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Sicurezza
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Sicurezza informatica, una sfida continua

È la nuova frontiera della sicurezza e non solo per le banche. La criminalità informatica preoccupa infatti anche governi, aziende di credito, imprese e cittadini...
Massimo Zaurrini
È la nuova frontiera della sicurezza e non solo per le banche. La criminalità informatica preoccupa governi e istituti di credito, singoli cittadini e grandi aziende.
Il furto di identità, l’appropriazione di dati sensibili, il cyber spionaggio o i veri e propri casi di guerra informatica, sono tutte facce della stessa medaglia, la difficoltà di tenere il passo con uno sviluppo tecnologico informatico rapidissimo e un crescente ricorso ad internet per ogni aspetto del settore produttivo.
Se i governi devono preoccuparsi degli “hacktivisti” internazionali e le grandi aziende delle gigantesche violazioni ai loro archivi, le Banche sono quindi chiamate, in un contesto di insicurezza informatica generale, a coniugare legittime esigenze di protezione con quelle di apertura al cliente.
Dalle nuove minacce legate all'unificazione dei sistemi di pagamento, alla difesa del patrimonio informativo, passando per frodi, furti d’identità e protezione di reti, la sicurezza informatica rappresenta un contesto complesso e in continuo mutamento per le Banche.
Secondo il settimo rapporto su “La multicanalità delle banche” – presentato dal Consorzio Bancomat in collaborazione con l'ABI - sono infatti oltre 17 milioni i conti gestiti attraverso la rete.
Con l’aumento della diffusione, e della confidenza, di internet tra gli italiani, viene segnalato in continuo aumento il dato di sottoscrizione di conti-online.

Attacchi in continuo cambiamento

“Negli ultimi anni, il sistema bancario italiano ha dovuto far fronte a un’evoluzione estremamente rapida delle tipologie di attacco all’identità dei propri clienti, perpetrate sui canali fisici e virtuali. La definizione di opportune iniziative di contrasto e prevenzione del fenomeno è di estremo interesse anche ai fini dell’abilitazione di nuovi modelli di relazione con la clientela. La garanzia di autenticità, sicurezza e idoneità di strumenti e procedure in grado di leggere, verificare e memorizzare le informazioni identificative di un soggetto è un aspetto di rilievo per evitare, da un lato, la creazione di identità fittizie o il furto di quelle esistenti, e per permettere alle banche, dall’altro, l’erogazione di servizi completamente da remoto, con vantaggi notevoli in termini di fidelizzazione, miglioramento dei livelli di servizio, riduzione della materialità cartacea e sviluppo di nuovi business” spiega Monica Pellegrino, Research Analyst del Consorzio ABI Lab (il Centro di Ricerca e Innovazione per la Banca promosso dall'ABI) .
Per difendere i propri clienti e la propria immagine le banche si sono ritrovate ad aumentare gli investimenti nella sicurezza, a cominciare dalla protezione delle identità.

Identità rubate

Alla base degli investimenti in progetti di gestione sicura delle identità vi sono principalmente esigenze di rafforzamento dell’immagine e della reputazione della banca verso l’esterno e di miglioramento del servizio offerto alla clientela.
Con riferimento specifico al furto, i risultati emersi evidenziano come le azioni di contrasto adottate dalle banche abbiano consentito di limitare ulteriormente rispetto al recente passato l’efficacia del crimine informatico: se da un lato infatti si mantiene sostanzialmente stabile il numero di clienti online sui quali è stata riscontrata la perdita delle credenziali, dall’altro il numero di clienti che ha riportato una perdita di denaro riconducibile al furto dell’identità elettronica si è ridotto drasticamente (in media 1 caso ogni 50.000 conti).

I presidi delle banche

In attesa che durante il convegno Banche e Sicurezza 2012 del 28 e 29 maggio vengano diffusi i nuovi dati, vale la pena ricordare come nel 2010 l’azione di monitoraggio delle transazioni effettuate su Internet banking e la costituzione di presidi operativi permanenti adottata dalle banche ha consentito di bloccare complessivamente il 60,5% e l’80,1% del volume economico illecitamente transato rispettivamente sul segmento Retail e Corporate. “Le banche italiane hanno sempre rivolto grande attenzione alle tematiche della sicurezza e soprattutto al campo della sicurezza informatica sia per contrastare e prevenire il fenomeno che per garantire livelli di sicurezza adeguati nel panorama di servizi che offrono ai loro clienti” sottolinea Monica Pellegrino. Per le banche italiane quella alla sicurezza è “un’attenzione sempre crescente e che vive un continuo aggiornamento, dal momento che le modalità di attacco sono in continua evoluzione” conclude l’ingegner Pellegrino.
Negli ultimi anni la tendenza generale, confermata anche in questo ultimo periodo nonostante la congiuntura economica sfavorevole, ha visto mantenere costanti, e in alcuni casi anche aumentare, gli investimenti nella tecnologia necessaria a contrastare la minacce, ma anche le iniziative, altrettanto importanti, da destinare alla formazione del personale e alla sensibilizzazione della clientela.
4 Maggio 2012

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