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Innovazione italiana

Innovazione italiana

Il CBI è una best practice italiana diventata un modello di successo per gli altri mercati europei. E rappresenta un contributo importante delle banche allo sviluppo di una PA efficiente
Flavio Padovan
Continua a crescere la community del corporate banking interbancario in Italia. Anche in un anno difficile per l’economia come il 2009, le aziende che utilizzano i servizi gestiti dal Consorzio CBI (Customer to Business Interaction) sono aumentate dell’8% arrivando a essere oltre 800mila; numeri che non hanno riscontro in altri paesi e che rendono questa comunità B2B la più importante a livello internazionale.
Un successo che ora si vuole replicare anche tra le amministrazioni pubbliche grazie a un nuovissimo servizio “di nodo” che permetterà di venire incontro alle esigenze di dematerializzazione dei processi, semplificazione delle procedure e miglioramento dell’efficienza di tutta la PA. Sono queste, insieme ai progressi fatti registrare dalle iniziative europee per l’interoperabilità tra business communities internazionali, le principali novità emerse nell’annuale convegno del Consorzio CBI che ha riunito per due giorni a Roma oltre 300 rappresentanti di banche, istituzioni, aziende, amministrazioni pubbliche ed esperti e studiosi internazionali. Un momento d’incontro strategico per un’organizzazione in costante espansione ed evoluzione che riunisce 685 banche (pari a circa il 90% del mercato italiano), Poste Italiane e due istituti di moneta elettronica, a dimostrazione di una governance assolutamente aperta e allineata anche alle novità introdotte dalla PSD, la direttiva comunitaria sui sistemi di pagamento.

Un sistema flessibile

«Il CBI rappresenta una best practice italiana sul fronte dell’innovazione e un “unicum” d’eccellenza a livello europeo», sottolinea Liliana Fratini Passi, Segretario generale del Consorzio CBI, commentando i dati di crescita del 2009. «L’infrastruttura che abbiamo creato abilita nuove filiere di servizi a valore aggiunto e, grazie all’affidabilità e alla flessibilità dimostrata sul campo e alle grandi potenzialità che le sono riconosciute, abbiamo guadagnato la fiducia del sistema bancario e del mondo delle imprese. Ora puntiamo ad estendere anche alle amministrazioni pubbliche i servizi di corporate banking interbancario, certi che possano rappresentare una risposta concreta alle esigenze di efficienza della PA e un sostegno allo sviluppo dell’intero sistema paese».
Il convegno ha permesso non solo di tracciare un bilancio dell’attività svolta durante l’ultimo anno, rivelatosi particolarmente ricco e importante per il settore del corporate banking interbancario, ma anche di analizzare i cambiamenti dello scenario di riferimento, coinvolgendo tutti gli stakeholder nelle decisioni relative ai nuovi target su cui puntare e ai traguardi futuri della community. Obiettivi che per i prossimi cinque anni si possono riassumere in tre passaggi chiave: continuo sviluppo della rete e dell’offerta per rispondere sempre meglio alle esigenze dei consorziati e degli utenti (passaggio dal B2B al B2B2C); proposta di servizi innovativi alla Pubblica amministrazione (B2G); interoperabilità a livello internazionale.

Rete in evoluzione

Il sistema bancario candida il CBI a infrastruttura di sistema per interconnettere e soddisfare le esigenze di numerose e specifiche communities quali PA, PAL, associazioni di categoria, altri circuiti nazionali ed internazionali. Per questo ha avviato un rinnovamento della rete e nel 2009 è stata completata la gara per la selezione del nuovo fornitore, che dal 2011 sarà un’associazione temporanea di imprese (Ati) composta da SIA-SSB e ICBPI. L’evoluzione dell’infrastruttura garantirà ancora migliori livelli di servizio, performance elevate in termini di veicolazione e di “directory” (incremento dei nodi), possibilità di collegare soggetti internazionali e di interconnettersi con altre reti domestiche e straniere.
Altra importante realizzazione che ha caratterizzato l’anno appena concluso è lo sviluppo di servizi di “nodo”, che vengono erogati attraverso l’outsourcer – iscritto nell’elenco dei Soggetti Tecnici CBI - che si è aggiudicato l’apposito bando di gara. Si tratta anche in questo caso di un’ATI, nella quale collaborano Infogroup, Quercia Software e Consorzio Operativo MPS. Il nodo CBI di sistema è un gateway che permette l’accesso diretto alla rete CBI a soggetti istituzionali, come ad esempio le PA centrali, per la trasmissione verso il sistema bancario di flussi di payment initiation, fatture elettroniche e flussi documentali. Il nodo CBI, inoltre, consente di definire gli standard di sistema e di personalizzare i servizi in linea con le esigenze dalla PA. Come è stato evidenziato nel corso del convegno, questo servizio non è in concorrenza con l’attuale offerta delle banche, in quanto è rivolto a soggetti istituzionali che devono poter contare su di un fornitore super partes in rappresentanza della comunità bancaria.

