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Tutte le regole per sbloccare i crediti della PA

Presto a disposizione 10 miliardi di euro per ottenere anticipazioni su quanto la PA deve alle imprese. Le modalità tecniche sono definite dai protocolli siglati dall’ABI con le Associazioni delle imprese. Intanto si è in attesa di 4 decreti per avere il quadro normativo completo...
Ildegarda Ferraro
Poter contare almeno su di un acconto di quanto si vanta dalla Pubblica Amministrazione, aprire una strada per sbloccare poi in maniera strutturale la questione. È l’obiettivo che ha visto impegnati il Governo, l’ABI e le Associazioni d’impresa in questi mesi. Le cifre in campo sono di tutto rispetto: la stima è di 70 miliardi per i crediti delle imprese verso la PA e si arriva a 100 nel caso anche il debitore sia un’impresa.
Il lavoro in questo campo ha portato alla stesura di 4 decreti e di un protocollo. Mentre si aspetta l’uscita dei 4 decreti, diretti a delineare il complesso delle disposizioni, è stato inviato all’attenzione delle banche il protocollo sottoscritto il 22 maggio scorso con le imprese uno per agevolare lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della PA.
L’ABI ha infatti diffuso i testi, promuovendo le iniziative. A quadro normativo completo, le banche che aderiranno lo comunicheranno all’ABI e renderanno operativi gli accordi entro 30 giorni. Il documento definisce le modalità pratiche della intesa, che si inserisce nel quadro delle “Nuove misure per il credito alle Pmi”, la nuova moratoria varata il 28 febbraio scorso, con l’obiettivo di evitare le difficoltà della dura fase congiunturale e mettere a disposizione delle imprese una serie di strumenti efficaci.

Le modalità tecniche

10 miliardi di euro è l’ammontare minimo del plafond “Crediti PA” per contribuire a supportare le piccole e medie imprese che soffrono dei ritardi di pagamento della PA. Deriva dagli importi attivati dalle banche, sulla base della provvista messa a disposizione dalla Banca Centrale Europea (Bce), dalla Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) o attraverso altri canali di finanziamento, che consentano di praticare all’impresa condizioni vantaggiose di accesso al credito.
Le modalità tecniche per l’uso del plafond sono: lo sconto pro soluto, con l’impresa che cede il proprio credito alla banca; l’anticipazione con cessione del credito, realizzata anche nella forma dello sconto pro solvendo, dove l’impresa non esce di scena ma resta a garanzia del credito; l’anticipazione senza cessione del credito. In quest’ultimo caso, visto che non è prevista la cessione del credito, l’impresa si impegna a dare alla banca mandato irrevocabile all’incasso del credito ed è necessario che ci sia la copertura del Fondo di garanzia per le Pmi o di un altro garante equivalente.
L’anticipazione non potrà essere inferiore al 70% dell’ammontare del credito che l’impresa vanta nei confronti della PA e la durata sarà coerente con la data di pagamento prevista.
Le imprese che possono accedere al plafond “Crediti PA” sono le Pmi che operano in Italia, definite dalla normativa comunitaria, di tutti i settori. Al momento della domanda non devono avere posizioni classificate dalla banca come sofferenze, partite incagliate, esposizioni ristrutturate o esposizioni scadute – sconfinanti da oltre 90 giorni, nè procedure esecutive in corso. Per le imprese con esposizioni scadute – sconfinamenti da oltre 90 giorni fino a 180, la banca può valutare la realizzazione dell’operazione se il ritardo nel pagamento è imputabile al mancato incasso dei crediti PA. I crediti che possono essere smobilizzati devono essere certificati come certi, liquidi ed esigibili.
Il tasso d’interesse/sconto applicabile sarà determinato dal costo della provvista per la banca e da uno spread funzione della qualità dell’impresa, del garante e della struttura/tipologia dell’operazione. Il costo della provvista è equivalente al costo di accesso effettivo per la banca alla provvista Bce ed è costituito dal tasso di riferimento principale della Bce, maggiorato di uno spread collocato all’interno di una forchetta tra 80 e 137 punti base.
Le banche che aderiscono all’iniziativa si impegnano a deliberare l’operazione entro 30 giorni dalla presentazione della domanda. Le richieste delle imprese devono essere presentate entro il 31 dicembre 2012.
15 Giugno 2012

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