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Rimesse, un mercato da conquistare a colpi di Pos

Rimesse, un mercato da conquistare a colpi di Pos

L’italiana Moneynet ha realizzato, in accordo con Western Union, un nuovo servizio che consente di inviare denaro all’estero usando i Point of Sale (POS) presenti nei negozi e nelle filiali bancarie. Un settore che vale oltre 7 miliardi di euro all’anno solo in Italia e che le banche…
Flavio Padovan
Alle banche serviva un’arma segreta per cercare di recuperare terreno nel settore delle rimesse dei migranti, sempre più interessante per i flussi di denaro crescenti che vengono inviati all’estero dal nostro Paese, ma da tempo dominato dalle agenzie di money transfer attraverso una miriade di call center distribuiti capillarmente sul territorio. A trovare la soluzione è stata l’italiana Moneynet ( Consorzio Triveneto - Gruppo Bassilichi ) che, prima al mondo, ha realizzato per Western Union un’applicazione che permette di inviare soldi oltre confine utilizzando semplicemente i terminali EFT/POS (Electronic Funds Transfer at the Point of Sale) presenti già in milioni di esercizi commerciali in Italia. Basta un aggiornamento software del device, una minitastiera USB per inserire più facilmente le informazioni necessarie per l’operazione e quelle richieste dalle norme antiriciclaggio, e il gioco è fatto: in breve tempo le banche si trovano a disporre di una rete di “agenti” diffusa non solo su tutto il territorio nazionale, ma anche fortemente competitiva rispetto ai concorrenti. Infatti, ad offrire il servizio per conto delle banche saranno anche quei negozi che i migranti visitano ogni giorno, come il piccolo alimentari vicino casa o il distributore di carburante, con cui si instaura un rapporto di fiducia e confidenza che difficilmente può essere raggiunto con le agenzie bancarie, soprattutto perché la maggior parte di chi spedisce le rimesse non è bancarizzato.
Marco di Marco, Presidente Moneynet
Peraltro POSMT, questo il nome dato al servizio, è utile anche in filiale perché, senza modificare gli applicativi di sportello, permette alle banche di offrire in modo semplice l’invio di soldi all’estero tramite la rete Western Union a turisti, studenti o a cittadini stranieri finanziariamente più evoluti con cui sono già in contatto. “Si tratta di una soluzione all’avanguardia non solo in Europa, ma anche a livello internazionale - precisa Marco Di Marco, presidente della società palermitana del gruppo Bassilichi specializzata nei sistemi di pagamento elettronico per il mondo del credito - e rappresenta una grande opportunità di business in ambito bancario e retail perché consentirà di canalizzare nuovi flussi finanziari, andando a soddisfare le esigenze di trasferimento veloce e sicuro di denaro da parte anche dei migranti che non sono ancora titolari di un conto corrente bancario”.

Un mercato che non conosce congiunture negative

Nel mirino delle banche c’è un settore, quello delle rimesse, che nel solo 2011 ha generato un flusso di denaro verso l’estero pari 7,4 miliardi di euro. Un mercato ricco e in crescita: l’Italia è seconda in Europa e tra i primi 10 Paesi al mondo per l’invio di rimesse, aumentate del 927% dal 2000 al 2010 e che ora rappresentano lo 0,47% del PIL. Di tutta questa attività le banche finora riescono ad intercettare solo il 20%. La parte del leone (52%) la fanno le varie società di money transfer, mentre almeno il 30% viene ancora trasferito in modo informale o clandestino, tramite corrieri. Particolarmente indicativo dell’esplosione del settore è il numero di agenzie di money transfer, passate dalle 687 del 2002 alle 34mila del 2010. In particolare, nel triennio 2008-2010 l'incremento ha superato le 16 mila unità, più degli sportelli di Poste italiane. La bancarizzazione del servizio favorita dalla soluzione di Moneynet permetterà anche una maggiore tracciabilità delle operazioni e una più tempestiva segnalazione di quelle anomale. Secondo la Guardia di Finanza, infatti, sono stati 2,7 miliardi gli euro frutto di contraffazione, evasione, immigrazione clandestina riciclati attraverso questo circuito.

