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IBM presenta la nuova offerta di soluzioni nel cloud computing
Ruggero Vota
Il cloud computing non può essere solo virtualizzazione e standardizzazione, se si vogliono cogliere i benefici promessi da questo nuovo modello di utilizzo e fruizione delle risorse IT questo deve essere completato anche dai temi dell'automazione e dell'integrazione. E' questa in sintesi la posizione di IBM sul cloud computing che ha preso forma nell'offerta SmartCloud le cui caratteristiche sono state spiegate in questi giorni dai responsabili italiani della società.
In un periodo in cui il cloud computing è declinato da tutti i fornitori, Ibm ha voluto delineare con chiarezza cosa significa per lei questo concetto: “Da un lato il cloud computing si distingue per delle caratteristiche fondamentali specifiche: l'accesso è regolato da modalità self-service e on-demand e può essere effettuato da ogni punto della rete, le risorse devono essere disponibili e indipendenti dalla locazione fisica dove si trovano realmente e possono essere programmate su richiesta, infine i servizi devono essere misurati e pagati in logiche pay per use”, ha spiegato Gianfranco Previtera, vice president strategic initiatives di IBM Italia . Non solo: “La vera leva di business del cloud computing è la possibilità di mettere rapidamente a disposizione applicazioni e processi di business senza i lunghi tempi di analisi, progettazione e sviluppo richiesti dai modelli tradizionali – racconta Daniele Berardi, vice global technology services di IBM Italia. Questo però senza rinunciare a priori alle personalizzazioni necessarie che possono essere implementate attraverso modelli predefiniti messi a disposizione nelle soluzioni o anche a sviluppi ad hoc”.
Per un contesto così articolato dove le esigenze da supportare possono anche entrare in conflitto tra loro, IBM ha messo in campo un'offerta di soluzioni infrastrutturali, di middleware e di software applicativo, tutte disponibili nella logica as-a-service che nei suoi obiettivi consentirà a ogni azienda utente di tagliare su misura il progetto di cloud computing per risolvere problematiche puntuali o di grande respiro. Progetti che naturalmente potranno assumere la forma di cloud privato, pubblico o ibrido a seconda della richiesta dell'azienda cliente. Alla base di ogni progetto cloud comunque Ibm identifica nel service management la pietra miliare per il collegamento tra tecnologie ed esigenze di business, ruolo a tutti gli effetti giocato dalla soluzione Tivoli Service Management Platform, già ampiamente utilizzata negli ambienti enterprise di molte aziende appartenenti a tutti i settori verticali, banche comprese. Su questa base nasce l'offerta a componenti relativa a piattaforme tecnologiche; soluzioni di virtualizzazione, di automazione, di integrazione, di applicazioni e di gestione dei processi; sicurezza a più livelli; disponibilità e livelli di performance, e, infine, sistemi di pricing differenziati e diverse modalità di billing. Il tutto configurando due offerte – Enterprise ed Enterprise+ - distinte per i livelli di servizio minimi assicurati (rispettivamente 99,5% e 99,9%), aree tecnologiche di intervento, e per il grado di personalizzazione richiesta.
Sul fronte applicativo per ora IBM ha incluso nell'offerta cloud le soluzioni di business analytics, in grado di copiere analisi dati molto complesse su volumi consistenti customizzando la soluzione attraverso template precostituiti e personalizzabili; di Smarter Commerce per far evolvere le attività di commercio elettronico, di Smarter Cities per le Pa locali e di Social Business per tutte quelle realtà che vogliono iniziare a fare vendite e profitti nei nuovi contesti del social networking senza immobilizzare consistenti quote di capitale in progetti molto lunghi. In futuro si attendono altri capitoli, compresi quelli inerenti il mondo bancario.
10 Maggio 2011

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