20 Luglio 2018 / 01:19
I nuovi cittadini si fanno imprenditori

 
Banca

I nuovi cittadini si fanno imprenditori

di Sara Aguzzoni - 18 Dicembre 2012
In un anno +25% i conti correnti intestati alle piccole imprese gestite da immigrati. Cinesi, egiziane, albanesi, macedoni e pakistane le comunità di imprenditori più vivaci nel rapporto con le banche...
Crescono i conti correnti (+25% in un anno) dei nuovi cittadini imprenditori a fronte dell'apertura di nuove attività imprenditoriali. Se nel 2009 sul totale dei cittadini immigrati correntisti delle banche italiane, i clienti small business erano il 3,2%, nel 2010 sono saliti al 4,2% (per un totale di 37.330). Questa tendenza trova conferma da più parti. Un trend che si legge anche nei dati Ocse del 2010: gli stranieri sono più propensi a mettersi in proprio nella maggior parte dei Paesi avanzati. Per via delle difficoltà indotte dalla crisi, i migranti in Italia riorganizzano le proprie attività e di conseguenza modificano la gestione del proprio risparmio. Il dato emerge dal rapporto dell' Osservatorio nazionale sull'inclusione finanziaria dei migranti , il progetto nato dalla collaborazione fra l'ABI e il Ministero dell'Interno, nel suo primo anno di attività (vai all'articolo L’inclusione finanziaria passa attraverso la famiglia ).
In particolare, secondo il rapporto curato dal CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) , l'imprenditoria dei nuovi cittadini costituisce un percorso particolare di inserimento sociale ed economico. Il fenomeno in Italia è sempre più rilevante. Le catene migratorie agiscono infatti da catalizzatori per l'occupazione e l'integrazione sociale dei membri della propria comunità, agevolano il passaggio di informazioni e di conseguenza favoriscono l'imprenditorialità. Secondo i dati Istat 2011, il totale degli stranieri in Italia ammonta a 4,2 milioni, il totale degli imprenditori conta invece 415.534 unità (336.583 nel 2010), raggiungendo una propensione media all'imprenditoria di circa il 10%.
Il panorama imprenditoriale legato all'immigrazione nel nostro paese è composito, con un marcato rapporto con il territorio e comportamenti finanziari molto diversificati in base alla nazionalità. Nel segmento small business , in termini di distribuzione geografica, si conferma una maggiore concentrazione di conti correnti presso le banche nel Nord Italia, pari al 67%; il 28% sono concentrati nel Centro, il 5% al Sud. Cinesi, egiziane, albanesi, macedoni e pakistane le comunità di imprenditori più vivaci nel rapporto con le banche. Quasi un terzo dei conti correnti del segmento small business - migranti (il 28%) è intestato a un'imprenditrice donna . Percentuale che supera il 50% nel caso delle imprese filippine, ucraine, polacche e moldave.
Le imprese il cui titolare è un migrante sono relativamente giovani (hanno quasi tutte meno di dieci anni), e il fenomeno ha iniziato a mostrare segni di pro-attività e livelli di integrazione socio-economici tali da permettere l'avvio di attività economiche imprenditoriali di maggiore complessità. Secondo l'Osservatorio, il suo rafforzamento potrebbe costituire un'opportunità anche in termini di contributo alla ripresa e al processo di internazionalizzazione del sistema economico del paese.
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