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Dalle banche oltre 8 miliardi per le imprese in Turchia
Internazionalizzazione

Dalle banche oltre 8 miliardi per le imprese in Turchia

A maggio la missione economica a Istanbul. Nella delegazione italiana dieci dei principali gruppi bancari insieme a istituzioni e imprese
Sara Aguzzoni
Oltre 8 miliardi di euro per le imprese italiane che vogliono operare in Turchia. A tanto ammonta il plafond messo a disposizione dal settore bancario per finanziare le esportazioni e gli investimenti degli imprenditori in un Paese con tassi di sviluppo tra i più alti a livello internazionale (+7,8% nel 2011), ponte strategico tra Europa, Asia e Medio Oriente. Il dato è stato presentato i primi di maggio al Forum economico che si è svolto a Istanbul nell’ambito della missione economica organizzata da ABI, Confindustria, Unioncamere e Rete Imprese, con ICE ed insieme ai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri. Alla missione ha partecipato una numerosa delegazione bancaria , che rappresenta circa il 70% del settore in termini di totale attivo, guidata dal Vice Presidente dell’ABI Guido Rosa .
«Essere al fianco delle imprese, in Italia e nei mercati esteri come quello turco, è una priorità importante per il settore bancario – ha spiegato il Vice Presidente dell’ABI, Guido Rosa – Anche su questo tavolo si gioca la partita per rilanciare la competitività del Paese. Per l’industria bancaria italiana si tratta di consolidare ancora di più la propria presenza in un Paese strategico e che registra una crescita economica elevatissima, col duplice obiettivo di sostenere le imprese locali che intendono investire in Italia e quelle italiane nelle iniziative di business attraverso un adeguato supporto finanziario».
Secondo l'Economist Intelligence Unit (EIU), nel 2011 il Pil turco è aumentato del 7,8% (nel terzo trimestre dell’anno la crescita sullo stesso periodo dell’anno precedente era stato addirittura del 9,6%), evidenziando lo straordinario dinamismo imprenditoriale e la grande capacità di recupero di questo Paese dopo la crisi dei primi anni del 2000. Nel 2010 l’Italia si conferma al quarto posto nella graduatoria dei partner commerciali della Turchia (dopo Germania, Russia e Cina) con un interscambio di 21,30 miliardi di dollari (+28,0%) composto da esportazioni per 13,45 miliardi di dollari (+32,6% e quinto paese fornitore) ed importazioni per 7,9 miliardi di dollari (+20,76% e terzo paese cliente). Il saldo è attivo per l’Italia per 5,593 miliardi di dollari.
Alla missione hanno partecipato 10 tra i principali gruppi bancari italiani che rappresentano il 70% del totale attivo del settore ( Gruppo Bancario Iccrea, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Monte dei Paschi di Siena, Cariparma, Banco Popolare, Mediobanca, Bnl - Gruppo Bnp Paribas, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca Popolare di Vicenza ). 8 desk bancari sono stati messi a disposizione delle imprese italiane e turche per tutta la durata degli incontri di business in modo da supportare al meglio gli operatori.

Il plafond per le imprese in Turchia

Sul fronte dei finanziamenti, l’industria bancaria italiana ha messo a disposizione delle imprese un plafond di circa 8 miliardi di euro, per sostenere l’operatività commerciale e finanziaria con la Turchia. Il 96% del plafond stanziato non prevede la copertura assicurativa SACE, utilizzata quasi esclusivamente con riferimento a prestiti a breve termine, ciò a conferma della minore rischiosità con cui è percepito il Paese, grazie al buon andamento dei fondamentali dell’economia ed alla stabilità assicurata dall’attuazione del programma concordato con il Fondo Monetario e dall’avvio dei negoziati per l’adesione all’Unione Europea. Le linee di credito disponibili rispecchiano la domanda di finanziamento per le attività delle imprese italiane in Turchia, legate soprattutto all’esportazione di beni di investimento sul segmento a medio termine e di beni di consumo sul segmento a breve.

Le banche italiane in Turchia

Quattro tra le maggiori banche italiane sono presenti in Turchia con propri uffici di rappresentanza: Intesa Sanpaolo e la controllata BIIS , Banca Monte dei Paschi di Siena e Bnl . Unicredit , insieme al Gruppo Koc , controlla Yapi Kredi Bankasi , la quinta banca del Paese e la quarta privata con una quota di mercato pari al 9% circa e che opera attraverso una rete distributiva di 857 sportelli; Unicredit detiene inoltre partecipazioni di minoranza in tre diversi intermediari locali. Bnl è operativa in Turchia tramite la presenza della banca privata turca Türk Ekonomi Bankası (TEB) controllata dalla casa madre Bnp Paribas. Presso TEB è istituito un italian desk per assistere gli scambi commerciali e gli investitori italiani con servizi bancari in loco. Crédit Agricole (capogruppo di Cariparma e Friuladria) è invece presente nel Paese con la sussidiaria Calyon Yatirim Bankasi Turk. C’è dunque spazio per rafforzare la presenza del settore bancario italiano in Turchia.
Per approfondire la conoscenza degli assetti del mercato e stabilire nuovi contatti con le principali controparti locali, nel corso della missione la delegazione bancaria italiana ha incontrato l’ Associazione bancaria turca (BAT) , il Banking Regulation and Supervision Agency e una rappresentanza delle banche turche. L’obiettivo è di consolidare la collaborazione interbancaria e offrire così un’assistenza ancora più efficace alle imprese che vogliono operare su questo mercato.
Sulla missione italiana in Turchia, vedi anche l'articolo:
di Ildegarda Ferraro
24 Maggio 2012

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