23 Luglio 2018 / 08:14
Chi dice donna dice business

 
Banca

Chi dice donna dice business

di Ildegarda Ferraro - 4 Maggio 2011
Le donne in media sono più attente ed accurate degli uomini nel mettere insieme le informazioni per decidere, anche negli affari importanti. Ma in Italia sono ancora poche quelle con ruoli in primo piano. Mentre la legge sulle quote rosa fa passi in avanti....
Non più solo pane, latte e un po' di frutta. Ma anche mobili, frigo, lavatrice e lavastoviglie. La spesa delle donne non è più solo quella di tutti i giorni. Le signore contribuiscono nella scelta della televisione, dell’hi-fi e del computer. Anche l’acquisto dell’auto, per definizione “roba da uomini”, è influenzato nell’85% dei casi dalle donne. E contano tanto nell’acquisto della casa, nella scelta del mutuo e nella decisione del risparmio e degli investimenti. Le donne in media amano il rischio meno degli uomini e sono più attente ed accurate nel mettere insieme le informazioni per decidere. E così, più degli uomini, raccolgono informazioni dai media, consultano internet, confrontano i prezzi, parlano con il personale e trattano per avere uno sconto. Più della metà di tutti gli acquisti in Italia è gestito da donne. E la percentuale sale negli Usa in Svezia e in Russia.
La stampa segue con accortezza il tema, mettendo spesso a fuoco quanto contano le donne in questo campo (vedi i due servizi sul web nei siti diritti globali e repubblica.it ). Molti elementi diversi entrano in gioco. Anche essere single o sposati. Ricerche internazionali, come quella del Max Planck Institute e dell'Università di Cergy Pontoise , tracciano il quadro di quale atteggiamento si tenga rispetto al rischio e di come si scelga se si è single o in coppia. Altre analisi, come l'interessante Marriage and Other Risky Assets: A Portfolio Approach di G. Bertocchi, M. Brunetti e C. Torricelli, chiariscono che chi è sposato è più propenso ad investire in attività rischiose e che lo status di single o coniugato conta. L’uomo inizialmente pesa di più nelle scelte di coppia, ma la donna progressivamente aumenta in maniera determinante la sua influenza nelle decisioni comuni.

Un mondo di ….womenonics

Insomma, tante strade portano al business. E le donne sono particolarmente indicate per gli affari. Così, per esempio, in molti programmi di microcredito le beneficiarie sono donne, che possono migliorare la propria condizione e impattare più incisivamente nella società.
In un modo o nell’altro il centro dell’attenzione è per le donne motore dell’economia. In una parola: Womenonics, il neologismo messo a punto dall’Economist nel 2006 per definire la teoria economica secondo la quale il lavoro delle donne è oggi il più importante fattore dello sviluppo mondiale.
Il tema è molto dibattuto in libri ed analisi circostanziate. Come in “Rivoluzione womenomics. Perché le donne sono il motore dell'economia”, di A. Wittenberg-Cox e A. Maitland oppure come “Le donne vogliono di più. Capire e conquistare il mercato che cresce di più al mondo” di M.J. Solverstein e K. Sayre. Il messaggio è chiaro: “Sono un miliardo quelle che lavorano e più del 50% degli studenti universitari nel mondo sono donne. Controllano il 50% della ricchezza negli Stati Uniti e nei prossimi anni decideranno una spesa, su scala globale, di oltre 5 mila miliardi di dollari”. Anche da noi l’attenzione sul tema è costante. Vedi l'articolo sulla voce.info .

Quote rosa in arrivo?

In questo quadro, in Italia siamo ad un passo dal varo delle quote rosa nei consigli di amministrazione e negli organi di controllo delle società quotate e delle controllate pubbliche non quotate. La normativa, una volta varata, è previsto che entri in vigore dopo dodici mesi dall’approvazione della legge, con una percentuale di donne del 20% nel primo mandato compreso tra il 2012 e il 2015. La presenza femminile è stabilito che salga al 33,3% nel secondo mandato tra il 2015 e il 2018. Le quote è previsto che siano transitorie, con validità per tre mandati dei consigli di amministrazione e dei collegi sindacali.
E cominciano ad apparire liste di donne ready for the board, mentre una leggera euforia serpeggia tra le signore.

Tutti favorevoli

In febbraio, mentre ferveva il dibattito sulle quote rosa, l’ABI è intervenuta sul tema del provvedimento, auspicandone l’approvazione. Il Comitato esecutivo ha sottolineato in una nota come “l’ABI concordi pienamente per l’attuazione del principio di una maggiore e adeguata presenza del genere meno rappresentato nei consigli di amministrazione delle società quotate e pubbliche. Al fine di realizzare effettivamente ed efficacemente questo principio, con la necessaria gradualità, l’ABI propone alla discussione in corso di introdurre un vincolo legislativo sulla formazione e presentazione delle liste per le relative Assemblee. In ciascuna lista dovrà esserci obbligatoriamente la presenza del genere meno rappresentato secondo l’aliquota di legge. Il mancato rispetto di quest’obbligo dovrà determinare l’inammissibilità della lista. Le liste, infine, dovranno essere obbligatoriamente composte in modo tale da garantire l’effettiva partecipazione ai consigli dei diversi generi. Questa proposta impegna gli azionisti, titolari dei poteri di nomina, lasciando indenne la società, che non porta alcuna responsabilità diretta in ordine alla composizione dei consigli. Il Comitato esecutivo ha altresì auspicato che gli Associati nel comporre i Consigli di amministrazione delle loro partecipate o controllate diano attuazione al principio dell’adeguata presenza del genere meno rappresentato nei CdA”.
CONTENUTI CORRELATI

Strumenti innovativi per il lavoro

Da una ricerca di Talent Garden e Bearing Point emergono due importanti consapevolezze. Il ruolo crescente del responsabile HR, al fianco...

Events in Art, verso nuovi orizzonti

L'opera scelta per rappresentare il Forum HR, realizzata da Silvia Mauri, è focalizzata sul lavoro di squadra: persone che pedalano sul tandem per...

50 start-up per innovare le risorse umane

Dalle video-selezioni al sistema che compone la “migliore” squadra di lavoro, dalla formazione online e ai servizi digitali welfare. Avanzano...

Un workshop su HR e Tech

Nella seconda giornata dell’evento Forum HR 2018, Bancaforte propone un workshop sulle tecnologie in ambito HR. Un settore che sta crescendo...
ALTRI ARTICOLI

 

Il lato oscuro delle intelligenze artificiali

Gli algoritmi ci stanno regalando conquiste positive in tanti campi, compreso quello della finanza e dei pagamenti. Ma bisogna stare attenti ai...

 
Pagamenti

Nuovo record: oltre il 95% dei clienti usa web e Atm

E' un vero boom per il mobile banking, salito in pochi anni dal 6 al 31%, e per l'Internet banking (dal 42 al 59%). Anche in Italia la user experience...

 

Luciano Floridi: «I pagamenti daranno all’Italia un digital shock»

Il filosofo italiano, docente dell’Oxford Internet Institute e direttore del Digital Ethics Lab, il 7 novembre sarà tra i protagonisti della...
Bancaforte TV
Gli effetti dirompenti della direttiva sul settore saranno al centro dell'edizione 2018, insieme ai nuovi...
Bancaforte TV
Secondo Salvatore Poloni, Condirettore Generale di Banco BPM, il welfare delle banche continua ad evolversi e...