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06 Novembre 2026 / 17:46
Euro digitale, a Nexi e Deutsche Telekom la rete che collegherà le banche alla piattaforma BCE

 
Pagamenti

Euro digitale, a Nexi e Deutsche Telekom la rete che collegherà le banche alla piattaforma BCE

di Flavio Padovan - 6 Novembre 2026
Il raggruppamento è primo classificato nella gara per i servizi di connettività, con un accordo decennale. La PayTech estende un ruolo già consolidato nelle infrastrutture dell'Eurosistema. Al progetto pilota partecipano sette PSP selezionati dall'Italia, oltre a Satispay attraverso la società lussemburghese
Nexi si aggiudica, insieme a Deutsche Telekom, uno dei due contratti con cui la Banca centrale europea ha affidato la connettività di rete dell'euro digitale. Il raggruppamento temporaneo tra Nexi Payments e Deutsche Telekom Business Solutions è risultato primo classificato e fornirà i servizi di Network Service Provider (NSP): inizialmente per il progetto pilota, previsto nella seconda metà del 2027, e successivamente per l'eventuale emissione della nuova moneta.
L'accordo ha durata decennale ed è entrato in vigore il 28 settembre 2026, come ha precisato la BCE il 30 ottobre nel rendere noto l'esito della procedura, avviata con la call for applications del 27 agosto 2025.
Per Nexi è un incarico di rilievo industriale, che rafforza la presenza del gruppo nelle infrastrutture europee dei pagamenti e ne amplia il coinvolgimento nel progetto dell'euro digitale. La società era già stata selezionata nel 2025, insieme a Capgemini, come partner del raggruppamento guidato da Giesecke+Devrient per la soluzione di pagamento offline.
Le due attività sono distinte. Con G+D, Nexi contribuisce alla tecnologia che permetterà di trasferire euro digitali anche senza connessione internet. Con Deutsche Telekom parteciperà invece alla realizzazione della rete che collegherà i componenti della piattaforma, le banche centrali nazionali e i prestatori di servizi di pagamento (PSP).
L'incarico si innesta su competenze già maturate da Nexi nelle infrastrutture dell'Eurosistema. Insieme a Colt, la PayTech è infatti uno dei due fornitori di connettività per i servizi TARGET, attraverso i quali gli operatori accedono a piattaforme come T2, T2S e TIPS. L'euro digitale rappresenta quindi un'estensione di un'attività già consolidata, questa volta in collaborazione con Deutsche Telekom e su un'infrastruttura destinata ai pagamenti al dettaglio.

Come funzionerà la rete dell'euro digitale

L'architettura dell'euro digitale prevede una Digital Euro Service Platform (DESP), composta da servizi e componenti tecnologici che potranno essere ospitati in data center differenti. La rete affidata agli NSP dovrà consentire la comunicazione tra questi componenti e renderli accessibili agli operatori esterni, in particolare ai PSP e alle banche centrali nazionali.
La soluzione proposta da Nexi e Deutsche Telekom comprende servizi di connettività e mediazione progettati per assicurare lo scambio delle informazioni tra i componenti della piattaforma e gli operatori collegati, adattando la capacità della rete ai volumi di traffico e ai picchi di utilizzo.
Per una moneta destinata, nelle intenzioni dell'Eurosistema, a essere utilizzabile in tutta l'area dell'euro, scalabilità, sicurezza dei collegamenti e continuità del servizio sono requisiti determinanti. Le prestazioni dovranno essere garantite anche quando cresceranno il numero degli intermediari collegati, gli utenti e le operazioni.
La BCE ha scelto due fornitori. Il secondo contratto è stato assegnato al raggruppamento formato da Telefónica de España, Telefónica Global Solutions e Indra Soluciones Tecnologías de la Información. Il contratto Nexi-Deutsche Telekom coprirà inizialmente le esigenze di connettività del pilota; quello con il secondo aggiudicatario decorrerà da maggio 2027.
Entrambi dovranno essere pronti dal 2029 a fornire i servizi necessari per l'eventuale emissione dell'euro digitale, subordinata alla decisione del Consiglio direttivo della BCE. In quella fase, ogni PSP potrà scegliere attraverso quale dei due operatori collegarsi alla piattaforma. Gli accordi prevedono inoltre la possibilità di adeguare i servizi richiesti all'evoluzione delle esigenze del progetto.
I due lotti si distinguevano anche per i requisiti di partecipazione. Il primo, assegnato a Nexi-Deutsche Telekom, era riservato a soggetti dell'Unione europea controllati da soggetti dell'Unione europea. Il secondo era aperto anche a operatori extra-UE in possesso dei requisiti previsti dalla procedura. Una distinzione significativa in un progetto nel quale la sovranità tecnologica europea costituisce uno degli obiettivi dichiarati.
Anche il valore economico degli affidamenti è rilevante. Secondo la documentazione della gara pubblicata sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea, ciascun lotto presenta un valore stimato di 81,42 milioni di euro e un massimale di 177,66 milioni, IVA esclusa. Il tetto complessivo dei due lotti raggiunge quindi 355,32 milioni.
Il massimale rappresenta il limite massimo dei servizi acquistabili nell'arco contrattuale, non un ricavo garantito. Inoltre, l'affidamento riguarda il raggruppamento Nexi-Deutsche Telekom: dalla documentazione pubblica non è possibile ricavare quale quota economica spetterà a ciascuno dei due partner.
«La decisione della BCE di assegnare al raggruppamento temporaneo tra Nexi e Deutsche Telekom uno dei due contratti di connettività per l'euro digitale rappresenta una tappa fondamentale per il nostro Gruppo e conferma ulteriormente il ruolo di Nexi come partner infrastrutturale strategico nell'ecosistema dei pagamenti europei. L'euro digitale è un'iniziativa chiave per il futuro dei pagamenti e per il rafforzamento della sovranità digitale europea», commenta Bernardo Mingrone, CEO di Nexi Group.
«Questo accordo di servizio decennale rappresenta un traguardo industriale significativo, che riconosce le nostre capacità tecnologiche e l'abilità di Nexi di contribuire concretamente a un'iniziativa di questa portata».
«L'ecosistema finanziario dell'area dell'euro dipende da un'infrastruttura digitale sicura, resiliente e affidabile», sottolinea Gottfried Ludewig, Senior Vice President e responsabile Public Sector and Health Industry di Deutsche Telekom. Per il gruppo tedesco il contratto si colloca nel percorso di sviluppo delle infrastrutture digitali strategiche europee, che comprende anche l'infrastruttura europea di comunicazione quantistica e IRIS², la costellazione satellitare sicura dell'UE.

