25 Settembre 2018 / 06:42
Il "giusto prezzo" degli impieghi

 
Credito

Il “giusto prezzo” degli impieghi

di Umberto Bellorini e Alessandro Odello - 1 Giugno 2018
Secondo Bain, la rivisitazione dei modelli di determinazione dei prezzi risk based sarà una delle sfide chiave per le banche italiane nei prossimi 12-18 mesi al fine di rafforzare la sostenibilità nel lungo periodo
L’industria bancaria italiana, dopo essere stata in questi ultimi anni concentrata principalmente su azioni di riduzione delle posizioni deteriorate - sia mediante cessioni sul mercato, previste anche quest’anno, sia attraverso rafforzamento delle proprie strutture di gestione del credito anomalo - si sta progressivamente rilocalizzando sulla generazione di ricavi (come confermato ad esempio nel Piano di impresa del gruppo Intesa Sanpaolo ad inizio anno).
La ripresa in corso – se pur limitata se confrontata con i dati medi europei - e la progressiva riduzione delle azioni degli interventi finanziari della Bce (Ecb Monetary Policy Decision april 26 2018), come Quantitative Easing; Ltro - Long Term Refinancing Operation, presentano uno scenario ideale per rilanciare lo sviluppo delle masse, in primis degli impieghi, e il riposizionamento in termini di condizioni medie applicate.
Il contesto di riferimento è dall’altra parte caratterizzato da significativa evoluzione normativa che richiede una complessiva rivisitazione delle strategie di gestione dei prezzi sia in fase di collocamento sia di manutenzione nel tempo. In particolare la valutazione e il presidio della componente costo del rischio nei modelli di pricing sono impattati da:
  • Ifrs9 (vedi qui). E' il nuovo principio contabile sugli strumenti finanziari che prevede l’enucleazione dagli stock in bonis delle linee di credito con primi segnali di deterioramento (scaduto oltre 30 giorni; misure di forbearance; peggioramento del rating; posizioni in osservazione per livello di rischio) e un relativo maggior accantonamento, che ad oggi è raramente modellizzato (anche data la maggiore volatilità degli eventi target) negli strumenti di valutazione della perdita attesa).
  • Calendar provision (Ecb reinforces its Npl guidance for banks - consultation document). Si tratta di un intervento normativo in consultazione che stabilisce livelli di minimi di accantonamento sugli impieghi deteriorati e in particolare prevede la copertura del 100% delle esposizioni non garantite entro 2 anni dal default incrementando il relativo costo del credito nel breve periodo (mentre nel lungo termine rimangono valide le stime di perdita attesa sulla singola posizione).
  • Nuova definizione di default (Eba Guidelines on the application of the definition of default). Si tratta della declinazione da parte delle Autorità di vigilanza di nuovi criteri di identificazione dei default e di ritorno in bonis a fronte dei quali si prevede un incremento sia della frequenza sia della volatilità dei eventi default.
A fronte delle evoluzioni descritte sarà necessaria una completa rivisitazione dei modelli di determinazione dei prezzi risk based al fine di assicurare il presidio delle condizioni applicate sia in fase di collocamento sia di identificazione delle aree di “distruzione” della marginalità.
La maggior volatilità della componente di costo del rischio, inoltre, richiede la contrattualizzazione di logiche di manutenzione nel tempo delle condizioni applicate (in primis sui prodotti con durata pluriennale). È dunque suggeribile l’utilizzo di covenants finanziari, non solo per il mondo Corporate ma anche per i segmenti Small Business e Privati, come leva per l’aggiustamento del prezzo senza ricorre a azioni di repricing massivo.
La revisione dei modelli di prezzo per gli impieghi tuttavia presenta alcuni rischi gestionali che gli istituti bancari dovranno presidiare:
  • presidio delle deroghe sia in fase di erogazione sia di manutenzione: le banche dovranno porre forte attenzione all’effettiva applicazione delle nuove condizioni per evitare gli effetti registrati sul mercato a fronte dei tentativi di introduzione di fee addizionali per i servizi di consulenza finanziaria (in molti casi completamente derogate a meno di 12 mesi dall’introduzione);
  • identificazione delle aree di effettiva opportunità di revisione delle condizioni applicate: la valutazione della “disponibilità a pagare” dei clienti (ad esempio, correlata al livello di soddisfazione) sui diversi prodotti/servizi (ad esempio, limitata sui mutui residenziali a fronte del ruolo rilevante in fase di vendita dei siti online di comparazione) sarà un elemento chiave per assicurare adeguati tassi di successo delle azioni di miglioramento della marginalità sui singoli clienti.
La partita del “giusto prezzo degli impieghi sarà dunque una delle sfide chiave per le banche italiane nei prossimi 12/18 mesi al fine di rafforzare la sostenibilità nel lungo periodo.
(Umberto Bellorini e Alessandro Odello - Bain & Company Italia)
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