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Il futuro nella gestione del contante

Il futuro nella gestione del contante

La vera sfida è di ridurre il costo del contante. Puntando su un nuovo sistema di regole per il trasporto valori in linea con le altre realtà europee e su procedure per il ricircolo del contante più efficienti
Enrico Eberspacher
“War on cash” o “Cash is the king”? Sono gli slogan con cui i diversi “attori” del contante manifestano da tempo le rispettive opposte visioni, ognuno convinto della bontà delle proprie ragioni.
Banche centrali, istituti di credito, società di trasporto valori (chiamate anche Cash in Transit, Cit), clienti, popolazione: sono le entità riconosciute che partecipano al ciclo del contante, il più usato mezzo di pagamento nel mondo. Senza considerare gli effetti dell’ultima manovra economica al momento non ancora valutabili, in Italia poco meno di 90 transazioni su 100 vengono effettuate usando il contante come mezzo di pagamento (in relazione al fenomeno dell’incomprimibilità oltre certi limiti della riduzione delle transazioni in contante, da alcune recenti analisi effettuate su campioni relativamente rappresentativi si intravede un calo del numero delle transazioni effettuate intorno a 88 su 100: in buona sostanza sembra esserci un miglioramento, ma si rimane in attesa di rilevazioni con un maggior grado di attendibilità).
Per i sostenitori della War on cash , il contante é molto spesso portato ad esempio quale perfetto veicolo per portare a termine azioni di evasione fiscale ( black economy ) o di riciclaggio di denaro sporco ( money laundering ). La replica sta nella considerazione che le stesse 90 transazioni in contante muovono in realtà valori monetari dell’ordine del 6%, rendendo subito evidente come “il grosso” dei movimenti economici in valore avviene tramite il trasferimento di fondi in via elettronica. Pertanto le “accuse” al contante come perfetto mezzo per operazioni di pagamento intenzionalmente messe in atto per sfuggire ai controlli, devono essere in parte ridimensionate, perché non ascrivibili direttamente al mezzo bensì al suo uso.
Si può quindi considerare che il contante possa costituire una “tentazione” per la sua non tracciabilità rispetto ad altri mezzi di pagamento, inducendo talvolta chi invece ne sarebbe obbligato a non rilasciare uno scontrino o una ricevuta, ma è evidente che è nella decisione della persona che deve rilasciare la documentazione l’uso “scorretto” del contante.

Guerra al costo del contante

La riduzione del contante non é il tema di questo articolo. Tuttavia, prima di abbandonare la singolar tenzone, vale la pena sottolineare che esiste allo stato un’incomprimibilità nella riduzione delle transazioni eseguite in contanti. In paesi dove l’uso di mezzi alternativi al contante è molto spinto, si hanno in ogni caso 60/70 transazioni su 100, sempre di piccolo ammontare, regolate a mezzo del contante. In altre parole, la quotidianità delle transazioni economiche viene portata a termine con il contante, fin tanto che non si diffondono alternative elettroniche valide per i “micro pagamenti”.
Improbabile quindi che, almeno nel medio periodo, sul fronte della guerra al contante si possa parlare di mission accomplished. Tanto che, per gli specialisti delle materia, più che nella riduzione del contante, diventa in qualche modo obbligato individuare nel “costo” del contante il vero obiettivo su cui concentrare analisi e sforzi, con la quasi certezza di efficacia di questa azione, in termini di risultato, anche nel breve periodo. Si passa quindi a uno scenario di “War on the cost of cash” , attorno al quale i protagonisti possono far convergere gli sforzi comuni.
Assodato che non è facile mutare le abitudini di una popolazione, ove si consideri anche che la Banca Centrale Europea non pone la riduzione del contante tra le sue priorità (considera solo che ci sia un uso “fluido” di tutti i mezzi di pagamento in regime di trasparenza dei costi applicati ad ognuno di essi). L’Italia ha fatto notevoli progressi sulla strada della convergenza, adottando un assetto nel settore molto vicino alle “migliori prassi” di gestione del contante applicate nei paesi dell’eurozona.