Cosa cambia per le banche

Per le banche e gli altri prestatori di servizi di pagamento, la connettività rappresenterà uno dei passaggi necessari per integrare l'euro digitale nei propri canali. La fase pilota richiederà attività di sviluppo, onboarding, collaudo delle interfacce e adeguamento dei processi operativi, con investimenti differenti a seconda delle infrastrutture già disponibili e delle scelte tecnologiche di ciascun intermediario.
Il raggruppamento Nexi-Deutsche Telekom, il cui contratto è già in vigore, sarà inizialmente incaricato della connettività del progetto pilota. Il contratto con Telefónica e Indra decorrerà invece da maggio 2027. Entrambi i fornitori dovranno essere pronti dal 2029 per sostenere l'eventuale emissione, quando i PSP potranno scegliere a quale dei due affidarsi per il collegamento alla piattaforma.
La BCE ha chiarito che i 36 operatori selezionati sosterranno direttamente i costi della sperimentazione, senza ricevere compensi o rimborsi dall'Eurosistema. Resta invece da definire il quadro economico complessivo dei servizi nella futura fase operativa, anche alla luce delle disposizioni del regolamento europeo e delle caratteristiche definitive dell'infrastruttura.
La presenza di due fornitori di connettività introduce un elemento di diversificazione infrastrutturale, riducendo la dipendenza da un unico operatore e offrendo ai PSP una possibilità di scelta.
Nexi si troverà inoltre a partecipare al progetto su più livelli: come fornitore tecnologico della rete, insieme a Deutsche Telekom, e come prestatore di servizi di pagamento selezionato per la sperimentazione. Una posizione che riflette l'ampiezza delle attività del gruppo, dalla gestione delle infrastrutture ai servizi per banche ed esercenti.

