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eGovernment: sono come tu mi vuoi?

Azione concertata per una PA digitale e innovativa: i risultati dell’indagine dell’Osservatorio eGovernment presentati a un convegno promosso dal Consorzio CBI e dal Politecnico di Milano...
Sara Aguzzoni
La riduzione del "gap competitivo" del Paese richiede un'azione forte, immediata e sinergica da parte di tutti i principali attori, sia pubblici che privati. La digitalizzazione dei servizi della Pubblica Amministrazione può rappresentare lo strumento attraverso cui recuperare l’efficienza e rafforzare il rapporto con l'utenza. L’esperienza sviluppata nell’ambito dell’industria bancaria può essere di supporto a tale processo.
Da questi presupposti prende avvio la Ricerca dell’Osservatorio eGovernment del Politecnico di Milano, giunta al suo secondo anno di attività. I risultati dell’indagine sono stati presentati a Roma, in occasione del convegno “eGovernment: sono come tu mi vuoi?”, promosso dal Consorzio CBI e dal Politecnico di Milano. Il convegno si colloca nel più ampio progetto dell’Osservatorio eGovernment, il cui obiettivo è quello di analizzare i cambiamenti e le innovazioni che hanno interessato la Pubblica Amministrazione italiana nel corso dell’ultimo decennio.
“L'industria bancaria crede fortemente nel processo di digitalizzazione quale fattore per il rilancio della competitività del tessuto economico italiano e la crescita della società – ha detto il Direttore generale dell’ABI e Presidente del Consorzio CBI Giovanni Sabatini, in occasione del Convegno – L’industria bancaria ha già sviluppato sia a livello associativo che delle singole banche sistemi, ad esempio, per la dematerializzazione e l’efficientamento ed automazione dei processi. Il settore bancario conferma il proprio impegno a sostegno del processo di digitalizzazione del Paese, nella consapevolezza che tutti i cittadini e le imprese ne trarrebbero valore”.

I risultati della ricerca

Dalla ricerca 2011 dell’Osservatorio eGovernment emerge che, a fronte di un investimento totale pari a più di 750 milioni di euro sostenuto negli ultimi 8 anni dalla Pubblica Amministrazione Locale e Centrale per migliorare la fruibilità dei propri servizi al cittadino e alle imprese, solo in alcuni casi sono stati raggiunti gli effetti desiderati, sia in termini di risparmi per la PA sia di soddisfazione dell’utenza. Per quanto riguarda la digitalizzazione nella Pubblica Amministrazione, esaminando, ad esempio, il settore dei pagamenti pubblici, appare che solo il 47% degli enti locali italiani permette di pagare tributi e/o tasse tramite i propri portali web e la grande maggioranza dei pagamenti dei cittadini viene ancora effettuato tramite gli uffici postali, molto spesso ancora in contanti. E ciò nonostante la maggioranza dei cittadini è propensa a interagire su vari canali, chiedendo anche che cresca la interoperabilità e comunicazione tra di essi.
Nell’ambito di tale processo, assume un ruolo di riguardo l’Agenda Digitale per il Paese (sul tema vedi anche l'articolo Agenda digitale: si parte con il crowdfunding), sviluppata nell’ambito della “Strategia Europa 2020”, che mira a stabilire il ruolo chiave delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione come strumento di rilancio della competitività del tessuto economico e di crescita della società.

La digitalizzazione dei servizi finanziari

Da più di 10 anni le banche hanno messo a disposizione i propri servizi online. oggi più di 850 mila aziende connesse attraverso il Corporate Banking Interbancario (CBI). Negli ultimi 5 anni le banche hanno investito oltre 20 miliardi di euro per la dematerializzazione dei processi, l'introduzione di nuove tecnologie in filiale e la creazione di nuovi canali di relazione con la clientela. L’Agenda Digitale del settore bancario prevede, fra l’altro, iniziative di “educazione digitale” e azioni volte a favorire l’uso delle nuove tecnologie, in cui il settore crede fortemente. L’Agenda Digitale del settore bancario costituisce un piano di iniziative di tipo cooperativo volte a rimuovere i vincoli normativi, comportamentali e tecnologici che costituiscono un freno alla digitalizzazione dei servizi finanziari e rappresenta il contributo dell’industria bancaria al programma di digitalizzazione del Paese.

Nodo CBI

A fronte di una crescente domanda della Pubblica Amministrazione Centrale, volta ad abilitare un efficiente colloquio con il sistema bancario, il Consorzio CBI ha sviluppato il servizio di Nodo CBI, attraverso cui sia l’Ente e i soggetti che interagiscono con esso (cittadini ed imprese) possono agevolmente accedere a servizi bancari dispositivi ed informativi in modalità integrata. A ciò si aggiungono processi avanzati di scambio documentale, quali la fatturazione elettronica. Ad oggi sono connessi al Nodo CBI il Ministero dell’Economica e delle Finanze (attraverso il DIPE) per le esigenze derivanti dal Monitoraggio Finanziario delle Grandi Opere Pubbliche, Equitalia per la gestione della tesoreria del Gruppo ed Equitalia Giustizia per il Fondo Unico Di Giustizia (FUG), oltre all’Agenzia del Territorio per i pagamenti da portale da parte degli utenti web dell’Agenzia stessa.
27 Giugno 2012

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