Questa spinta è tuttavia lenta e tenderebbe a coinvolgere le Pmi a macchia di leopardo, in primis quelle che partecipano a comunità Edi attive, o che hanno importanti clienti o fornitori – magari all’estero – che impongono l’uso di soluzioni digitali. In questo contesto, un ruolo propulsivo per la diffusione più omogenea dei modelli di fatturazione elettronica potrà essere giocato da soggetti aggregatori, che hanno cioè relazioni su molteplici realtà di Pmi. È fondamentale che questi soggetti, rivestendo un ruolo non di sola facilitazione operativa, comunque importante, ma soprattutto di diffusione e crescita culturale, siano in primo luogo essi stessi convinti del valore della fatturazione elettronica e digitalizzazione dei processi, oltre che consapevoli del loro ruolo.

I tre ruoli delle banche

Particolarmente interessante è il ruolo che il sistema bancario italiano può svolgere: fornitore di servizi, utente diretto di queste soluzioni oppure terzo attore del processo.relazioni commerciali il suo valore di “terzo polo”, che chiude il ciclo commerciale fornendo dati sulla riconciliazione fatture-pagamenti e che apre l’opportunità di nuovi servizi finanziari che non sarebbe possibile erogare alle medesime condizioni – di velocità o di prezzo – senza la disponibilità di informazioni sui processi commerciali che si sviluppano a monte. Abbiamo usato qui il condizionale in quanto l’impressione è che, a oggi, il sistema bancario si sia prevalentemente presentato come fornitore di servizi tecnologici piuttosto che come attore centrale del processo. A nostro avviso, infatti, il sistema bancario deve ancora trovare la sua giusta “posizione in campo”: una posizione che pone le banche come attore chiave del ciclo fatturazione-pagamento in un contesto di financial value chain piuttosto che quello di puro provider di servizi di fatturazione elettronica. BF.
1 Agosto 2010

 

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