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Su Facebook non c'è privacy. Lo dice Facebook

Su Facebook non c'è privacy. Lo dice Facebook

Tutti i siti visitati dagli iscritti al social network vengono registrati e tenuti in memoria per 90 giorni. “È per rendere FB più sicuro”, dice il capo ingegnere dall'azienda. Ma qualche dubbio resta
Franco Volpi
Colpo di scena. È un tema su cui si discute da sette anni, ovvero da quando Facebook è uscito dal campus di Harvard e ha conquistato il mondo. Quanto è compatibile con la spasmodica necessità di privacy un sistema su cui 700 milioni di utenti mettono il loro nome e cognome, i propri dettagli personali, danno notizia di ogni loro azione e pensiero, pubblicano le proprie foto, segnalano i propri orientamenti politici, i propri gusti d'acquisto, e si connettono e scambiano informazioni con centinaia di “amici”? Nulla, è evidente. Ma adesso c'è la conferma.
A gettare un (nuovo) macigno nello stagno della tranquilla e miliardaria esistenza di Marc Zuckerberg e soci è stata Usa Today, il maggiore quotidiano degli Stati Uniti: in un articolo pubblicato sul proprio sito il 15 novembre che ha fatto immediatamente il giro della rete si è fatto raccontare da Arturo Bejar, engineering director di Facebook, “come FB traccia i propri utenti attraverso il web”. Questo il titolo e il piatto forte del servizio, che mette per la prima volta nero su bianco, e seguendo la testimonianza di una voce più che autorevole, il sistema attraverso il quale il social network – grazie a un cookie – è in grado di tracciare l'elenco delle web page che ogni utente iscritto ha visitato nei 90 giorni precedenti. Niente di incredibile, di segreto o di contrario alle regole (almeno fino ad ora, nonostante la Federal Trade Commission americana si sta da tempo arrovellando su come mettere un freno a questa pratica). “È lo stesso sistema di tracciamento utilizzato da Google, Adobe, Microsoft, Yahoo e da tutte le aziende che si occupano di marketing e advertising online”, spiega candidamente Bejar.
Come funziona il tracciamento? La prima volta che una persona visita una pagina Facebook, la società salva uno o più cookies (piccoli file che i siti web salvano sul disco rigido dei computer) sul suo browser. Se la persona si registra, i cookies sono due, se entra senza creare un account, solo uno. Da questo momento, ogni volta che un visitatore entra in una pagina web che abbia un bottone tipo “mi piace”, o altri plug-in, questi ultimi lavorano assieme ai cookies per avvertire FB che l’utente sta visitando quella pagina. Non solo: il sistema registra e memorizza anche le caratteristiche del pc, l’indirizzo Ip, la risoluzione dello schermo, i sistemi operativi caricati e la versione del browser che si sta utilizzando.
Nonostante proprio l'advertising sia ad oggi la principale (se non l'unica) voce di entrata per il colosso Facebook – con un fatturato 2011 di circa 4 miliardi di dollari - dall'azienda fanno sapere che il sistema di tracciamento non viene assolutamente utilizzato per perfezionare e personalizzare la vendita pubblicitaria, o - peggio - per vendere database ad aziende terze (il che è del resto vietato dalla legge), ma “unicamente per migliorare la sicurezza del sistema e rendere più performanti le funzioni come il like e i vari servizi accessori (il suggerimento di amici che potresti conoscere, di eventi cui potresti partecipare, di campagne cui potresti aderire, ecc)”, conferma il capo ingegnere di FB.
Possiamo stare sicuri, insomma. I cookies di Facebook vigilano su di noi......
22 Novembre 2011

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