21 Luglio 2018 / 17:08
Linkedin all'assalto dell'head hunting italiano

 
Fintech

Linkedin all'assalto dell'head hunting italiano

di Franco Volpi - 5 Dicembre 2011
Uffici a Milano e un business plan di sviluppo in Italia. Ecco la strategia del social network quotato al Nasdaq e utilizzato dai due terzi dei professionisti italiani
Certo, ai tempi del web – e a maggior ragione se del web sei uno dei big, quotato sei mesi fa al Nasdaq – “non importa dove ti trovi, ma importa che cosa fai”, sostengono i guru della Silicon Valley. Eppure, si vede che anche “esserci” ha la sua importanza, se appunto una delle social company a più forte tasso di crescita come LinkedIn, il social network dei professionisti nato nel 2003 e cresciuto come una sorta di enorme ufficio di head-hunting mondiale, e che conta oggi 135 milioni di selezionatissimi iscritti, ha scelto di radicare via via nel corso dell'ultimo anno la sua presenza territoriale con uffici “fisici” nazione per nazione. E, dalla scorsa settimana, ha aperto un proprio quartier generale anche in Italia, a Milano, con un attivo team di una decina di persone al lavoro sotto la guida di Marcello Albergoni, manager che proviene dalla società di consulenza PricewaterhouseCoopers.
Il meccanismo che sta alla base del successo di LinkedIn è, come in tutte le storie di successo della rete, semplice: un contenitore popolato e dedicato ai professionisti dei settori più diversi, che attraverso questo strumento alimentano la propria sfera di conoscenze e contatti, partecipano a gruppi di discussione legati alla propria professione e, naturalmente, lo utilizzano come vetrina professionale cui le aziende possono accedere e valutare profili per eventuali proposte di collaborazione professionale. Vetrina sempre più fondamentale oggi, in un panorama lavorativo sempre più traballante, aziende che tagliano e mercato del lavoro che gioca al ribasso.
«Il 52% dei professionisti italiani è pronto a ricollocarsi in Europa e negli Stati Uniti per continuare a seguire la propria carriera», conferma - citando una ricerca sviluppata dall'istituto Ipsos - Ariel Eckstein, a.d. per Europa, Africa e Medio Oriente di LinkedIn, in occasione dello sbarco milanese. «Gli italiani sono social networkers avidi, abbiamo superato i due milioni e mezzo di iscritti. I più numerosi sono a Milano, Roma e Bologna. In pratica, un terzo dei professionisti italiani crede che i social media siano importanti per far progredire la loro carriera. E aziende come Telecom, Ferrari, Ibm, ma anche l'Università Bocconi», spiega Eckestein, facendo i nomi, «usano LinkedIn per coinvolgere il pubblico professionale. I settori italiani più rappresentati sul social network sono l'information technology, le telecomunicazioni, il marketing e la pubblicità. Oggi le aziende che decidono di assumere non possono permettersi di sbagliare: cercano i migliori».
Il motivo della necessità per LinkedIn di rafforzare la propria presa sul territorio, attraverso uffici nelle “capitali produttive” dei diversi paesi (aperture a Parigi, Stoccolma, Londra, Dublino, Amsterdam e Monaco hanno anticipato Milano) è chiaro: se per i singoli utenti infatti il social network è una vetrina gratuita, le revenue arrivano dai servizi dedicati che LinkedIn offre, a pagamento, agli uffici del personale delle aziende e alle agenzie di collocamento, che costituiscono poi il braccio operativo, “fisico”, dell'attività virtuale svolta dal network. I clienti aziendali che, nel mondo, usufruiscono dei servizi di LinkedIn sono circa 5mila, una quarantina in Italia. Ampliare questa rete di rapporti è lo scopo del team milanese.
Non solo: gli utenti che quotidianamente utilizzano il social network sono anche un pubblico molto interessante (quasi tutti professionisti di fascia medio-alta) per gli inserzionisti pubblicitari, e così la raccolta pubblicitaria e il marketing diventano altri due canali di business importanti. «Nonostante la crisi, la pubblicità online cresce. In Italia ci sono opportunità anche sotto questo punto di vista», conferma Eckstein.
CONTENUTI CORRELATI

Strumenti innovativi per il lavoro

Da una ricerca di Talent Garden e Bearing Point emergono due importanti consapevolezze. Il ruolo crescente del responsabile HR, al fianco...

Events in Art, verso nuovi orizzonti

L'opera scelta per rappresentare il Forum HR, realizzata da Silvia Mauri, è focalizzata sul lavoro di squadra: persone che pedalano sul tandem per...

50 start-up per innovare le risorse umane

Dalle video-selezioni al sistema che compone la “migliore” squadra di lavoro, dalla formazione online e ai servizi digitali welfare. Avanzano...

Un workshop su HR e Tech

Nella seconda giornata dell’evento Forum HR 2018, Bancaforte propone un workshop sulle tecnologie in ambito HR. Un settore che sta crescendo...
ALTRI ARTICOLI

 

Il lato oscuro delle intelligenze artificiali

Gli algoritmi ci stanno regalando conquiste positive in tanti campi, compreso quello della finanza e dei pagamenti. Ma bisogna stare attenti ai...

 
Pagamenti

Nuovo record: oltre il 95% dei clienti usa web e Atm

E' un vero boom per il mobile banking, salito in pochi anni dal 6 al 31%, e per l'Internet banking (dal 42 al 59%). Anche in Italia la user experience...

 

Luciano Floridi: «I pagamenti daranno all’Italia un digital shock»

Il filosofo italiano, docente dell’Oxford Internet Institute e direttore del Digital Ethics Lab, il 7 novembre sarà tra i protagonisti della...
Bancaforte TV
Gli effetti dirompenti della direttiva sul settore saranno al centro dell'edizione 2018, insieme ai nuovi...
Bancaforte TV
Secondo Salvatore Poloni, Condirettore Generale di Banco BPM, il welfare delle banche continua ad evolversi e...