Un accordo quinquennale

Dal punto di vista tecnologico e organizzativo, la disponibilità del servizio money transfer attraverso i terminali EFT/POS rappresenta una novità assoluta. “L’idea è nata in Moneynet ed è stata sviluppata dal nostro team interno di ricerca, composto da 6 specialisti, in partnership tecnica e commerciale con Western Union” spiega Di Marco. La partnership siglata con Western Union, di validità quinquennale, permette di utilizzare il servizio money transfer del leader mondiale attraverso i terminali retail e bancari EFT/POS su cui viene installata l’applicazione sviluppata da Moneynet.
Per Gabriel Sorbo, Country Director di Western Union in Italia, “questo progetto, oltre all’innovazione tecnologica, permetterà la penetrazione del servizio Money Transfer Western Union in categorie merceologiche di mass market, che oggi sono solo parzialmente presenti all'interno del network italiano Western Union”. Nel 2011, The Western Union Company ha effettuato 226 milioni di transazioni consumer-to-consumer su scala mondiale - spostando 81 miliardi di dollari di capitale tra consumatori - e 425 milioni di pagamenti commerciali attraverso una rete combinata di circa 485.000 agenzie in 200 paesi. In Italia il nuovo servizio sarà erogato inizialmente da un network potenziale di migliaia di punti POS della rete gestita dal Gruppo Bassilichi che permettono non solo di effettuare pagamenti elettronici ma anche di erogare servizi a valore aggiunto (Borsellino Elettronico, Raccolta Punti, Gift Card, Ricariche Telefoniche) attraverso diversi canali: bancari, GDO, edicole, agenzie di viaggio, distributori di carburante, bar, negozi di telefonia e cambio valute.
Per gli utenti effettuare una rimessa via POS è semplice e immediato: dovranno presentare un documento d’identità valido e, una volta che l’operatore del punto vendita avrà identificato il mittente, la transazione sarà perfezionata attraverso la consegna del denaro e il contestuale rilascio della ricevuta dove, oltre agli elementi della transazione, sarà stampato anche un codice di identificazione del movimento (MTCN). Questo solo servirà al destinatario, oltre al documento di riconoscimento, per incassare la somma dall’esercente locale.
Immigrati, all'estero il 47% del reddito
L’Italia conta oltre 4,9 milioni di immigrati regolari (quasi 5,5 milioni di persone includendo tutte le persone soggiornanti, più del doppio rispetto al 2000), rappresenta un mercato potenziale in continua espansione.
Anche nello scenario di crisi economica nel corso del 2010, l’immigrazione non ha arrestato la sua crescita: solo nell’ultimo biennio la presenza straniera è aumentata di oltre un milione. Gli immigrati regolari in Italia rappresentano circa l’8% della popolazione e concorrono per quasi l’11% alla produzione del PIL nazionale.
Si stima che un lavoratore immigrato in Italia invii ai familiari rimasti in patria, sotto forma di rimessa, una percentuale pari a mediamente il 47% del suo reddito.
Secondo l’ultimo rapporto della Fondazione Leone Moressa, con quasi 4 miliardi di euro, l'Asia è la macroarea dove il volume dei soldi spediti alle famiglie è maggiore e concentra il 52% di tutti i flussi monetari. Ovviamente è la Cina è il paese asiatico a cui viene inviato il maggior volume di rimesse: 2,5 miliardi di euro, in aumento rispetto al 2010 addirittura del 39,7%. Questo significa che ogni cinese in Italia ne "mantiene" 3,9 in Patria, quindi un totale di 800mila cinesi beneficiano del lavoro svolto dai loro connazionali in Italia. a Lombardia è stata la regione più colpita con 245 episodi
13 Giugno 2012

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