20 Luglio 2018 / 03:22
Mobile payments: anche Microsoft entra in mischia

 
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Mobile payments: anche Microsoft entra in mischia

di Mattia Schieppati - 6 Maggio 2015
Secondo indiscrezioni il colosso di Redmond sarebbe pronto per lanciare il proprio sistema di pagamento sugli smartphone con Windows 10. Ora è una partita a quattro, insieme a Apple, Google e Samsung …
Gli analisti hanno giudicato questa mossa come "inevitabile". Ma una cosa è certa: a questo punto il gioco si fa davvero interessante. Anche se nessun annuncio ancora è stato fatto - l'azienda né conferma né smentisce - pare ormai imminente lo sbarco di Microsoft nel campo dei mobile payments da smartphone.

Due gli indizi: un'applicazione per i pagamenti ...

Il primo indizio, l'annuncio ufficiale dato a fine marzo della presenza, nel prossimo sistema operativo Windows 10 (che equipaggerà anche gli ultimi smartphone della casa) del sistema Tap to Pay, l’applicazione per mobile payment che consentirà attraverso un semplice "tap" del dito sullo smartphone per trasmettere il pagamento avvicinando lo smartphone al Pos NFC dell'esercente, che sarà integrata nativamente nel sistema operativo di Microsoft e che si baserà sulla tecnologia HCE - Host Card Emulation in Cloud, già supportata dai circuiti Visa, Mastercard e American Express e che dovrebbe già essere compatibile con la maggior parte dei lettori Pos oggi a disposizione degli esercenti (è la stessa tecnologia che già equipaggia per i pagamenti i device Android). Per l'annuncio Microsoft ha scelto una conferenza organizzata in Cina, dettaglio non secondario per comprendere le strategie globali dell'azienda (qui il video che presenta il servizio al pubblico cinese).

… e una società ad hoc

E già questa sarebbe una grossa novità. Ma Microsoft vuole andare oltre. Il secondo indizio che qualcosa di grosso sta bollendo in pentola è dato dal fatto che poco più di un mese fa l'azienda ha inoltrato a 50 Stati degli Usa la richiesta della licenza per l'attività di trasferimento di denaro (licenza già concessa da uno Stato, l'Idaho). A muoversi su questo fronte è una società creata appositamente, e che si chiama - senza troppa fantasia - Microsoft Payments, Inc., che secondo le indiscrezioni potrebbe anche essere il nome del servizio stesso. Una scelta che rappresenta di sicuro un'accelerazione rispetto ai cronoprogrammi di sviluppo di Microsoft, resa necessaria dalle contromosse della concorrenza. L'ipotesi iniziale percorsa dal giganet di Redmond era infatti quella di "appoggiarsi", per i pagamenti in mobilità dei Microsoft Phone basati sul nuovo sistema operativo Windows 10, alla piattaforma SoftCard, la joint venture tra le principali aziende di telecomunicazioni negli Stati Uniti (AT&T, Verizon e T-Mobile) per i pagamenti da mobile con tecnologia NFC. Un progetto mandato in fumo dalla partnership in esclusiva che Google è riuscita a strappare a SoftCard, che ha messo così fuori gioco tutti gli altri avversari, Microsoft per prima.

Sfida a quattro

A questo punto, per non perdere altri treni, a Microsoft non è rimasta che la scelta di lavorare a una propria piattaforma proprietaria per il mobile payments, che sia nativa sui futuri smartphone della casa, ed entrare così in concorrenza diretta con i sistemi proprietari dei principali competitor, ovvero Apple Pay, Google Wallet e Samsung Pay, l'attesissimo sistema di Samsung che debutterà probabilmente da luglio in Corea e negli Stati Uniti, per allargarsi poi a tutti gli altri mercati coperti dal gigante coreano. Da notare come per raggiungere lo stesso obiettivo, aggiudicarsi la fetta più grossa del futuro Eldorado dei pagamenti in mobilità, i grandi player in gioco stanno adottando strategie differenti: Apple e Samsung hanno optato per un sistema device-based, in cui le credenziali di pagamento vengono memorizzate in uno spazio sicuro (Secure Element) sullo smartphone, ma con qualche differenza: Samsung continuerà a permettere di scegliere il servizio di Mobile Payment da utilizzare anche tra alternative di terzi, mentre Apple ha optato per un sistema “chiuso” in cui gli utenti iPhone potranno utilizzare solo Apple Pay. Google, che in precedenza sembrava aver scelto anch’essa una soluzione device-based, ha poi spostato il Secure Element del proprio Google Wallet nel Cloud, aggiungendo il supporto al paradigma HCE a tutti i telefoni Android 4.4.
Da sfida a tre a sfida a quattro, dunque. Perché se anche il portavoce ufficiale di Microsoft di fronte a domande in proposito si limita a dire che «Microsoft continua a evolvere la sua offerta per venire incontro alle esigenze di clienti e utenti» e che «diventare un servizio finanziario dà la flessibilità di offrire servizi cloud nuovi e innovativi per i nostri clienti, ma al momento non abbiamo nessun annuncio», tutti ricordano cosa disse Bill Gates quando Apple annunciò il proprio sistema di pagamento mobile: «Un'idea fantastica, tutti gli smartphone un giorno avranno un sistema del genere». Se lo dice il fondatore così, senza troppi giri di parole, ai manager non resta che eseguire.
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