16 Luglio 2018 / 03:17
Credito sempre più verde

 
Fintech

Credito sempre più verde

di Maddalena Libertini - 28 Luglio 2011
Oltre 13 miliardi di euro destinati negli ultimi anni a eolico e fotovoltaico. Banche determinanti per lo sviluppo del settore, ma servono regole certe
Le energie rinnovabili, non più futuro prossimo ma presente indicativo: è il dato emerso dal risultato referendario del 12-13 giugno che ha indicato la direzione che il Paese dovrà prendere in materia di energia prodotta entro i confini nazionali, dimostrando al contempo la lungimiranza del I Forum ABI Green Energy. Una due giorni, quella a Palazzo Altieri a Roma, a cui ha partecipato la totalità degli stakeholders spinti dall’importanza e dall’attualità del confronto sull’aggiornamento del quadro normativo, in particolare il decreto legislativo 3/3/11 n. 28 e il IV Conto Energia.
Il ruolo delle banche
Le banche, come ricordato da Giovanni Sabatini, direttore generale dell’ABI, rivestono un doppio ruolo, essendo finanziatori e utilizzatori di energia. Per questo negli ultimi anni si sono dotate di settori specifici di assistenza al credito, di consulenza sui business plan e di servizi di analisi tecnica dei progetti da finanziare, ma anche di ottimizzazione dei propri consumi, costi e uso delle risorse energetiche.
Sul primo fronte le banche hanno assunto in questi anni, per eolico e fotovoltaico, impegni di finanziamento pari a 13 miliardi di euro attraverso operazioni di project financing e di leasing. Sul secondo fronte, Pierfrancesco Gaggi di ABI Energia ha ricordato come il settore bancario rappresenti l’1% del consumo nazionale. Il centro di ricerca ABI Energia, da poco confluito in ABI Lab (vedi box pag. 52), coadiuva le banche consorziate nella negoziazione del prezzo dell’energia e promuove attività di supporto e monitoraggio in merito al green banking che sono state tradotte ad esempio nella Guida alla realizzazione di impianti fotovoltaici e in un Reporting di sostenibilità all’interno degli istituti di credito. Tra le iniziative più recenti del consorzio, la costituzione dell’Osservatorio Rinnovabili, punto di aggregazione di tutta la catena del valore volto alla creazione di una community che sosterrà le banche nella loro duplice veste.
L’evoluzione normativa
Le linee guida tratteggiate al Forum dai rappresentanti del governo come Corrado Clini, Ministro dell’Ambiente e Luciano Barra, Ministro dello Sviluppo Economico mirano ad allineare il Sistema Paese al trend di diversificazione delle fonti rinnovabili e ad abbinare all’aumento della produzione di green energy azioni di efficienza energetica. L’invito alle banche è a fare di più affinché tali azioni si tramutino in interventi di mercato e permettano di individuare meccanismi per valutarne la bancabilità. Nell’ottica di governo si è reso necessario ritarare il meccanismo incentivante in un contesto che è rapidamente cambiato e ridurre le tariffe attraverso il IV Conto Energia per dar maggior prospettiva al sistema.
Tuttavia nel corso delle sessioni e della tavola rotonda sono emerse da più parti le criticità dell’evoluzione del quadro normativo, le incertezze strutturali, la convivenza di regimi differenti che determinano conflittualità, il pericolo di atteggiamenti non virtuosi del sistema ovvero forme di finanziamento parabancarie, poca chiarezza nell’applicazione dello schema di finanziamento e nei meccanismi di accesso in graduatoria dei grandi impianti, opacità dei criteri di tariffazione che non facilita la valutazione del rischio. Condizioni che vanno a impattare anche su progetti già finanziati per i quali si rende necessaria una ristrutturazione o spingono a una fase di attendismo quanti intendono investire nel comparto segnando una battuta d’arresto alla crescita record del 2010. Pur condividendo l’esigenza di razionalizzare il sistema e ridurne i costi, nel corso delle sessioni e della tavola rotonda si è registrata una convergenza nel richiedere al più presto regole chiare e certe, un sistema semplice e stabile con meccanismi che rendano possibile affrontare nel medio e lungo termine il finanziamento delle rinnovabili minimizzando gli oneri che gravano sui consumatori finali in bolletta (la componente A3, che si riferisce al costo sostenuto dai consumatori per lo sviluppo della produzione da fonti rinnovabili ha subito, a partire dal secondo trimestre del 2011, un aumento di circa il 36%). Obiettivo ultimo è il raggiungimento della grid parity (prezzo al kWh da fonte rinnovabile comparabile al prezzo di mercato).
Prospettive a medio termine
Nella previsione del PAN (Piano di Azione Nazionale), per far fronte agli obiettivi strategici 20-20- 20 (20% riduzione gas effetto serra, 20%, aumento quota rinnovabili, 20% miglioramento efficienza energetica) nei prossimi dieci anni si investiranno in questo settore 52 miliardi di euro, 40 dei quali solo per eolico e fotovoltaico. “In questo scenario – ha sottolineato Sabatini – la certezza delle regole per gli operatori chiamati a supportare questo comparto è un aspetto fondamentale”. Per Confindustria si avrà un interessante aumento di occupazione nei settori diretti e indiretti e una crescita del PIL dello 0,4%. Necessario pertanto sviluppare e rafforzare l’innovazione tecnologica e soprattutto la filiera industriale. Una sfida nel cui ambito le banche sono chiamate ad assumere un ruolo determinante.
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