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29 Maggio 2026 / 16:10
Gualandri: “Mercato dei capitali: bene la strategie UE, le banche alleato fondamentale”

 
Scenari

Gualandri: “Mercato dei capitali: bene la strategie UE, le banche alleato fondamentale”

di Mattia Schieppati - 29 Maggio 2026
La complessità geopolitica e la trasformazione digitale tra i fattori di scenario in cui si colloca l'edizione 2026 di Supervision, Risks and Profitability, l'evento promosso dall'ABI il 9 e 10 giugno a Milano. Con la prof. Elisabetta Gualandri, professoressa di Economia degli Intermediari Finanziari CEFIN - Centro Studi Banca e Finanza UNIMORE, che interverrà nella sessione di apertura, abbiamo approfondito le sfide, le opportunità e il ruolo determinante nelle banche per continuare a sostenere la crescita delle imprese e la sicurezza delle famiglie.
 

Professoressa Gualandri, la sessione di apertura di Supervision, Risks and profitability 2026 ha un titolo molto ampio e impegnativo: "Savings and Investment Union come protezione dalle tensioni geopolitiche, via per la semplificazione regolamentare e condizione per l'innovazione digitale: la visione dei Regulators". Da quella che è la sua prospettiva di osservazione, qual è, oggi, questa "visione" e qual'è la traduzione concreta della SIU?

La Commissione Europea ha definito e accelerato negli ultimi due anni la Saving and Investment Union (SIU), per fronteggiare la profonda trasformazione del contesto geopolitico internazionale che mette a dura prova la crescita economica, già stentata, dell'Unione Europea. Le analisi dei Rapporti Draghi e Letta del 2024 avevano lanciato segnali di forte allarme per il divario nella crescita della produttività europea rispetto a quella degli USA, imputabile anche all'innovation gap rispetto a Usa e Cina nel processo di cambiamento tecnologico che beneficia in tali contesti del rilevante contributo dell'intelligenza artificiale, come sottolineato dal governatore Panetta nelle Considerazioni finali alla Relazione 2025 della Banca d'Italia. Innovazione e crescita economica presentano un nesso imprescindibile, con un ruolo fondamentale del sistema finanziario nel connettere risparmio e investimenti al fine di  un'efficiente allocazione delle risorse necessarie per colmare il gap tecnologico europeo. ll rapporto Draghi stimava nel 2024 un fabbisogno di 750-800 miliardi di euro all'anno sino al 2030; la stima è stata recentemente rivista dallo stesso Draghi in 1.200 miliardi annui. Ma come reperire le risorse necessarie, in una fase in cui l'instabilità geopolitica accresce l'incertezza e frena gli investimenti, in presenza nell'Unione Europea di mercati dei capitali frammentati, poco sviluppati e scarsamente orientati a fornire capitale di rischio per finanziare investimenti innovativi, spesso caratterizzati da elevata rischiosità, dato lo scarso rilievo di operatori in venture capital e private equity? Il risparmio non manca certamente in Europa, ma finisce per fornire rilevanti risorse finanziarie ad altre aree geografiche, con mercati dei capitali più sviluppati e con ampia gamma di operatori specializzati. Con la SIU la Commissione Europea mette in campo azioni mirate ad agire sulla crescita nell'UE, proprio creando migliori opportunità finanziarie e di investimento per i cittadini europei e con azioni volte a rafforzare la capacità del sistema finanziario dell'Unione Europea di connettere risparmio e investimenti, agendo su quei fattori che limitano l'innovazione e lo sviluppo dei mercati dei capitali: elevata frammentazione dei medesimi, scarsa presenza di operatori finanziari specializzati e carenza di strumenti finanziari ad hoc.

Quale ruolo si delinea per il sistema bancario nella SIU?

Il sistema bancario europeo ha un ruolo chiave nell'Unione Europea per il  trasferimento delle risorse, soprattutto per il finanziamento delle PMI. Le azioni della SIU per un mercato dei capitali unico risponde all'esigenza di ampliare, in logica di complementarietà con il canale bancario, le possibilità per le PMI di reperire risorse finanziarie sui mercati dei capitali e nel contempo offrire nuove opzioni di investimento ai risparmiatori. Si aprono quindi opportunità di diversificazione del business per le banche e nel contempo sfide per la prosecuzione del processo di digitalizzazione e per un crescente utilizzo appropriato dell'intelligenza artificiale. Un sistema finanziario meno frammentato, più innovativo e più efficiente nell'allocazione delle risorse non può basarsi solo sulla SIU, ma richiede anche il completamento della Banking Union, sia per ridurre la frammentazione del mercato bancario europeo e favorire la crescita di banche cross-border, sia per razionalizzare aspetti regolamentari e introdurre elementi di semplificazione nell'azione di vigilanza.  

