22 Luglio 2018 / 10:55
On line la community della compliance - Intervista ad Aida Maisano, direttore di ABIFormazione

 
Fintech

On line la community della compliance - Intervista ad Aida Maisano, direttore di ABIFormazione

di Flavio Padovan - 1 Febbraio 2011
In poco meno di un mese oltre 350 esperti hanno aderito all’iniziativa di ABIFormazione . Tra le novità proposte al mercato spicca ABICS 2.0 che consente alle banche di gestire la crescente complessità della materia
Il mondo della compliance bancaria e finanziaria ha la sua community on line. A realizzarla ci ha pensato ABIFormazione, dando così risposta a un’esigenza sentita dagli esperti che operano in questo settore. L’occasione per annunciarne la nascita è stata l’ultima edizione di Compliance in Banks, il tradizionale appuntamento ABI che da 6 anni accompagna il mondo del credito nella gestione efficace della conformità. Abbiamo incontrato Aida Maisano, direttore di ABIFormazione, per saperne di più su questa iniziativa e sulle altre novità lanciate negli ultimi mesi.
“Compliance Community – spiega Maisano - è la comunità di coloro che hanno a cuore la compliance bancaria e finanziaria. Si tratta di una community on line, che nasce per agevolare le attività di scambio e confronto tra tutti coloro che partecipano o hanno partecipato alle attività ABI e ABIFormazione in tema di compliance. Nella Community sono pubblicati i documenti dell’Associazione e di altre fonti ritenuti di interesse. Vi sono raccolti, inoltre, i materiali prodotti in eventi, convegni e workshop. Ma il vero cuore della comunità è rappresentato dalle attività degli utenti, ai quali affidiamo un "luogo", una piazza digitale dove possono "incontrarsi" per proporre temi, partecipare a discussioni, commentare le proposte pubblicate, rendere disponibili documenti. Tutto questo on line, ma non solo. Pensiamo, infatti, di organizzare presto anche degli eventi per far incontrare di persona tutti gli utenti e approfondire insieme, in un contesto strutturato eventualmente agevolato da esperti, le tematiche che gli stessi partecipanti alla Compliance Community avranno indicato”
D. Una specie di Facebook del mondo della Compliance?
R. Sì, il concetto è simile a quello dei social network, ma con alcune differenze significative. Ad esempio, l’accesso a www.compliance-community.it è riservato solo a coloro che partecipano o hanno partecipato alle attività ABI e ABIFormazione in tema di compliance. Questo fornisce già una prima garanzia sulla bontà dei contenuti che vi si trovano. E’ vero che tutto questo deriva dalle prassi del web 2.0: la nostra intuizione è quella di portarle nella compliance, dando vita a una comunità di professionisti che può creare propri contributi in autonomia e metterli a disposizione dei colleghi.
D. Qual è stata la risposta a questa iniziativa?
R. Addirittura superiore alle aspettative, segno che abbiamo risposto a un’esigenza reale di contatto e confronto. La community è stata avviata a fine 2010 e, in poco meno di un mese, abbiamo registrato una crescita esponenziale degli utenti e delle attività. Al momento si sono registrati 352 bancari esperti di compliance, che hanno proposto 22 discussioni e pubblicato 45 documenti. Le attività sono svolte in 4 gruppi tematici, ma se ne possono creare di nuovi proponendo altri argomenti di interesse comune. Tra le discussioni aperte, merita attenzione quella sulle sinergie tra rischio compliance e rischio operativo, nonché quella sul perimetro normativo di ABICS, il sistema di servizi che proponiamo a chi opera nella funzione di compliance. On line sono stati pubblicati anche i documenti ABI che riteniamo di particolare interesse e tutte le presentazioni del convegno.
D. Lei ha dichiarato che per le banche è arrivato il momento della “Compliance 2.0”. Di che cosa si tratta?
R. Abbiamo coniato questa formula, mutuandola dal mondo della rete, per indicare la necessità di un salto di qualità negli strumenti che si utilizzano in banca in questo settore. Ormai il tema del rispetto delle regole, della conformità dei comportamenti, della difesa della reputazione ha assunto caratteristiche di “complessità relazionale” sia interna, rispetto alle altre componenti del sistema di controlli, sia esterna, rispetto ai numerosi stakeholder. In questo nuovo scenario è necessario per le banche utilizzare sistemi di supporto, di raccolta e di gestione delle informazioni che facciano proprie ed enfatizzino caratteristiche di flessibilità, integrazione e interoperabilità.
D: Perché è necessario?
R. Facciamo l’esempio del perimetro normativo. Di fronte a una attività di emanazione normativa da parte dei regulator nazionali e comunitari così frenetica e complicata, oggi è indispensabile utilizzare sistemi IT che consentano di gestire sistematicamente, nell’ambito della banca, le relazioni tra una Legal Inventory che sia affidabile e aggiornata, e le informazioni prodotte e tenute da tutti i processi organizzativi e di controllo della banca, che spesso utilizzano differenti sistemi IT. In questo ABIFormazione ha le idee chiare: ABICS permette già da anni di tenere sotto controllo la “cascata” di norme, regolamenti, codici. Oggi - con ABICS 2.0 - offriamo qualcosa in più: la possibilità di installare e gestire il sistema in house integrandone il database normativo con il patrimonio informativo proprio della banca. E questo non è solo concept: è già realtà da diversi mesi e in diverse realtà bancarie. A cominciare da Federcasse, che proprio al convegno ha presentato come utilizza ABICS 2.0
D. ABICS 2.0 è integrabile con altri strumenti?
R. Certo, per noi è fondamentale consentire alle banche aderenti ad ABICS di utilizzare al meglio i contenuti che eroghiamo nel servizio. Per questo abbiamo sviluppato ABICS 2.0, che già di per sé ha funzionalità più efficaci in chiave gestionale, e avviato il “Progetto di inter-operabilità con ABICS 2.0”. La finalità del progetto è sviluppare una procedura standard che consenta alle banche di trasferire i contenuti del servizio verso i sistemi IT di gestione della compliance che hanno disponibili in azienda (e che siano aderenti al progetto). Al momento hanno già aderito due importanti società, ovvero , ma il numero dei partner può crescere fino a sei. Il nostro obiettivo, infatti, è permettere al settore di conseguire economie di scala e di scopo, consentendo alle banche di utilizzare una procedura standard di integrazione dei sistemi. La procedura di trasferimento dei contenuti da ABICS 2.0 ai sistemi partner sarà disponibile già da marzo 2011.
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