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Non solo Internet, carta perde ma anche vince

Non solo Internet, carta perde ma anche vince

Il “paradosso della carta”o anche i “libri salvati dai ragazzini”, perché sono proprio i giovani nativi digitali che non possono fare a meno dei testi stampati. Lo dice Deloitte e anche l’Istat. Se la carta perde in alcune prospettive è anche vero che vince in altre. In Italia aumenta il digitale, ma la spesa è ancora soprattutto sui libri di carta. E in una prospettiva globale le vendite dei libri tradizionali saranno superiori a quelle degli e-book e daranno l’80% dei ricavi ...
Ildegarda Ferraro
“Che fai? Metto a posto i miei libri”. Guardo mia figlia che armeggia nella sua libreria. Ora se avete figli adolescenti saprete certamente che niente viene mai messo a posto. Per nulla al mondo. Solo i libri fanno eccezione, forse perché sono essi stessi un’eccezione. Per il resto il panorama è quello solito. Sulla scrivania il pc rigorosamente acceso con in videoconferenza due sue amiche con cui chiacchiera. Non su Skype, per carità, che è il normale sistema di videoconferenza che utilizzo io e che è evidente secondo lei non vada bene, ma con ooVoo, che permette videoconferenze multiple con qualità a suo dire perfetta. Dal telefonino sul tavolino continua a scorrere un flusso ininterrotto di messaggi. Insomma, non si può dire che la ragazzina con cui sto parlando non sia una nativa digitale. Tutto è sul web, ma i libri sono di carta.

In Italia cresce il digitale

Carta perde secondo l’indagine dell’Associazione italiana editori (AIE), ma sommando forme diverse di fruizione del libro si arriva ad una piccola crescita complessiva del +0,1%. Come ha riportato anche Repubblica: “Gli editori hanno prodotto nel 2014 63.417 titoli, il 5,1% in meno rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina alla produzione in media di 18,14 euro (- 7,2% rispetto al 2012). Parallelamente cresce la produzione di e-book: nel 2014, si stimano 53.739 titoli in digitale (esclusi i gratuiti) nei vari formati (epub, pdf, mobipoket), 88,4% in più rispetto al 2012 e con un prezzo di copertina alla produzione in media di 6,96 euro (-22,8% sul 2012)”.
Cresce il digitale, ma certo la spesa è ancora soprattutto sui libri di carta. La cifra complessiva è stata di quasi 1,5 miliardi di euro: 51,7milioni di euro è la stima del mercato 2014 degli e-book venduti, 1,2miliardi il mercato dei libri di carta secondo Nielsen nei canali trade (librerie, librerie online, grande distribuzione), 111milioni di euro quanto pagato dagli italiani per gli e-reader (stima provvisoria su dati Assinform: non si sono considerati i tablet), 54,3milioni di euro la spesa per i collaterali. Anche l’Istat in una sua recente indagine sottolinea che anche cresce costantemente il consumo di prodotti editoriali digitali. Quasi un libro stampato su quattro (circa 15.000 titoli, pari a oltre il 24% della produzione totale del 2013) è diffuso anche in formato e-book. La versione digitale è ormai prevista per quasi la metà dei libri scolastici (49,6%).

Il paradosso della carta

Che i ragazzini salveranno i libri non è solo una mia esperienza personale. Lo sottolinea Deloitte in una prospettiva globale e l’Istat per quanto riguarda il nostro Paese. Deloitte nelle sue Predictions 2015 lo ha scritto chiaro e forte: “Il buon vecchio libro resisterà saldamente alla diffusione dell’e-book, generando l’80% dei ricavi del settore nel 2015. Lettori di tutte le età dichiarano di preferire libri stampati a quelli elettronici. Il libro cartaceo resta il preferito da circa il 60% degli intervistati non solo per l’innegabile fascino legato al tatto, alla vista e all’olfatto della carta stampata, ma anche perché facilita la memorizzazione dei contenuti” (leggi qui).
Quanto spendono i “millennials” in contenuti digitali? (fonte: Deloitte)
E se questo è attendibile in termini generali è particolarmente vero per i millennial, i nati a cavallo del millennio. Una generazione in cui convivono tendenze diverse. I 18-34enni tendono a non comprare, ma spendono in contenuti media, almeno nel panorama nord americano. E usano denaro per acquistare servizi di pay-tv, musica, giochi per computer, film, libri, servizi video in streaming on demand, sport, giornali. E quasi il 10% della spesa totale va in libri: 60 dollari su 750.

Il libro stampato è vivo e sta bene

Deloitte dice che nel 2015 i testi su carta rappresenteranno più dell’80% di tutte le vendite di libri. A una decade dal lancio degli e-reader, i supporti per leggere gli e-book, la carta stampata continua a dominare le vendite anche in mercati dove la penetrazione dei dispositivi digitali è molto alta.

Giovani lettori anglosassoni ...

Sempre secondo statistiche riportate in Predictions 2015 di Deloitte, il 92% dei lettori tra i 18 e i 29 anni legge su carta, percentuale superiore della media della popolazione. I tre quarti dei millennial leggono su carta, ma solo il 37% su e-book. Un quarto dei lettori tra i 16 e i 34 anni descrive i libri come una passione e quasi la metà ha la convinzione che un e-book non è un vero libro. Un recente studio in Uk ha rilevato che il 62% dei giovani tra i 16 e i 24 anni preferisce i libri su carta per raccoglierli, perché ne preferisce l’odore, per avere una ricca libreria. Insomma, c’è un amore per l’oggetto libro che può superare il principio per cui il libro non è la carta su cui è stampato.

… e italiani

Anche nel quadro tracciato dall’Istat i giovani lettori sono la vera speranza. In Italia la fascia di età in cui si legge di più è quella tra gli 11 e i 14 anni, il 53,5% di questi ragazzi legge costantemente, mentre la quota di lettori è superiore al 50% della popolazione solo tra gli 11 e i 19 anni. La propensione alla lettura è rosa. L’Istat chiarisce che il 48% delle femmine e solo il 34,5% dei maschi hanno letto almeno un libro nel corso del 2014. Sempre secondo l’Istat il settore dell’editoria per ragazzi mostra una netta ripresa (+18,6% il numero di titoli pubblicati rispetto al 2012) e +23,1% per l’editoria educativo scolastica.

Le ragioni della carta

Insomma la carta ha le sue ragioni. Anche io che sono dipendente dall’e-book in alcuni casi non posso farne a meno. Certamente questo è vero per lavorare, quando è davvero importante poter contare su di un testo da sottolineare e da usare per un progetto concreto. E dev’essere una tendenza condivisa da molti, visto che per esempio una mia amica che usa solo l’e-book dopo aver letto una nuova dieta in digitale ha provveduto a comprare il libro di carta per seguire giorno per giorno il regime alimentare.
Studiare senza testo è davvero difficile. E il gioco non vale la candela. Anche in questo caso meglio il testo tradizionale. Resta poi il piacere sottile della carta, l’affetto per i libri che ci sono piaciuti e ci hanno accompagnato, per quelli che hanno rappresentato un tassello nella nostra educazione e nella nostra vita. E capita anche a me di comprare libri letti in digitale per regalarli su carta.
16 Marzo 2015

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