Sono due i fattori "contingenti" all'interno dei quali si muove oggi il settore: da un lato, l'incertezza geopolitica, o quanto meno la rimessa in discussione di certezze consolidate, e dall'altro la velocissima transizione digitale. Quale dei due elementi avrà un peso maggiore nel lungo periodo?

Di nuovo un tema di forte interrelazione: il rischio geopolitico richiede azioni decise per ridurre la dipendenza tecnologia europea da altre aree/regioni, aumentando gli investimenti nelle tecniche digitali. Fondamentali sono quindi convergenza e azioni comuni  da parte degli stati membri troppo spesso guidati da logiche "nazionali". La resilienza operativa è tra le priorità di vigilanza di BCE 2026-2028, con focus sulle implicazioni legate all'evoluzione tecnologica e sui presidi ai rischi collegati alla transizione digitale. Nello scenario di instabilità geopolitica diventano infatti ancora più pressanti i temi e i rischi collegati alla digitalizzazione: dal cyber risk ai servizi in outsourcing (si pensi ai servizi cloud), alla gestione e aggregazione dei dati, con l'adeguamento a DORA (Digital Operational Resilience Act) e alla RDARR (Risk Data Aggregation and Risk Reporting). Le banche stanno affrontando un percorso complesso e oneroso, soprattutto per quelle di minori dimensioni, reso più cogente dalla crisi geopolitica, che richiede scelte strategiche e profonda revisione di processi, coinvolgendo funzioni critiche delle banche, dall'IT al risk management e al credito, dalle funzioni di controllo all'organizzazione e alla gestione delle risorse umane, dalla finanza all'asset management, e potremmo proseguire...

Qual è il ruolo che possono e devono giocare oggi le banche rispetto alla gestione dei rischi finanziari non solo propri, ma anche dei risparmiatori e delle imprese che finanziano?

La resilienza del sistema bancario è una precondizione per l'efficacia ed efficienza del suo ruolo nell'allocazione delle risorse e quindi presidio per il rischio anche per risparmiatori e imprese. L'attenzione delle autorità di vigilanza sullo stato di salute delle banche e sulla loro capacità nel presidiare vecchi e nuovi rischi, finanziari e operativi è quindi elevata. Nei confronti dei risparmiatori, in logica "value for money" nell'ambito dell'asset management, alle banche spetta un ruolo cruciale di assistenza e accompagnamento per la pianificazione e gestione finanziaria delle famiglie, a fronte di nuovi bisogni di protezione, richiesta di prodotti con combinazioni rischio-rendimento adeguati all'incertezza derivante da scenari instabili, studiando quindi nuovi prodotti e innovando le modalità di interazione con i clienti. Una rivisitazione quindi delle strategie nell'ambito dell'asset management, che coniughino protezione e innovazione a fronte di nuovi bisogni degli investitori, in uno scenario macroeconomico dominato da elementi di forte cambiamento e incertezza. Per le imprese, è cruciale l'affiancamento e accompagnamento delle banche in una situazione economica in evoluzione profonda, con riferimento sia alle modalità di finanziamento più idonee ai progetti innovativi, sia ai rapporti economici e finanziari con altre aree geopolitiche, soprattutto quelle più instabili, con una particolare attenzione al tema delle filiere economiche e delle catene di fornitura. 
 

 

Supervision, Risks and Profitability: appuntamento il 9 e 10 giugno a Milano

 
Si svolgerà il 9 e 10 giugno a Milano, presso l'Auditorium Bezzi-Banco BPM, l'edizione 2026 di Supervision, Risks & Profitability, l'evento annuale promosso da ABI, in collaborazione con DIPO, dedicato ai temi della Vigilanza Europea e della gestione dei rischi. L'evento, alla sua 26° edizione, pone al centro i temi della compliance, della redditività e della gestione del rischio per supportare le banche e gli intermediari finanziari a sviluppare nuove strategie di crescita e innovazione nonostante i requisiti normativi sempre più stringenti e i nuovi rischi da affrontare.
Vai sul sito dedicato all'evento: clicca qui 
Scopri qui il programma e i relatori
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