Nuove regole per il trasporto valori

Ovviamente molto resta ancora da fare, perché va considerato che i più evidenti difetti del trasporto valori italiano - frammentazione e parcellizzazione del lavoro delle società di trasporto - possono essere in buona misura ascritti a una legislazione di “movimentazione del contante” che, anche se oggetto di qualche aggiornamento nel tempo, è pur sempre precedente alla seconda guerra mondiale (regio decreto 18 giugno 1931).
La questione appare ancora più evidente se si considera che, già poco prima dell’introduzione dell’euro, si iniziava a discutere di eliminazione dei confini anche per il contante e di licenze di trasporto europee , e contemporaneamente in Italia la licenza veniva concessa in relazione a riferimenti geografici ristretti quali la provincia. Del tutto probabile quindi che da ciò possa derivare l’attuale situazione del settore in Italia, che presenta circa 200 soggetti (seppur in contrazione) attivi nel trasporto e nella contazione valori, rispetto ai paesi dell’eurozona dove la stessa attività è nella mani di 4/5 grandi gruppi in tutta Europa.
Tuttavia, una molteplicità di provvedimenti sta profondamente cambiando in Italia la fisionomia del settore:
  • sul fronte del trasporto valori , da un lato il decreto Maroni del 1° dicembre 2010, n. 269 ha dettato nuove regole, sostituendo di fatto il regio decreto del 1931, dall’altro il cosiddetto Piano Draghi per la Banca d’Italia, con la riduzione della filiali sul territorio nazionale, ha ridisegnato la geografia dei punti di prelievo e di deposito del contante;
  • per la componente contazione , la normativa europea (regolamenti Ce n. 1338/2001 e n. 44/2009, decisione Bce n. 14/2010) e il recente articolo 97 inserito nel d.l. 24/1/2012 n. 1 (cosiddetto “decreto liberalizzazioni”), cui è seguito il provvedimento della Banca d’Italia del 14 febbraio 2012 (G.U. n. 41 del 18 febbraio 2012), hanno portato sotto la sorveglianza della Banca d’Italia un settore divenuto sempre più delicato col progredire dell’esternalizzazione da parte delle banche italiane, iniziata negli anni Novanta e ormai pressoché totale.
Il costo del contante, tuttavia, con questa operatività “rimodulata”, non è diminuito, e probabilmente non diminuirà almeno nel breve. Le società di trasporto valori italiane sono piccole rispetto ai giganti europei e non possono quindi competere sul piano delle sinergie consentite dai numeri di quest’ultime, ma non per questo sono meno professionali.
Se si prende in esame l’innalzamento del livello di difficoltà/competitività a cui sono sottoposte le società di trasporto valori, si deve evidenziare come i prezzi siano aumentati in modo meno che proporzionale, ad esempio, rispetto alle distanze percorse, che sono aumentate notevolmente, con conseguente incremento anche del rischi legati a viaggi più lunghi (furti e rapine).
All’orizzonte, poi, si intravedono ulteriori novità non di poco conto che incideranno ancora – e negativamente in aumento – sui costi del contante; la recente normativa europea sul trasporto valori (regolamento Ue 1214/2011) e il framework sul ricircolo delle monete per garantire la loro autenticità (regolamento Ue 1210/2010) e le successive disposizioni attuative in corso di emissione.