Obiettivo pubblico

Elevati livelli di servizio, tempi ridotti, completezza e disponibilità dell’informazione, economicità del servizio. Sono questi i driver su cui punta il CBI per affermarsi rapidamente anche nell’ambito della Pubblica Amministrazione.
«Il servizio di nodo del CBI» ha spiegato il direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini «per la Pubblica Amministrazione rappresenta, insieme alla fatturazione elettronica, un ulteriore passo avanti sulla strada verso l’innovazione che porterà servizi integrati più veloci, sicuri ed efficienti, informatizzazione delle procedure e dematerializzazione dei documenti».
Durante il convegno sono stati presentati due casi concreti che hanno messo in evidenza i molteplici benefici che offre il CBI. Il Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica (Dipe) del Ministero dell’Economia e delle Finanze, ad esempio, sta già utilizzando i servizi di nodo a supporto del monitoraggio finanziario delle grandi opere pubbliche. In sostanza il Dipe ha ora a disposizione degli strumenti che rendono visibili i pagamenti disposti dalle imprese appaltatrici e permettono anche di controllare i movimenti generati attraverso i relativi flussi informativi. Un progetto pilota è stato avviato a Roma e riguarda il monitoraggio dell’appalto per la realizzazione della Metro C della Capitale. Sulla base degli ottimi risultati ottenuti, il Dipe sta valutando la possibilità di estendere a breve il servizio ad altre iniziative. Anche Equitalia Giustizia si sta già servendo del servizio di nodo CBI per operare direttamente sui diversi conti relativi al Fondo unico di giustizia (Fug). CBI in questo caso agisce come collettore dei flussi tra Equitalia Giustizia e le banche o Poste Italiane, garantendo un elevato livello di operatività con tutti i soggetti finanziari, utilizzando protocolli e standard già in uso nel settore bancario.
Equitalia Giustizia può così acquisire informazioni complete sulle risorse del Fondo distribuite nell’ambito del sistema bancario. Ulteriori standard di servizio saranno creati ad hoc per il Fug, per rispondere meglio alle particolari esigenze operative legate alla delicatezza del settore nel quale opera.
«Nel rapporto tra banche e pubbliche amministrazioni», ha concluso Sabatini commentando queste esperienze già avviate nella P.A, «il CBI può rappresentare un contributo importante di coordinamento, semplicità ed efficienza nella gestione della comunicazione con il sistema bancario e di flessibilità del servizio rispetto alle esigenze specifiche del comparto pubblico».

Un forum internazionale sulla fattura elettronica

Inserito all’interno del Convegno CBI 2009, il Forum Internazionale sulla Fattura Elettronica ha attirato l’attenzione generale per l’importanza dei temi affrontati e ha permesso ai partecipanti di approfondire la conoscenza delle iniziative di corporate banking interbancario già realizzate negli altri paesi grazie alla presenza di numerosi relatori internazionali. Tra questi anche Maria-Jesus Garcia-Martin, del Ministero dell’industria, turismo e commercio della Spagna, che ha presentato quanto realizzato nel suo paese in tema di e-invoicing.
Particolarmente atteso l’intervento del rappresentante della Commissione Europea, Antonio Conte, della DG Imprese e Industria, che ha sintetizzato i risultati dell’ Expert Group on e-invoicing , dal 2008 al lavoro per favorire il decollo della fattura elettronica a livello continentale. Come ha spiegato Conte, sono molte le barriere e le diffidenze ancora da superare affinché tutti possano approfittare dei vantaggi offerti dall’e-invoicing, ma l’impegno dei 31 esperti scelti (tra cui Liliana Fratini Passi) e l’attenzione al tema da parte della Commissione fa ben sperare per il futuro. Il freno maggiore è rappresentato dal quadro normativo disomogeneo derivante da ben 27 recepimenti diversi della stessa direttiva comunitaria, ma pesano anche le barriere infrastrutturali, le difformità procedurali, la prudenza fin qui dimostrata dalle aziende a farne uso – specie le Pmi - e la necessità di individuare meglio i cosiddetti “business requirements”, cioè le specifiche esigenze dei singoli stakeholder.

