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Rapine? Non solo in banca

Rapine? Non solo in banca

Mentre continua il calo delle rapine nelle banche, i rapinatori spostano la loro attenzione verso altri settori, attratti dagli ingenti volumi di contanti che circolano. L'analisi di OSSIF su banche, poste, tabaccherie, farmacie e negozi
Giovanni Gioia
Tra gli obiettivi potenziali dei rapinatori, le banche rappresentano una quota percentuale che si sta riducendo progressivamente nel corso degli ultimi anni. Secondo i dati del Ministero dell’Interno, la quota di rapine ai danni delle dipendenze bancarie (rispetto al totale delle rapine denunciate) è passata dall’8,5% del 1998 al 4,1% nel 2010, rivelando uno spostamento delle attenzioni dei rapinatori verso obiettivi diversi e meno protetti. Farmacie, supermercati, tabaccherie, esercizi commerciali e in genere tutte le attività che prevedono la gestione di più o meno ingenti volumi di contante finiscono con l’attrarre i rapinatori alla ricerca di altri obiettivi.
Con questa consapevolezza, ha avviato, in collaborazione con il Servizio di Analisi Criminale del Ministero dell’Interno, l’Osservatorio Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria che ha proprio l’obiettivo di monitorare l’evoluzione dei fenomeni criminosi e di condividere con i settori di attività economica più esposti informazioni, strategie e best practice per la prevenzione. L’idea di estendere l’attività di monitoraggio del rischio rapina oltre i confini del mondo bancario è stata accolta dalle realtà e dalle associazioni di categoria più sensibili al tema: Poste Italiane, Assovalori, Confcommercio, Federazione Italiana Tabaccai, Federdistribuzione e Federfarma.

Un report intersettoriale

Frutto di questa intensa e proficua collaborazione è stata la realizzazione del Rapporto Intersettoriale sulla Criminalità Predatoria il cui obiettivo primario è proprio quello di analizzare a 360 gradi la distribuzione complessiva dei reati appropriativi ai danni dei singoli comparti esposti al rischio. Solo in questo modo è possibile riuscire a studiare i fenomeni rapina/furto nella loro accezione più ampia: le strategie di prevenzione avviate in uno specifico settore, piuttosto che determinare una riduzione assoluta del fenomeno, possono indurre un semplice “spostamento” del rischio verso altri comparti ugualmente esposti e meno protetti. Un monitoraggio trasversale del rischio-rapina, pur nella difficoltà di far dialogare fonti statistico-informative autonome e non coordinate, è il primo e fondamentale passo per la costruzione di un linguaggio e di una base conoscitiva comune.

Farmacie e tabaccherie più a rischio

Nel 2010 le rapine totali denunciate dalle Forze dell’ordine all’Autorità Giudiziaria sono state 33.754, pari ad un decremento del 5,8%. In questo contesto generale positivo si evidenziano i risultati ancora migliori ottenuti in due specifici settori: le rapine in banca e negli uffici postali hanno subito un calo pari, rispettivamente, al 18,7% e al 16,4%. D’altro canto si segnala, invece, una recrudescenza del fenomeno che ha contraddistinto le rapine in farmacia (+10,3%) e le rapine in tabaccheria (+5,9%), mentre sono risultate pressoché costanti le rapine ai danni degli esercizi commerciali (-0,8%). Le farmacie sono risultate essere il comparto a più alto rischio con un indice di 6,1 rapine ogni 100 farmacie, seguite dalle imprese della GdO con 5,1 rapine ogni 100 punti operativi e dalle banche con 4,9 rapine ogni 100 dipendenze.
Per i dati intersettoriali sul fenomeno rapine, .

I motivi

La rischiosità più elevata registrata per le farmacie (sia a livello nazionale che nel comune di Milano) può essere spiegata da almeno tre peculiarità della farmacia stessa. La prima è di tipo strutturale: la farmacia è un piccolo esercizio sanitario a alto tasso di frequentazione che deve essere facilmente accessibile al pubblico. La struttura non consente, dunque, di attivare misure di sicurezza tipiche delle grandi strutture quali banche o poste. La seconda peculiarità è di tipo topografico: per legge, le farmacie devono essere presenti capillarmente su tutto il territorio, anche in zone ad alto rischio criminalità. Le farmacie hanno la propria sede anche in zone dove non c’è nessun tipo di servizio e nei quartieri e nei centri abitati più isolati. Infine bisogna sottolineare anche una peculiarità di servizio della farmacia: la legge stabilisce che le farmacie devono assicurare il servizio farmaceutico h.24, attraverso un servizio di turnazione. Le farmacie devono, dunque, seguire i turni di servizio rimanendo aperte anche di notte o di domenica, in zone poco frequentate. Un aspetto che può, inoltre, spiegare l’incremento dei reati registrato per le farmacie e le tabaccherie, ma che può, senza dubbio, spiegare anche le motivazioni che stanno dietro le rapine in tutti i comparti, è dato dall’eccessivo utilizzo del contante nel nostro Paese. In particolare, in un recente studio (Wincor Nixdorf in collaborazione con Doxa, 2010) è stato affermato come proprio le tabaccherie e le farmacie sono i due comparti dove maggiormente vengono effettuate transazioni in contante: nelle farmacie si arriva ad una percentuale dell’81%, che arriva all’88% nelle tabaccherie.