Più efficienza operativa

Detto quanto sopra appare evidente che sussistono di certo spazi per realizzare economie che pur non riducendo in assoluto i costi di gestione del contante, possono equilibrare quelli nuovi e gli aumenti di quelli già esistenti. Ci si riferisce, a titolo di esempio, all’efficiente impiego da parte delle banche di Atm con funzioni di ricircolo. E anche, sul fronte degli outsourcer di contazione, all’adozione di assetti operativi di sistema che li veda inseriti a pieno titolo in un ciclo del contante connotato da nuova e accentuata efficienza, rispetto alla posizione attuale; ci si riferisce all’introduzione di modalità di movimentazione del “grosso” del contante quali Notes Held To Order (Nhto) o Balance Sheet Relief (Bsr) , che sono le “armi” che permettono di ridurre il costo del contante, anche in un orizzonte temporale ravvicinato.
Le , al di là delle varie descrizioni teoriche, di fatto si basano su una partecipazione diretta degli outsourcer di contazione alla gestione del contante. In un quadro di accentuato controllo e di progressiva maturità del settore della contazione non appare logico, ad esempio, movimentare il contante con degli inutili, rischiosi e costosi viaggi che si possono evitare. È infatti facile riscontrare, in percentuali anche significative, come nell’ambito della stessa giornata lavorativa uno stesso operatore di trasporto valori debba trasferire verso la Banca d’Italia una rilevante quantità di denaro per la banca X, prelevando una somma uguale o simile per la banca Y.
Lo “scambio” (o compensazione) potrebbe avvenire (così come avviene in altri paesi europei) all’interno della struttura dell’outsourcer di contazione, con un “viaggio” – decisamente breve e in tutta sicurezza per persone e mezzi – tra i mezzi forti di custodia delle due banche interessate.
Un evidente e concreto risparmio per tutte le parti interessate, ovviamente per svolgere tale attività i presupposti debbono essere quelli citati, riconducibili a una maturità del sistema intesa come affidabilità al livello di quella che è garantita oggi da una banca centrale nazionale. E la strada intrapresa va in questa direzione.

Quale scenario futuro?

Stabilito che la riduzione del contante passa attraverso l’azione di più forze in gioco e richiede tempi non brevi, in particolare per una education della popolazione nell’uso consapevole dei vari mezzi di pagamento, la via della riduzione del costo della gestione del contante appare più “percorribile” e immediata per banche e outsourcer di contazione.
In tale prospettiva, una considerazione tuttavia si impone. Le banche hanno sempre cercato, in un’ottica di mercato, di perseguire una riduzione dei propri costi. Devono ovviamente continuare a farlo, ma riservando particolare attenzione anche alla qualità del servizio offerto ai propri clienti. I rischi di carattere reputazionale e legale per il lavoro svolto da parti “terze” nel ruolo di gestori del contante, in relazione alle possibili ricadute sul cliente (pensiamo alla qualità delle banconote caricate in un Atm dalle società di trasporto valori), impongono innanzitutto una valutazione tesa a determinare che la qualità del servizio fornito sia quella necessaria, ma considerando che la stessa non è “variabile indipendente” rispetto alla misura del corrispettivo economico.
Cosa rimane fuori? La Grande distribuzione organizzata (Gdo) con le sue spesso “imponenti” problematiche sul contante; da qui potrebbero derivare delle novità da processi di ottimizzazione di certe fasi convenienti per entrambe le parti (ricontare tre volte la stessa quantità di denaro non è sintomo di efficienza).
Infine, non va dimenticato che l’euro “materiale” ha compiuto 10 anni e con la metà del prossimo anno è previsto l’avvio graduale del rinnovamento della prima serie di banconote con l’introduzione della seconda serie (S2). Banconote con caratteristiche di sicurezza anti contraffazioni più evolute e anche più resistenti all’usura. Probabilmente la prima a essere sostituita sarà la banconota da 5 euro.

I prossimi “passi” del contante

  • Primo semestre 2012 : progetto Sirfe - sostituzione dell’invio del fax relativo ai dati della banconota sospetta falsa con procedura guidata su Internet
  • Luglio 2012 : portale del contante (Cash.it) della Banca d’Italia. Invio dei dati strutturali – luoghi di trattamento delle banconote e apparecchiature compliant in uso – e delle statistiche sul ricircolo delle banconote da parte di banche e outsourcer; per la seconda metà del 2013: ordini di prelievo e deposito di banconote presso le filiali della Banca d’Italia tramite procedura Internet
  • 2012 : framework sul ricircolo delle monete
  • Seconda metà del 2013 : probabile sostituzione della prima serie di banconote con la seconda serie (S2); prima banconota interessata è il taglio da 5 euro
12 Aprile 2012

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