Soluzioni innovative per imprese e PA

I l 2010 sarà ricordato come l’anno della svolta nel percorso verso una piena integrazione tra pubblica amministrazione e mondo bancario e delle imprese. Ne è convinto Luca Renzi, Vice Direttore Generale di Infogroup, società del Gruppo Intesa San Paolo capofila dell’Ati che si è aggiudicata a settembre 2009 la gara per la gestione del nodo CBI insieme a Quercia Software e Consorzio operativo MPS. «È insieme una soddisfazione e una grande sfida partecipare a questa significativa trasformazione infrastrutturale del paese», afferma Renzi, sottolineando l’importanza della realizzazione di quello che sarà il bridge di comunicazione tra PA e il settore finanziario e delle imprese, un canale accentrato che permette di superare i problemi di standardizzazione spesso presenti all’interno delle amministrazione pubbliche. Ma sarà un passaggio fondamentale che porterà benefici immediati anche a livello dei singoli cittadini, che con questo bridge potranno avere accesso a tutta una serie di servizi di cui finora non potevano usufruire.
Anche Fausto Bolognini, Ceo di Quercia Software (Gruppo Unicredit) è certo dell’importanza della trasformazione in atto con la realizzazione del nodo CBI per la PA «È un passo importante», ha dichiarato, «perché rappresenta una scelta di sistema, la proposizione di uno standard unico con cui banche, imprese, pubbliche amministrazioni centrali e locali potranno dialogare tra loro e interfacciarsi con l’Europa, contribuendo ad affermare una leadership italiana». Un’esperienza di successo che servirà a migliorare procedure e processi interni alla PA grazie al supporto di imprese nazionali d’eccellenza, come Quercia Software, che già oggi sono in grado di offrire soluzioni all’avanguardia in tema di pagamenti, mandati informatici e fatture elettroniche.
Di come sta evolvendo l’offerta bancaria verso il segmento PA, dei benefici attesi e dei modelli di collaborazione tra istituti bancari e sistema pubblico ha parlato anche Renato A. Sica, Director Financial Services di Value Team. «L’interfacciamento sincrono e asincrono del sistema bancario con la rete della PA è garantito da asset infrastrutturali già esistenti», ha sottolineato Sica, «ed è quindi possibile rendere rapidamente più efficiente le modalità di colloquio tra tutti i soggetti. Un cambiamento che garantirà importanti revenues per le banche, efficienza e savings per le amministrazioni pubbliche e maggiore qualità e servizi per i cittadini e le imprese».
CBI 2009 è stato un’occasione per fare il punto sullo stato dell’arte della tecnologia e della normativa, ma anche la vetrina per i prodotti più avanzati destinati al settore delle imprese e delle amministrazioni pubbliche.
Auriga, che da anni punta sulla multicanalità e sull’offerta di servizi di interazione tra cliente e banca attraverso canali differenti da quelli tradizionali, ha scelto il convegno annuale del CBI per presentare la sua più recente soluzione. Si tratta di una piattaforma che permette di effettuare transazioni di corporate banking usando l’iphone o altri sistemi di mobile banking, con un’interfaccia appositamente studiata per facilitarne l’uso sugli smartphone touch screen. «L’obiettivo della nostra società», ha spiegato Vincenzo Fiore, Ceo di Auriga «è offrire alle banche soluzioni che permettono di ottimizzare i costi e migliorare la rapidità di erogazione, due elementi fondamentali per dare risposte concrete alla clientela».
A sua volta Ra Computer (Gruppo SIA-SSB) ha messo in evidenza il rapporto privilegiato che esiste tra banche tesoriere e pubblica amministrazione locale. Una relazione che, grazie alla nuova struttura abilitante CBI, faciliterà la transizione verso soluzioni di telematizzazione e dematerializzazione dei processi, migliorando l’efficienza del sistema e riducendo i costi. In questo contesto tecnologico, ha fatto notare Claudio Mauro, Direttore Divisione Banche imprese pubbliche e private di Ra Computer, la banca tesoriera svolge un ruolo chiave e diventerà l’hub su cui far confluire tutte le fatture e i pagamenti per la loro riconciliazione dinamica, migliorando l’efficienza dei sistemi di incasso e pagamento nella pubblica amministrazione locale e contribuendo a un più efficace controllo della spesa.
Anche il gruppo ICBPI ha avviato da tempo una strategia di innovazione nell’ambito dei servizi alle imprese, mirando ad integrare il più possibile i servizi di financial supply chain con le soluzioni di fatturazione elettronica e incassi e pagamenti. «Per le banche è e sarà fondamentale ragionare in ottica di servizi a valore aggiunto. E realizzando la cosiddetta financial supply chain collaborativa (Fscc)», ha dichiarato Paolo Zaccardi, responsabile marketing e innovazione ICBPI, «anche le banche più piccole, a vocazione territoriale, potranno offrire alle imprese servizi pari a quelli che offrono le global bank internazionali e i più importanti istituti di credito italiani». La piattaforma proposta valorizza l’asset del CBI come rete collaborativa, e punta sull’e-invoicing come elemento chiave della Fscc.
1 Febbraio 2010

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