Le aree a più alto rischio

I dati relativi alle rapine in banca, negli uffici postali e nelle tabaccherie sono stati resi disponibili a livello territoriale e ciò ha consentito di effettuare un confronto dei tre diversi rischi fino al livello provinciale. 67 province sono state caratterizzate da un livello di rischio più elevato per le rapine in banca: in particolare si segnalano Caserta e Ragusa (10,6 rapine ogni 100 sportelli) e Agrigento (10,1). In 38 province si è invece registrato un indice di rischio più elevato per quanto riguarda le rapine negli uffici postali: Barletta-Andria-Trani (34,6 rapine ogni 100 uffici postali), Prato (16,2) e Roma (15,8) sono state le province a più alto rischio. La provincia di Oristano è stata invece l’unica in cui il rischio più elevato è stato riscontrato per le rapine in tabaccheria (0,5): non sono state registrate né rapine in banca né rapine negli uffici postali. Le tre tipologie di rapina sono state infine analizzate congiuntamente per riuscire a determinare le aree a più “alto rischio criminalità” a prescindere dallo specifico settore colpito. E’ stato dunque calcolato un indice di rischio che tenesse conto di tutte le rapine commesse (in banca, alle poste o in tabaccheria) e di tutti i punti soggetti a tale rischio (banche, uffici postali e tabaccherie). Napoli è risultata la provincia con l’indice di rischio più elevato e pari a 7,1 rapine ogni 100 punti operativi. In particolare, nelle graduatorie del rischio per singoli comparti, Napoli è stata la prima per quanto riguarda le rapine in tabaccheria, la seconda con riferimento alle rapine in banca e la settima per le rapine negli uffici postali. Seguono la provincia di Barletta-Andria-Trani con 7 rapine ogni 100 punti operativi (tale provincia è stata la prima in graduatoria per le rapine in banca e negli uffici postali e la quarantaseiesima per le rapine in tabaccheria) e Palermo con 6,1 rapine ogni 100 punti operativi (terza per le rapine in tabaccheria, quinta per le rapine alle poste e quattordicesima per le rapine in banca).
Per la mappa dei settori più colpiti dalle rapine, . Mentre per i dati delle 10 province più a rischio, .

Le modalità di esecuzione

Con riferimento alle modalità di esecuzione delle rapine è emerso che ad agire sono stati sempre pochi malviventi: in particolare, le rapine commesse ai danni delle banche, delle tabaccherie e degli esercizi commerciali sono state effettuate prevalentemente da due rapinatori (con una percentuale massima che arriva al 59% per le rapine in tabaccheria), mentre nelle rapine in farmacia, nella maggior parte dei casi, ha agito un solo malvivente (71%). Una forte differenza è stata riscontrata, invece, per quanto riguarda la tipologia di armi utilizzate. Da un lato la percentuale di rapine in cui sono state adoperate armi da fuoco è relativamente bassa per le banche (21%) e le farmacie (26%), dall’altro, negli altri comparti tali rapine hanno rappresentato la modalità prevalente di esecuzione. Nel dettaglio, le rapine con armi da fuoco sono state il 73% per le tabaccherie, il 70% per le imprese della GdO, il 52% per gli uffici postali e il 41% per gli esercizi commerciali. Per le rapine in banca e agli uffici postali si segnala un incremento dei casi effettuati senza armi e con le sole minacce verbali, che sono stati pari, rispettivamente, al 28% e al 31%. E’ emersa, infine, una forte concentrazione delle rapine negli orari del tardo pomeriggio/serali: tra le 17 e le 20 è stato commesso il 70% delle rapine in farmacia e il 53% delle rapine ai danni degli esercizi commerciali, mentre il 55% delle rapine in tabaccheria è stato commesso tra le 18 e le 21.
19 Marzo 2012

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