Banner Pubblicitario
16 Ottobre 2026 / 22:31
 
Perché molte giovani donne aspettano prima di investire

 
Diversity & Inclusion in Finance

Perché molte giovani donne aspettano prima di investire

di Flavio Padovan - 15 Ottobre 2026
Nonostante le capacità di gestione quotidiana del denaro, il passaggio agli investimenti viene spesso rinviato per la percezione di non disporre ancora di conoscenze, risorse economiche o sicurezza sufficienti. La ricerca "Generazione Rosa" di Banca Sella analizza le barriere e i condizionamenti che influenzano l'autonomia finanziaria delle under 35
Per molte giovani donne, investire resta una decisione da prendere più avanti: quando avranno un lavoro stabile, risparmi sufficienti e una maggiore familiarità con gli strumenti finanziari. Nel frattempo, però, gestire le spese, organizzare il budget e pianificare gli imprevisti fa già parte della loro quotidianità.
È una delle dinamiche che emergono da "Generazione Rosa. Che rapporto hanno con il denaro le giovani donne italiane?", la ricerca promossa da Banca Sella che ha coinvolto oltre 830 giovani tra i 18 e i 35 anni in tutta Italia, con particolare attenzione a studentesse, professioniste, aspiranti imprenditrici e donne che hanno da poco avviato un'attività autonoma.
L'indagine non si limita a misurare le conoscenze economico-finanziarie. Cerca piuttosto di capire come si formano le decisioni: chi influenza le scelte, quali fattori alimentano la fiducia nelle proprie capacità e perché determinate decisioni, soprattutto quelle legate agli investimenti, vengono rinviate.
Il primo elemento riguarda la distanza tra competenze possedute e competenze percepite. Pagare l'affitto, rispettare le scadenze, gestire le spese correnti o accantonare risorse per gli imprevisti richiede capacità di pianificazione e controllo. Eppure molte giovani non riconoscono queste attività come espressione delle proprie competenze finanziarie. Una sottovalutazione che può contribuire all'insicurezza nelle decisioni di investimento, accanto alle preoccupazioni per la disponibilità di risorse economiche e alla scarsa familiarità con alcuni strumenti.
Il linguaggio specialistico può accentuare questa distanza. Termini poco familiari possono far sentire alcune ragazze, come emerge dalle testimonianze raccolte, "ignoranti", "inferiori" o "fuori dal mondo", fino a scoraggiarle dal chiedere chiarimenti o dall'assumere direttamente una decisione.

La famiglia orienta le scelte, l'AI aiuta a informarsi

La ricerca conferma quanto il contesto familiare continui a influenzare il rapporto con il denaro. Tre giovani under 35 su quattro chiedono almeno occasionalmente consiglio ai genitori per una decisione economica, con una frequenza maggiore tra le ragazze. Anche la scelta della prima banca tende a seguire le abitudini familiari.
È un meccanismo che offre un riferimento di fiducia, ma che può restringere il numero delle alternative considerate. Se in famiglia non si è mai parlato di investimenti, questi possono rimanere fuori dall'orizzonte delle possibilità, indipendentemente dalle effettive capacità della persona.
Un altro dato aiuta a comprendere perché il passaggio dalla gestione del risparmio all'investimento sia ancora difficile. Solo il 27% degli under 35 coinvolti nella ricerca sa che è possibile iniziare a investire anche con importi molto contenuti, mentre quasi il 30% ritiene necessario disporre di almeno 5.000 euro.
La distanza tra gli importi ritenuti necessari e quelli con cui è effettivamente possibile iniziare a investire offre una chiave di lettura delle difficoltà di accesso ai mercati finanziari. La casa, intanto, resta nell'immaginario delle intervistate l'investimento per eccellenza, associato alla sicurezza, anche quando costi, vincoli e rischi dell'acquisto immobiliare non vengono valutati completamente.
Cambia, invece, il modo di cercare informazioni. Social media, video e strumenti di intelligenza artificiale stanno assumendo un ruolo crescente nell'educazione finanziaria informale. Quasi sette under 35 su dieci dichiarano di aver utilizzato almeno una volta l'AI per comprendere un termine finanziario o burocratico.
Il dato interessante è che l'utilizzo di questi strumenti non coincide necessariamente con un affidamento acritico alle risposte. Dalle testimonianze emerge l'abitudine a confrontare le fonti, verificarne l'attendibilità e interrogarsi sugli interessi di chi produce i contenuti.
Per banche e operatori finanziari, queste evidenze suggeriscono che il problema dell'accesso agli investimenti non si esaurisce nella disponibilità di prodotti semplici o di strumenti digitali. Conta anche la capacità di rendere comprensibili le alternative, riconoscere le competenze già acquisite dai clienti e rafforzarne la fiducia nel prendere decisioni consapevoli.

Dalla ricerca al confronto nelle università

Per approfondire questi temi, Banca Sella ha organizzato un roadshow in sei atenei italiani nell'ambito di "Voglio una Borsa Rosa", il programma lanciato nel 2025 per promuovere l'empowerment femminile e ridurre il divario di genere nell'educazione finanziaria.
Dopo Torino e Milano, il calendario ha previsto gli appuntamenti di Bologna, il 14 ottobre presso l'Università di Bologna, e Roma, il 15 ottobre alla Luiss. Le prossime tappe saranno Lecce, il 20 ottobre all'Università del Salento, e Salerno, il 22 ottobre all'Università degli Studi di Salerno.
"I risultati della ricerca evidenziano infatti come molte giovani donne guardino al proprio futuro economico con interesse e determinazione, pur non sentendosi sempre adeguatamente preparate ad affrontarlo con sicurezza", sottolinea Anna Grosso, Condirettore Generale di Banca Sella.
L'obiettivo del programma è intervenire proprio su questa percezione, creando occasioni di confronto con esperti, esperienze e modelli positivi che aiutino le giovani a riconoscere il valore delle proprie capacità e ad affrontare le decisioni economiche con maggiore autonomia.
Dalla ricerca emerge, del resto, una definizione molto concreta di indipendenza economica: per le intervistate significa soprattutto poter decidere come utilizzare il proprio denaro, senza dover chiedere permesso o giustificare le proprie scelte.
Un'aspirazione che rende ancora più importante colmare la distanza tra capacità di gestione quotidiana e partecipazione alle decisioni di investimento. Perché l'educazione finanziaria non riguarda soltanto la conoscenza dei prodotti, ma anche la possibilità di sentirsi sufficientemente preparati per scegliere.
Vai alla sezione In primo piano
FINTECH DISTRICT_SDP2026_Banner medium
WeSec - Il Salone della Sicurezza
Il nuovo appuntamento promosso dall’ABI su sicurezza, geopolitica, intelligenza artificiale e infrastrutture
Icona Facebook Icona Twitter Icona LinkedIn
Bancaforte TV
Rottigni (ABI): “La conoscenza geopolitica è un fattore di competitività”
La geopolitica non può più essere affrontata come una successione di crisi da gestire caso per caso. È...
Icona Facebook Icona Twitter Icona LinkedIn
Torriero (ABI): “La complessità va governata con una visione unitaria”
Geopolitica, innovazione tecnologica, regolazione europea, risparmio e investimenti. I fattori che stanno...
Icona Facebook Icona Twitter Icona LinkedIn
Severino (Luiss School of Law e Fondazione Severino): “Inclusione significa accompagnare, accogliere e offrire una nuova possibilità”
La qualità di un progetto di inclusione si misura nella sua capacità di cambiare concretamente la vita delle...
Icona Facebook Icona Twitter Icona LinkedIn
Banner Pubblicitario