12 Dicembre 2018 / 04:55
La pazienza della blockchain

 
Fintech

La pazienza della blockchain

di Ildegarda Ferraro - 5 Ottobre 2018
La catena dei blocchi, con la distribuzione di dati su più strutture, è certamente la costruzione che ha suscitato maggiore interesse recente. Nasce come base del processo che regola le criptovalute, a cominciare dal Bitcoin, ma la blockchain ha in sé molte possibili declinazioni. I benefici possono essere diversi, a partire da trasparenza, partecipazione, certezza. Certo una procedura complessa e partecipata è più strutturata di un’unica linea di azione. La pazienza è la virtù dei forti e della blockchain. E le banche italiane superano i primi test del progetto di blockchain applicata alla spunta interbancaria. Al via la seconda fase …
Si fa presto a dire blockchain. È una scatola ampia dove dentro può essere messo sostanzialmente di tutto. La base logica è che i dati di un processo non siano ancorati ad un unico luogo e soggetto, ma a più spazi e utenti. Già solo questo implica che la validazione passi da molti. La definizione finale dei dati passa infatti dai nodi della catena e non da una unità centrale Come dicono quelli che ci lavorano la blockchain non è solo un cambio di tecnologia, ma di paradigma. In altri termini è un modo per rendere concreta la decentralizzazione e la partecipazione. Ovviamente questo prescinde da a che cosa viene applicata.
Se in una blockchain ci metti spazzatura, tutto ciò che ottieni è distribuito, ma resta spazzatura, crittografata ma sempre spazzatura. Lo racconta chi lavora sul campo, come riporta l’Economist nel trimestrale sulla tecnologia dedicato a criptovalute e blockchain .

Bitcoin e blockchain

Visto che è alla base del funzionamento del Bitcoin, la catena dei blocchi è stata spesso identificata con le criptovalute. Certamente è alla base di questo mondo, ma le applicazioni possono prescindere totalmente da questo ambito. Sono facilmente reperibili video e testi sul funzionamento del sistema Bitcoin e della base procedurale dei nodi ( clicca qui ).
Tutti coloro che lavorano sulla blockchain mettono l’accento sulla sicurezza. La catena dei blocchi implica un database condiviso, decentralizzato, distribuito e criptato con specifiche regole di sicurezza. In evidenza anche il valore di condivisione, perché è un archivio aperto ai partecipanti che può essere modificato solo con il consenso di tutti. In primo piano anche la trasparenza, perché tutti i partecipanti possono vedere tutto. Rilievo specifico ha anche l’immodificabilità delle informazioni una volta validate dai nodi. Ovviamente è possibile una riautorizzazione, ma è comunque un nuovo processo con la partecipazione di tutti.

Sperimentare

Dopo una fase di grande entusiasmo cominciano ad apparire le prime resistenze. Perché le applicazioni non sono immediate. Un protocollo centralizzato ha certo tutta l’esperienza alle spalle per agire rapidamente. Le declinazioni della blockchain comportano impegno, tempo, partecipazione. Il processo di costruzione di una blockchain implica tempo per definizione, perché è distribuito. Il futuro è anche fatto di sperimentazione. Una prospettiva che non preveda il cambio del mondo, ma successive approssimazioni di miglioramento con il consenso di tutti i partecipanti ha maggiori probabilità di successo.

Più trasparenza e sicurezza

Il nuovo che avanza implica fatica. Aggiungere tasselli di conoscibilità, immutabilità, verifica e sicurezza può comunque essere importante soprattutto in determinati campi. Basti pensare ai conti oppure ai documenti ufficiali. Insomma, la blockchain implica pazienza. Per il processo in sé, per chi ci lavora e anche per le prospettive. E la pazienza può pagare.

Le banche italiane fanno da apripista. Al via la seconda fase del progetto “Spunta interbancaria”

Il gruppo di 14 banche italiane, che ha avviato i lavori su di una blockchain, ha superato con esiti positivi la prima fase di verifica tecnica delle procedure. Dopo questa analisi “in vitro” si procede ora con una prova concreta dei processi in campo. È stato infatti completato il caricamento dei 2 mesi di dati reali sull’infrastruttura di 14 nodi, che corrispondono a 14 banche che stanno lavorando al progetto Spunta interbancaria. Complessivamente sono stati caricati 1.200.000 movimenti. Le performance ottenute sono buone, e ciò consente di procedere con la prossima fase di test. Questa nuova prova vedrà le banche partecipanti lavorare alla spunta giornaliera con la nuova applicazione basata su database distribuiti.
Il progetto, portato avanti da ABI Lab, il laboratorio tecnologico promosso dall’ABI, ha l’obiettivo di applicare la blockchain ai processi interbancari. Lo scopo è raggiungere trasparenza e visibilità delle informazioni, maggiore velocità di esecuzione delle operazioni e possibilità di verifiche e scambi direttamente sull’applicazione (guarda il video).
La blockchain permette che i dati non siano memorizzati su di un solo computer, ma siano distribuiti su più nodi, ossia su più macchine collegate tra loro. Un grande database può essere quindi ripartito e la gestione delle transazioni viene condivisa tra più nodi di una rete. Senza poggiarsi su di un soggetto unico centrale questo nuovo paradigma di database distribuiti - le Distributed Ledger Technology (Dlt) - cambia il modo di pensare e progettare le modalità di relazione e lo scambio di valore tra i partecipanti.
L’ambito di applicazione del progetto è la spunta interbancaria, che verifica la corrispondenza delle attività che interessano due banche diverse, ad esempio operazioni effettuate fra due clienti di due istituti. L'applicazione di tecnologie Dlt contribuisce a migliorare alcuni aspetti specifici dell’attuale operatività, che possono provocare discrepanze complesse da gestire per le banche. Tra queste, il tempo necessario a identificare transazioni non corrispondenti  tra due banche; la standardizzazione del processo e del protocollo di comunicazione unico; la visibilità sulle transazioni tra le parti. Gli Smart Contract sono inoltre un’ulteriore novità in questo panorama: si tratta di componenti software che incorporano regole di esecuzione, che disciplinano il trasferimento di dati e informazioni (leggi qui).
Entra dunque in una fase operativa ancora più avanzata il progetto che applica il paradigma basato sui database distribuiti Dlt a un processo interbancario. Le banche stanno facendo da apripista su di un terreno nuovo. Il gruppo di lavoro, composto dalle banche aderenti e guidato da ABI Lab, ha selezionato come piattaforma Dlt “Corda” sviluppata da R3 e, con la collaborazione di Ntt Data per lo sviluppo applicativo e Sia come fornitore dell’infrastruttura di nodi, ha definito un nuovo processo di spunta. Il lavoro si basa sulla versione Enterprise della piattaforma, rilasciata lo scorso giugno con variazioni e ottimizzazioni messe a punto proprio per il progetto Spunta. Il nuovo processo prevede, nel rispetto della riservatezza, di avere a disposizione canali bilaterali con i quali le controparti possano scambiarsi reciprocamente delle informazioni. Attraverso l’utilizzo della piattaforma Dlt e l’implementazione di Smart Contract, sarà inoltre possibile effettuare il riscontro automatico delle transazioni bancarie semplificando e accelerando il processo di riconciliazione
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