22 Settembre 2019 / 05:52
La trasparenza trasforma il cambiamento in progresso
I Diari del Fintech: appunti di viaggio intorno al mondo

 
Fintech

La trasparenza trasforma il cambiamento digitale in progresso

di Paolo Sironi - 12 Febbraio 2019
In primo piano al World Economic Forum di Davos i rischi e le opportunità socio-economiche della rivoluzione industriale 4.0. Per Paolo Sironi (Ibm) l'elemento fondante della nuova architettura di valori, anche a livello finanziario, deve essere la trasparenza
Anche quest’anno le luci del World Economic Forum si sono accese tra le nevi di Davos da cui scrivo questa nuova pagina dei Diari del Fintech, circondato dai leader mondiali della politica, della scienza, dell’economia, della tecnologia e della cultura. I lavori del WEF 2019 hanno sviluppato un’ampia discussione sui rischi e le opportunità socio-economiche della quarta rivoluzione industriale in un mondo che diventa sempre più complesso, tecnologicamente interconnesso e umanamente “multi-concettuale”. La settimana di incontri si è articolata intorno a cinque tematiche principali:
- Come costruire un’economia globale basata sul dialogo tra i multi-stakeholder
- Come definire un approccio economico e politico responsabile che sia capace di rispondere alle numerose problematiche regionali e nazionali
- Come conseguire una capacità di coordinamento internazionale in un mondo più polarizzato e frammentato
- Come rinnovare l’impegno alla collaborazione tra imprese, governi e società civile
- Come generare una crescita economica globale che sia inclusiva e sostenibile
L’agenda del Forum ha dato uno spazio importante all’approfondimento del ruolo della tecnologia digitale nei servizi finanziari, essendo necessario affrontare una discussione di valore per garantire che la digitalizzazione contribuisca in modo costruttivo e inclusivo all’architettura della Globalizzazione 4.0. Lo sviluppo delle tecnologie esponenziali sta certamente caratterizzando un periodo storico segnato da profondi cambiamenti socio-economici.
Tuttavia, questi cambiamenti non sono solo tecnologici ma corrispondono anche a una trasformazione del sistema di valori e competenze tradizionali che è entrato fortemente in crisi. La percezione di questa crisi di fiducia e competenze è riflessa nel tono e nel contenuto di molte conversazioni che si sono susseguite sul palco del World Economic Forum e che ho avuto modo di ripercorre con interlocutori e addetti ai lavori. Volendo fare una sintesi, direi che due concetti hanno acceso gran parte del dibattito: una crescente incertezza e la protratta crisi di fiducia. La società civile sembra aver perso fiducia nelle istituzioni, nelle imprese, nelle banche e anche nella propria capacità di affrontare la sfida del cambiamento la quale richiede l’acquisizione di nuove capacità professionali in breve tempo. Il CEO di Ibm Ginni Rometty ne ha parlato in una conversazione pubblica con il Financial Times, portando l’attenzione sulla necessità di uno sforzo bi-partisan che permetta di “pensare in modo nuovo” per affrontare una riforma del sistema scolastico e dell’apprendistato che agevoli la transizione verso nuove professioni e nuove modalità di interazione economica. Questa azione di formazione professionale e culturale è necessaria per ridurre l’incertezza personale e aprire per ognuno un futuro fatto di nuove possibilità lavorative.
L’incertezza è peraltro crescente sullo scenario internazionale, non solo a livello personale. Anche all’incertezza geopolitica si deve dare risposta per garantire una coerente azione di riforma economica e politica sostenuta dalle nuove tecnologie. L’incertezza rende difficile la pianificazione economica e genera ansia nel prendere importanti decisioni finanziarie nel confronto personale con un futuro sempre più aperto al cambiamento.
Mario Draghi , artefice del salvataggio senza precedenti del sistema finanziario europeo, ha dichiarato alla stampa proprio in chiusura del forum “non abbiamo paura dell’incertezza”, richiamando e rafforzando l’ormai famoso “whatever it takes” del 2011 volto a mitigare la crisi di fiducia nelle impalcature finanziarie europee e mondiali. L’azione della Banca Centrale Europea si è mantenuta oltremodo muscolare in questi anni, per cercare di favorire un ordinato risk taking delle imprese e delle famiglie. Quasi in contemporanea, il CEO di UBS Sergio Ermotti ha espresso perplessità sulla prosecuzione della spinta monetaria che, seppur utile, è fortemente distorsiva dei prezzi e incide sull’allocazione delle risorse di lungo termine.
In questo dibattito si inserisce il mio contributo durante questa tappa di un intenso viaggio umano e professionale, con un invito a “pesare in modo nuovo”, quindi a ripensare la teoria economica e finanziaria su nuove basi capaci di dare senso alla tecnologia in chiave di progresso. Il centro del contendere non devono essere la tecnologia e l’economia slegate dal contesto biologico dell’umanità, ma la realtà dell’essere umano che deve essere vero agente del cambiamento, soggetto
e non oggetto della trasformazione Fintech. Pertanto, è con forte emozione che ho avuto il piacere di presentare a Davos il mio ultimissimo libro “ Financial Market Transparency ”, che vuole dare una risposta aperta al futuro della nostra società in questo momento di difficile trasformazione economica e di progressiva tensione sociale. La trasparenza corrisponde proprio alla ricerca di nuove micro-fondazioni su cui basare quell’architettura del domani che è stata discussa al World Economic Forum. Solo se la Globalizzazione 4,0 sarà centrata su una teoria del valore per l’impresa bancaria e per i cittadini, che ne sappia interpretare in chiave di etica consequenzialista l’azione sociale ed economica, il cambiamento in atto non sarà solo trasformazione, ma genererà inclusione finanziaria e progresso.
La trasparenza regolamentare (tessuto fondante della MiFID II) può infatti creare fiducia contro l’incertezza. Essa vuole favorire il riallineamento dinamico degli interessi economici sia a livello personale sia di ecosistema, nell’ottica di protezione degli investitori e di sostenibilità della crescita sul nostro pianeta (UN Sustainable Development Goals). Solo la trasparenza rende il percorso di investimento ESG un’occasione concreta di cambiamento. Solo la trasparenza permette di mediare il bisogno di privacy dei dati con quella di interconnessione umana favorita dalla tecnologia digitale. Solo la trasparenza dà valore ultimo alla blockchain e all’innovazione IoT, creando certezza sul ciclo produttivo all’interno dell’ecosistema economico e nei confronti dei consumatori (tracciabilità, provenienza, eco-sostenibilità).
La trasparenza deve essere l’elemento fondante della nuova architettura di valore della rivoluzione industriale 4.0, anche a livello finanziario, perché consente permette di trasformare il cambiamento digitale in progresso umano.
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