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06 Agosto 2026 / 20:51
 
PagoPA passa a IPZS e Poste: Pimpinella Presidente, Pantaleoni nuovo AD

 
Pagamenti

PagoPA passa a IPZS e Poste: Pimpinella Presidente, Pantaleoni nuovo AD

di Flavio Padovan - 6 Agosto 2026
Perfezionata l'operazione  che assegna il 51% della società al Poligrafico e il 49% a Poste Italiane per un valore fino a 500 milioni. La nuova governance dovrà accelerare l'integrazione tra pagamenti, identità digitale e servizi pubblici, preservando neutralità e parità di accesso per banche e prestatori di servizi di pagamento
PagoPA cambia azionisti e vertici. Dopo il perfezionamento dell'acquisizione da parte dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, con il 51%, e di Poste Italiane, con il restante 49%, l'assemblea ha insediato il nuovo Consiglio di Amministrazione.
Maurizio Pimpinella è stato nominato Presidente, mentre la guida operativa è affidata a Marco Pantaleoni, nuovo Amministratore Delegato. Completano il board Giorgia Prete, Clementina Ciotti e Mario Marotta. La società e i nuovi azionisti hanno ringraziato Alessandro Moricca, Amministratore Unico uscente, per il lavoro svolto nell'ultimo triennio.
Le nomine chiudono formalmente un'operazione avviata nel dicembre 2025 e autorizzata dall'Antitrust a fine luglio. Il valore massimo dell'acquisizione è di circa 500 milioni di euro, tra componente fissa, pagamenti differiti e quote variabili.

PagoPA resta pubblica, ma cambia il centro di comando

Il Ministero dell'Economia esce dalla partecipazione diretta, senza che PagoPA lasci il perimetro pubblico. IPZS è interamente controllato dal MEF; Poste Italiane ha un azionariato a prevalente presenza pubblica. A cambiare è quindi la logica di governo della società: non più una controllata direttamente dal Tesoro, ma una piattaforma affidata a due gruppi con competenze industriali precise.
Il controllo esclusivo spetta al Poligrafico, socio di maggioranza. È un elemento essenziale per leggere l'operazione. IPZS presidia identità fisica e digitale, documenti, sicurezza, anticontraffazione e tracciabilità; PagoPA governa infrastrutture attraverso cui cittadini, imprese e amministrazioni effettuano pagamenti, ricevono comunicazioni, accedono ai servizi pubblici e utilizzano documenti digitali.
Poste porta invece una capacità distributiva senza equivalenti sul mercato italiano, oltre a una presenza diretta nei pagamenti, nei servizi finanziari, nelle notifiche e nella relazione quotidiana con cittadini e imprese.
L'incontro tra queste competenze può imprimere velocità alla costruzione di servizi pubblici digitali più integrati. Allo stesso tempo, proprio la presenza di Poste ha reso necessario un impianto di governance capace di tutelare la neutralità delle infrastrutture utilizzate anche da operatori concorrenti.

Il vero valore dell'operazione è nelle piattaforme

PagoPA non è più soltanto la società che gestisce i versamenti verso la Pubblica Amministrazione. Nel suo perimetro rientrano alcuni snodi centrali della trasformazione digitale dello Stato: la piattaforma dei pagamenti, l'app IO, SEND per le notifiche a valore legale, la Piattaforma Digitale Nazionale Dati e il ruolo di wallet provider pubblico nell'IT-Wallet.
La cessione riunisce quindi sotto un nuovo assetto industriale pagamenti, identità, documenti, notifiche e interoperabilità delle banche dati pubbliche. È questo il passaggio che merita maggiore attenzione.
Il Poligrafico e PagoPA lavorano già fianco a fianco nell'IT-Wallet: la prima società cura l'emissione digitale dei documenti, la seconda gestisce l'app IO e il portafoglio pubblico attraverso cui vengono resi disponibili ai cittadini. La nuova struttura proprietaria riduce la distanza societaria tra questi due livelli e può rendere più lineari le decisioni su investimenti, sicurezza e sviluppo.
Poste aggiunge la possibilità di portare i servizi su una rete molto ampia, fisica e digitale. Il potenziale è evidente, soprattutto per raggiungere le fasce di popolazione meno abituate a utilizzare esclusivamente canali online. La qualità dell'operazione si misurerà però sulla capacità di trasformare questa capillarità in accessibilità, mantenendo pari condizioni per tutti gli operatori del mercato.

I presidi chiesti dall'Antitrust

La distribuzione dei poteri riflette questa esigenza di equilibrio. IPZS mantiene il controllo della società e la scelta dell'Amministratore Delegato; Poste indica il Presidente, al quale sono attribuite funzioni non esecutive.
Sono inoltre previsti obblighi di riservatezza e specifiche cautele nella gestione delle informazioni commercialmente sensibili. Il tema riguarda in particolare le attività nelle quali società del Gruppo Poste operano sullo stesso mercato degli operatori che utilizzano le piattaforme PagoPA: pagamenti, notifiche di atti verso la Pubblica Amministrazione e recapito di comunicazioni a valore legale.
La questione non è formale. PagoPA deve continuare a funzionare come infrastruttura aperta, accessibile a banche, istituti di pagamento e altri prestatori di servizi secondo condizioni trasparenti e non discriminatorie. Il nuovo azionariato avrà senso industriale solo se questa neutralità resterà riconoscibile anche nelle scelte operative, negli appalti e nell'evoluzione dei servizi.
La scelta dei nuovi vertici indica una netta specializzazione. Maurizio Pimpinella arriva da una lunga esperienza nel mercato dei pagamenti. Ha guidato l'Associazione Italiana Prestatori Servizi di Pagamento e presieduto la Fondazione Italian Digital Hub, maturando una conoscenza diretta delle esigenze di banche, istituti di pagamento e imprese tecnologiche che utilizzano le infrastrutture di PagoPA.
Marco Pantaleoni porta invece un profilo manageriale sviluppato nel Gruppo BNP Paribas, tra carte, acquiring, credito al consumo e rapporti con grandi partner commerciali. La sua nomina affida la gestione operativa a un manager che conosce i processi sottostanti alle transazioni, il rapporto con gli esercenti e le logiche di integrazione tra strumenti di pagamento e servizi digitali.
Nel Consiglio siedono anche due dirigenti del Poligrafico, Giorgia Prete e Clementina Ciotti, insieme a Mario Marotta. La composizione assegna a IPZS un presidio diretto su pianificazione, controllo, procurement e indirizzo industriale, coerente con il ruolo di azionista di controllo.

La sfida: integrare senza chiudere

La nuova PagoPA nasce con una combinazione di risorse difficilmente replicabile: infrastrutture pubbliche già diffuse, competenze sulla sicurezza documentale, una grande rete distributiva e una posizione centrale nei pagamenti verso la PA.
Il rischio speculare è quello di concentrare nello stesso perimetro troppi passaggi della relazione digitale tra Stato e cittadino, dalla formazione dell'identità alla consegna dei documenti, fino al pagamento e alla notifica.
Il compito del nuovo Consiglio sarà quindi duplice. Da una parte dovrà usare il nuovo assetto per accelerare IT-Wallet, app IO e l'integrazione dei servizi pubblici. Dall'altra dovrà garantire che le piattaforme restino infrastrutture comuni, sulle quali tutti gli operatori possano competere e innovare senza asimmetrie informative.
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