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Agenzia per l'Italia Digitale: a giorni l'avvio operativo

Agenzia per l'Italia Digitale: a giorni l'avvio operativo

Cosa farà la nuova Agenzia istituita il 12 agosto dal Decreto Sviluppo?
Franco Volpi
Avrebbe dovuto diventare operativa già entro fin agosto, con la nomina del suo direttore generale, e invece il Governo si è preso qualche giorno in più per ponderare le scelte. Passera ha annunciato un via definitivo entro il 20 settembre, con il varo del Decreto Crescita, ma novità potrebbero forse uscire a giorni. La nuova Agenzia per l'Italia Digitale, l'ente istituito tra le pieghe del cosiddetto Decreto Sviluppo del 12 agosto scorso, va a sostituire le due strutture cui attualmente era delegato il compito di accompagnare il Paese sulla strada dell'innovazione tecnologica: DigitPA (il Dipartimento per la digitalizzazione della PA della Presidenza del Consiglio) e l'Agenzia per la diffusione delle tecnologie per l'innovazione.
«La nuova Agenzia avrà il compito di coordinare le politiche e le strategie di diffusione delle nuove tecnologie, assicurando la piena interoperabilità dei sistemi informatici della Pubblica Amministrazione, secondo i parametri comunitari», spiega il decreto al punto 5/a. «Altro compito fondamentale sarà procedere alla razionalizzazione della spesa pubblica informatica, coordinando la gestione dei dati dell’Amministrazione statale, regionale e locale. Attraverso il lavoro svolto dall’Agenzia, il nostro Paese si dota dunque di un unico strumento strategico e operativo sul fronte dell’innovazione tecnologica, superando così il problema della frammentazione delle competenze e ponendo le basi per una programmazione unitaria e coordinata delle risorse sul fondamentale fronte dell’innovazione».
Come dire: cominciamo a mettere un po' d'ordine nel caos dei compiti e delle competenze, e poi andremo a vedere che cosa c'è da fare per non perdere il treno dell'innovazione e dello sviluppo (nella premessa al documento , infatti, il Governo indica come il decreto «punta ad attivare molteplici leve necessarie per stimolare il rafforzamento della competitività, la ripresa della domanda, lo stimolo al dinamismo imprenditoriale: dall’attrazione di capitali privati all’accelerazione e semplificazione delle procedure per recuperare il ritardo infrastrutturale accumulato»).
L'Agenzia «dovrà infatti diventare», ha detto Passera, «il motore dei progetti che saranno messi in pista per ridurre il cosiddetto "digital divide"». Primo di questi progetti, dovrebbe essere il varo del tanto atteso decreto Digitalia, la vera e propria roadmap dello sviluppo dell'Ict italiano.
A rallentare il percorso-lampo dell'Agenzia pare sia stata la questione della nomina del suo direttore generale, nomina che spetta al Presidente del Consiglio di concerto con tre ministri: il ministro per la PA Filippo Patroni Griffi, quello per lo Sviluppo Economico Corrado Passera e il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo.
Fin dalla sua istituzione, un immediato endorsement alla nuova Agenzia è subito venuto da Confindustria, per voce del presidente di Confindustria Digitale, Stefano Parisi (uno dei possibili candidati alla direzione generale dell'Agenzia). «L’istituzione dell’Agenzia rappresenta un passo fondamentale per realizzare una governance efficace e razionale del processo di attuazione dell’Agenda digitale nel nostro Paese», ha commentato Parisi. «Questo provvedimento potrà avere effetti rilevanti non solo sulla crescita, ma anche nella direzione della spending review. Oggi, infatti, l’azione delle PA in materia di digitalizzazione è contraddistinta da una forte frammentazione, per cui si continua a spendere nell’informatizzazione di parti del sistema, scollegate tra loro, con scarsi ritorni di efficienza e di risparmio. Con l’ente unico, a cui sono demandate funzioni di coordinamento, di indirizzo e regolazione, si potranno raggiungere importanti obiettivi di razionalizzazione del sistema, come la piena condivisione e interoperabilità tra le banche dati e la messa a disposizione di soluzioni standard per tutte le PA”. Secondo Parisi, con il completo ricorso all’e-procurement per gli acquisti della PA, con la digitalizzazione end to end delle procedure pubbliche, con il recupero dell’evasione fiscale grazie all’interconnessione delle banche dati e dei misuratori fiscali, si potrebbero ottenere a regime risparmi dell’ordine dei 36 miliardi di euro.
I compiti che l'Agenzia, una volta diventata effettivamente operativa, dovrebbe affrontare sono impegnativi. Tra le priorità:
  • creare una piattaforma nazionale delle smart cities and communities, sviluppando un catalogo nazionale dei sistemi e delle applicazioni, per favorire le best practices;
  • effettuare un monitoraggio dell’attuazione dei piani di eGovernment sull’impegno a colmare il digital divide, assicurando le connessioni internet su tutto il territorio;
  • istituire un database delle frequenze, per valutarne l’effettivo utilizzo ed elaborare eventuali valorizzazioni economiche;
  • sul fronte della PA digitale, avviare la carta d’identità elettronica e, in ambito sanitario, il fascicolo sanitario elettronico e la ricetta elettronica.
L'agenzia dovrebbe poi elaborare gli standard per l'istituzione in Italia delle iSrl, società semplificate che possono costituirsi interamente online con una comunicazione direttamente alla camera di commercio.
Sullo stesso argomento:
6 Settembre 2012

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