Dal pilota alle infrastrutture: il peso dell'Italia

L'aggiudicazione arriva mentre la partecipazione delle imprese italiane al progetto assume dimensioni rilevanti. Il 14 luglio 2026 la BCE ha selezionato 36 prestatori di servizi di pagamento, su oltre 50 candidature, per sperimentare l'euro digitale.
Sette sono stati selezionati dall'Italia, il Paese più rappresentato: Banca Monte dei Paschi di Siena, Banca Sella, isybank, UniCredit, Poste Italiane, Numia e Nexi Payments. Si tratta di quattro banche e tre altri operatori, espressione di modelli di business e specializzazioni differenti.
A questi si aggiunge Satispay, fintech italiana presente nel progetto attraverso Satispay Europe S.A., società registrata in Lussemburgo e selezionata tra i partecipanti di quel Paese. Sono quindi otto le realtà riconducibili al mercato italiano coinvolte nel pilota, pur essendo sette i PSP formalmente selezionati dall'Italia.
I ruoli saranno diversi. Alcuni partecipanti agiranno come PSP di distribuzione, offrendo i servizi in euro digitale beta agli utenti; altri come PSP di accettazione per gli esercenti selezionati. Una parte degli operatori svolgerà entrambe le funzioni.
Il pilota durerà dodici mesi a partire dalla seconda metà del 2027 e coinvolgerà la BCE e 19 banche centrali nazionali, tra cui la Banca d'Italia.
La sperimentazione non sarà aperta al pubblico. Gli utenti saranno dipendenti delle banche centrali partecipanti, che potranno aprire conti in euro digitale beta, trasferire denaro tra loro ed effettuare pagamenti presso un numero limitato di esercenti selezionati, nei punti vendita fisici e online.
Saranno testati pagamenti tra persone, online e offline, operazioni in negozio, anche tramite SoftPOS, e acquisti e-commerce, compresi i pagamenti da mobile. La versione utilizzata sarà vicina, per funzionalità e caratteristiche tecniche, a quella prevista dalla proposta di regolamento, ma non avrà corso legale.
Sul versante tecnologico, il 2 ottobre 2025 Almaviva e Fabrick, società del Gruppo Sella, sono risultate prime classificate per lo sviluppo dell'applicazione e del Software Development Kit (SDK) dell'euro digitale. È una delle componenti più direttamente visibili agli utenti: quella attraverso cui la futura moneta potrà essere utilizzata dai cittadini e integrata nelle applicazioni e nei servizi degli intermediari.
Anche la Banca d'Italia ha un ruolo rilevante nello sviluppo tecnologico del progetto. È una delle sei banche centrali nazionali selezionate dall'Eurosistema per realizzare componenti centrali della piattaforma, tra cui quelle connesse all'emissione e al regolamento. Un incarico che valorizza l'esperienza già maturata dalla Banca centrale italiana nelle infrastrutture europee dei pagamenti, da T2 e T2S fino a TIPS.
Nexi è dunque presente su tre fronti: come PSP nel pilota, partner tecnologico per i pagamenti offline e aggiudicataria, insieme a Deutsche Telekom, della connettività.
Considerando gli otto PSP riconducibili all'Italia, tra i quali Satispay attraverso la società lussemburghese, e le due aziende selezionate per l'app e l'SDK, sono almeno dieci le realtà italiane direttamente coinvolte nelle selezioni e negli affidamenti esaminati, oltre alla Banca d'Italia nel suo ruolo istituzionale e tecnologico. Il dato è una ricognizione delle imprese coinvolte, non una classificazione ufficiale per nazionalità della BCE.
La partecipazione attraversa così diversi segmenti dell'industria dei pagamenti: banche tradizionali, operatori specializzati, fornitori di software e infrastrutture tecnologiche. Gli intermediari dovranno preparare l'integrazione dell'euro digitale nei propri canali, mentre le aziende tecnologiche contribuiscono alla costruzione delle componenti comuni e dei servizi che ne consentiranno l'utilizzo.
Per Nexi, questa distribuzione dei ruoli assume un significato particolare. La società opera già al servizio di banche ed esercenti in numerosi mercati europei e dispone di competenze consolidate nella gestione di infrastrutture di pagamento. L'incarico sulla connettività le consente di mettere a frutto tali competenze in un progetto che richiederà interoperabilità tra operatori, affidabilità dei servizi e capacità di operare su scala paneuropea.

Il nodo legislativo e le prossime tappe

Resta aperta la decisione sull'emissione. La BCE ha chiarito che l'avvio del progetto pilota e la sottoscrizione degli accordi con i fornitori non anticipano la scelta definitiva: occorrono prima il completamento dell'iter legislativo europeo e poi una decisione del Consiglio direttivo.
Il negoziato è entrato nella fase del trilogo. Il Consiglio dell'UE ha definito la propria posizione nel dicembre 2025, mentre il Parlamento europeo ha autorizzato l'avvio dei negoziati il 9 luglio 2026, con 416 voti favorevoli, 169 contrari e 22 astensioni. Dal 13 luglio sono in corso le trattative interistituzionali con la Commissione, con l'obiettivo di raggiungere un accordo entro la fine dell'anno.
Nelle scorse settimane Piero Cipollone, membro del Comitato esecutivo della BCE, ha richiamato al Comitato esecutivo dell'ABI alcuni dei temi ancora oggetto del confronto europeo: le commissioni a carico degli esercenti, la gradualità dell'introduzione, le modalità di distribuzione e le possibili eccezioni all'obbligo di accettazione.
Sono questioni che incidono direttamente sull'operatività e sul modello economico dei servizi che banche e altri intermediari saranno chiamati a offrire. La definizione del quadro legislativo sarà quindi determinante anche per consentire agli operatori di programmare investimenti, adeguamenti tecnologici e tempi di integrazione.
L'obiettivo dichiarato dall'Eurosistema è essere pronto per una possibile prima emissione nel 2029, qualora il regolamento venga adottato nel corso del 2026. La decisione finale spetterà comunque al Consiglio direttivo della BCE.
Nel frattempo la costruzione dell'infrastruttura procede. L'accordo con Nexi e Deutsche Telekom aggiunge la connettività ai servizi tecnologici già affidati e rafforza la presenza della PayTech italiana in un progetto che coinvolge ormai un'ampia parte dell'industria europea dei pagamenti.
 
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