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Sicav, c’est plus facile

 
Banca

Sicav, c’est plus facile

di Massimo Paolo Gentili - 1 Febbraio 2010
Dopo la crisi, nel settore del risparmio gestito c’è bisogno di innovare. Per recuperare il terreno perduto, molti puntano sulle Sicav, strumenti flessibili per creare prodotti che fanno “tendenza”
Il settore del risparmio gestito sta attraversando un periodo molto difficile che ne ha minato la credibilità a livello internazionale. Cercare di innovare in tale ambito non è certamente facile e tuttavia molti intermediari sono costretti a darsi questo obiettivo perché la posta in gioco è molto alta: per numerosi piccoli e medi operatori del settore è addirittura una questione di sopravvivenza.
Le azioni intraprese vanno in due principali direzioni: riconquistare la fiducia degli investitori e tentare di stimolare la domanda di nuovi prodotti. In quest’ottica, la maggior parte degli operatori èalla ricerca del veicolo giuridico ottimale per attirare o rivitalizzare l’interesse dei potenziali investitori. In particolare, tale ricerca si basa sull’individuazione di alcune qualità che oggi, ancor più che in passato, consentano di realizzare un sostanziale allineamento di interessi con gli investitori, profondamente sfiduciati a seguito della recente crisi finanziaria e dei clamorosi scandali Lehman Brothers e Madoff. Le principali qualità richieste al veicolo possono essere individuate in: elevata trasparenza; alta liquidabilità degli investimenti; assoggettamento alla supervisione di organi di controllo europei; moderati costi di esercizio; flessibilità operativa e organizzativa; agevole commercializzazione in differenti giurisdizioni; appropriata governance a garanzia degli investitori.

Sicav, da più di 20anni

Tutte queste caratteristiche sono rinvenibili nella “veste giuridica” della Sicav, uno strumento che, nonostante sia ormai in circolazione da più di due decenni, continua a essere tra i veicoli di maggiore successo, in grado di rinnovarsi di pari passo all’evoluzione dei mercati e delle esigenze del momento.
Le Sicav di diritto lussemburghese sono le più diffuse in Europa. Alcuni dati ci consentono di misurarne il successo: secondo la Cssf (Autorità lussemburghese di vigilanza sul settore finanziario), al 31 gennaio 2010 le Sicav lanciate erano in totale 1.557, costituite secondo schemi operativi quanto mai diversificati. L’influenza della domanda sulle caratteristiche dell’offerta, con conseguente necessitàdi adeguare i prodotti alle esigenze della clientela potenziale, è diventata ormai una priorità inderogabile, motivo per cui da mesi si assiste ad un intenso processo di trasformazione dell’industry degli organismi di investimento collettivo del risparmio, che si sta manifestando soprattutto nei seguenti fenomeni: la ridomiciliazione di fondi off-shore in giurisdizioni quali il Lussemburgo, dove si strutturano e operano in forma di Fis (fondi d’investimento specializzati), e l’Irlanda, dove la forma prescelta è normalmente il Qif; il lancio di nuovi prodotti che, pur muovendosi nell’ambito dello schema Ucits III, ricorrono a strategie sempre più al confine con il mondo dei prodotti alternativi.

I vantaggi dei FIS

Molti operatori si rendono conto che il grande vantaggio della struttura Sicav è quello di poter essere costituita e mantenuta senza assorbimento di capitale, con elevata flessibilità e notevole contenimento di costi d’esercizio, conservando la gestione nella piazza finanziaria di origine.
A ciò si aggiunga il grande vantaggio riconosciuto alla Sicav dagli operatori domiciliati in Paesi come la Svizzera che può avvantaggiarsi della possibilità di gestire o prestare consulenza a prodotti europei, distribuibili sia on shore che off shore, pur continuando ad operare al di fuori dell’Unione Europea.
Le Sicav-Fis sono nate in base alla precisa volontà del legislatore di creare, da un lato, una struttura di gestione con minori limitazioni in materia di eligible asset e di politiche di gestione e, dall’altro, di offrire agli investitori dei veicoli di investimento regolamentati dedicati ad investitori sofisticati desiderosi di investire in tutte le possibili asset class: valori mobiliari e immobiliari, titoli quotati e non quotati ed in beni di qualsiasi altro tipo, quali opere d’arte, vino, metalli preziosi.

Prodotti innovativi

L’idea di coniugare tali esigenze e di introdurre la possibilità di istituire Sicav sotto forma di fonds d’investissement spécialisé (Fis) si è rilevata sicuramente vincente, come dimostra la rapidità di diffusione e di affermazione di tale veicolo. Uno dei punti di forza del Fis è la possibilità, istituendosi in diversi comparti, di attuare strategie diversificate nell’ambito del medesimo veicolo, comprese quelle cd. alternative (hedge fund, real estate fund, private equity fund e art fund). Per questo motivo convivono, sul mercato lussemburghese, Sicav–Fis o comparti delle stesse,focalizzate sulla gestione di asset class particolarmente innovative - quali le energie rinnovabili, nelle sue varie forme quali fotovoltaico, eolico, biomasse, etc. – e altre Sicav o comparti, focalizzate su strategie più tradizionali.
Tuttavia, bisogna evidenziare che anche i veicoli armonizzati, i cosidetti Ucits III, stanno progressivamente trovando spazi e ragioni di sviluppo. Tali prodotti, infatti, hanno conosciuto nuovo slancio a seguito dell’ampliamento della possibilità di investire in strumenti finanziari Otc – pur nel rispetto di determinati limiti di diversificazione e di controparte - e di utilizzare strategie long-short, il che ha suscitato l’interesse di molti operatori del cosiddetto “mondo dei 2-20” (2% di management fee, 20% di performance fee) e ha posto le basi per lo sviluppo dei prodotti Ucits III alternativi, lanciati oggi da quasi tutte le maggiori case di investimento.
L‘innovazione dei prodotti e la nuova vita del settore del risparmio gestito dovranno tuttavia tener conto della cultura finanziaria dei potenziali clienti, onde evitare che questi ultimi siano nuovamente attratti da prodotti sofisticati di cui non sono in grado di comprendere le caratteristiche. Sarà opportuno che gli operatori si muovano con cautela, evitando di distribuire presso il pubblico indistinto, se con scarsa cultura finanziaria e limitate capacità di investimento, dei prodotti sempre più sofisticati.

Cosa sono gli Ucits e gli Oicvm

Ucits è l’acronimo di “Undertakings for Collective Investments in Transferable Securities”, la cui traduzione in italiano è Oicvm - Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari. Il termine individua quegli organismi di investimento collettivo del risparmio, fondi comuni e Sicav, che investono principalmente in valori mobiliari. Gli Ucits III sono una sotto categoria degli Ucits e sono fondi e Sicav cosiddetti armonizzati, vale a dire rientranti nell’ambito di applicazione della direttiva Ucits n. 85/611/Cee. Nel linguaggio comune, con Ucits si intendono gli Ucits III (armonizzati). Sono invece non armonizzati gli altri organismi di investimento esclusi dall’ambito di applicazione delle direttive che disciplinano gli Ucits. In Lussemburgo le Sicav armonizzate sono quelle costituite ai sensi della Parte I della Legge 20 dicembre 2002, mentre sono non armonizzate quelle costituite ai sensi della Parte II della legge 20 dicembre 2002 e le Sicav-FIS (Fonds d’Investissement Spécialisés) costituite ai sensi della Legge 13 febbraio 2007.
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