20 Marzo 2019 / 20:55
L’innovazione chiama banche e aziende a essere hub di relazioni

 
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L’innovazione chiama banche e aziende a essere hub di relazioni

7 Novembre 2018
La sessione plenaria di apertura del Salone dei Pagamenti 2018 guarda avanti, traccia le linee di evoluzione, in atto e prossime, dell’innovazione che sta trasformando il mondo delle banche e dei sistemi di pagamento
Un’epoca di disruption analizzata dall’intervento altamente “dirompente” di un filosofo, Luciano Floridi, Professor of Philosophy and Ethics of Information - Director Digital Ethics Lab University of Oxford, che invita a modificare l’approccio filosofico, prima ancora che tecnico, al cambiamento. «Siamo passati dal primato delle cose al primato delle relazioni. La banca non può più pensarsi come oggetto, ma deve cominciare a porsi come ambito di relazione. La tecnologia, in questo nuovo scenario, ha un ruolo fondamentale: è lo strumento che consente oggi di tagliare e incollare in maniera diversa le relazioni, di abilitare nuove relazioni, e di abilitare utilizzi nuovi di queste relazioni. Quindi, non bisogna più pensare di utilizzare la tecnologia per comprendere, per analizzare i singoli nodi della relazione, l’azienda, i clienti ecc, ma usarla per comprendere meglio le relazioni».
La declinazione effettiva di questo approccio ai nuovi ruoli che la tecnologia impone è il cuore dell’intervento del Presidente dell'ABI, Antonio Patuelli. «La globalizzazione sviluppata anche attraverso le nuove tecnologie è un processo inarrestabile, ed è un processo di civiltà, di apertura, di dialogo, che amplia le possibilità di scelta. In questo contesto, uno degli ambiti più avanzati di sviluppo delle relazioni tangibili sono i sistemi di pagamento: lo diciamo con l’orgoglio di una comunità economica che deve avere la consapevolezza dell’importanza del lavoro che sta facendo, e degli obiettivi che sta raggiungendo nel campo delle innovazioni, con grande attenzione alla concretezza di quel che le innovazioni producono». Patuelli sottolinea come «la dematerializzazione del contante e le innovazioni digitali nel mondo dei pagamenti e delle transazioni promuovono in questo senso una nuova e concreta cultura della legalità. Anche di questo dobbiamo essere orgogliosi. Il Salone dei Pagamenti dimostra, per il terzo anno, come l’Italia nell’ambito dell’innovazione non sia una Cenerentola. Abbiamo ormai la consapevolezza che nella competizione sulle nuove tecnologie in un mondo globalizzato il nostro Paese, e il mondo bancario, finanziario e societario connesso, sono assolutamente competitivi».
Livio Tornetta, Vice Capo del Dipartimento Mercati e Sistemi di Pagamento della Banca d’Italia, sottolinea come «in un mondo che sta cambiando profondamente in modo continuo e dinamico, banche e operatori finanziari devono creare un rapporto nuovo e diverso con la clientela. Un rapporto che è molto più complesso perché estremamente dinamico, che vede oggi anche la presenza di soggetti specializzati che intervengono in alcune fasi della transazione. In questo sistema complesso, per Banca d’Italia – come per ciascuna azienda bancaria - il tema è quello della tutela della clientela. La regolamentazione non deve ostacolare il progresso tecnologico, ma deve mantenere la fiducia del pubblico, trovando un equilibrio tra sviluppo e garanzia. Tutto questo si traduce anche nella necessità di dare ai cittadini strumenti di comprensione della nuova realtà attraverso un impegno maggiore sul fronte dell’educazione finanziaria: una sfida cruciale, anche considerando la velocità con cui l’innovazione si impone».
Teresa Alvaro, Direttore Generale dell'Agenzia per l’Italia Digitale, prende spunto dalla provocazione di Luciano Floridi per osservare che «se il mondo è un insieme di relazioni complesse, è necessario che il grado di incertezza sia sempre più basso. Agid ha il compito di progettare un sistema di innovazione che metta a sistema 22 mila amministrazioni, chiamate a confrontarsi ogni giorno con i cittadini e con le imprese. L’innovazione richiede una governance adeguata alla velocità con cui il mondo si sta muovendo, ma deve misurarsi anche con un cambiamento culturale e sociale che ancora non si è adeguato al cambiamento. È fondamentale, in questo senso, che il processo di innovazione si basi sulla condivisione, su strategie condivise tra tutti gli stakeholder. In questo senso il percorso di innovazione che ha perseguito il mondo dei pagamenti è un caso-scuola».
Lo scenario di estremo cambiamento, letto nella chiave delle straordinarie opportunità che si aprono per le banche e per gli operatori, è al centro anche del keynote speech di Pietro Sella, Ceo del Gruppo Sella. «La natura stessa dell’intermediazione richiede oggi digitalizzazione. Le banche fanno intermediazione, e in questo senso la banca non è nient’altro che una tecnologia. Quando il denaro era fisico, la banca aveva necessità di essere eminentemente fisica. Oggi lo scenario è profondamente cambiato, ci sono delle nuove regole del gioco. La parola chiave per essere in questo nuovo scenario è open innovation: l’innovazione giusta nasce all’interno di ecosistemi aperti, dove c’è un forte interscambio interculturale. Nel nostro settore, per rimanere competitivi, abbiamo bisogno di un ecosistema Fintech che proponga soluzioni innovative adatte al nostro tessuto sociale e produttivo. La tecnologia è un’occasione straordinaria di competitività, che per essere colta richiede di lavorare in modo co-opetitivo all’interno di sistemi aperti».
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