20 Luglio 2018 / 03:22
I Big Data diventano user friendly
Forum ABI Lab 2013

 
Fintech

I Big Data diventano user friendly

di Maddalena Libertini - 22 Aprile 2013
All’ABI Lab Connecting Conference 2013 Qlikview ha presentato la sua soluzione di Business Discovery per il mondo bancario che consente di affrontare la complessità dei Big Data in modo semplice per l’utente
“I Big Data stanno forzando il business a interfacciarsi con il mondo in un modo diverso. Se fino a ieri bastava guardare l’informazione solo da un certo punto di vista, oggi il perimetro cambia di settimana in settimana e bisogna modificare gli schemi. Ad esempio, anche i dati social cominciano a far parte dell’orizzonte di un manager e devono essere integrati nel modello di analisi”. Questa l'opinione di Massimo San Giuseppe, CEO di QlikView Italy, che alla nona edizione del Forum ABI Lab ha presentato l'approccio che propone alle banche sul tema dei Big Data.
Secondo San Giuseppe, non è sempre vero l'assunto “big data, big project”, ovvero grandi investimenti e grande impegno progettuale, altrimenti sarebbero sempre necessari tempi lunghi, “big time”, e questo si scontra con le esigenze del business e con la velocità con cui cambia il mercato. Inoltre, concentrandosi sui grandi volumi di dati, si trascura un aspetto essenziale, e cioè come l'utente interagisce con queste informazioni.
Qual è il vostro approccio?
E' molto concreto, ci proponiamo come ultimo miglio. La Qlikview Business Discovery è una BI user driven perché non è più l’IT che guida le informazioni da dare al business, ma è il business stesso che si appropria delle informazioni di cui ha bisogno, le governa e le mette a frutto. È una tecnologia capace di dare soluzioni immediate e flessibili a esigenze che possono maturare e cambiare nel tempo. I nostri team di lavoro sono piccoli e agili e l’utente è coinvolto nella fase progettuale in modo da poter fare insieme le modifiche in tempo reale e nell’arco di 2-4 settimane riusciamo a mettere in piedi architetture complesse con cui affrontare i dati in una visione di sintesi . Il mercato dei software BI è in crescita, anche in un contesto economico critico come quello attuale, e c’è molta concorrenza.
Come vi differenziate?
La nostra tecnologia si basa su tre prerogative: diminuzione del Total Cost of Ownership e dei costi di progetto, abbattimento dei rischi e grande valore dato all’utente finale. Riusciamo a mettere a disposizione degli utenti i dati, vecchi e nuovi, in tempi rapidissimi; il ritorno dell’investimento è immediato e misurabile; il progetto è strutturato in un processo per step con momenti di verifica e senza rischi. Ma soprattutto il nostro focus è il valore per l’utente, fornire un ambiente confortevole in cui svolgere ricerche dinamiche integrando anche dati non strutturati.
In quali altre aree di business supportate le banche?
Operiamo in ambiti molto diversi, sia con grandi gruppi sia con realtà di dimensioni più piccole. Con Banco Popolare abbiamo messo a punto un progetto sul controllo del rischio che ha portato risultati tangibili riconosciuti da Banca d’Italia. È un progetto che ha avuto tempi più lunghi perché c’era la necessità di avere una visione complessiva dell’intero gruppo e perché l’approccio al rischio è stato completamente rivoluzionato. Prima del nostro intervento, a causa di limiti tecnologici, solo a evento avvenuto ci si accorgeva degli effetti sul proprio portafoglio, su quello complessivo del gruppo e su quelli dei clienti. Oggi siamo in condizione di effettuare ricalcoli puntuali molto frequenti durante la giornata, anche su grandi moli di informazioni con una fonte alimentante ampia e diversificata, e quindi questo ha cambiato il timing della tempestività del controllo del rischio. Siamo passati da un’elaborazione del calcolo del rischio di 24-30 ore a una elaborazione che dura pochi secondi. Il progetto è diventato operativo l’anno scorso ed è stato certificato da Banca d’Italia.
Quali altri progetti avete in corso, in particolare sul mobile?
Le società di gestione del risparmio delle banche fanno controlli molto puntuali sull’andamento dei portafogli dei clienti. Con loro, e in particolare con Eurizon Capital SGR del Gruppo Intesa Sanpaolo, abbiamo sviluppato un progetto che mette gli utenti finali, i gestori dei portafogli, in grado di interfacciarsi autonomamente e in modo dinamico con i dati prodotti dai Risk manager. Con questa soluzione i gestori dei portafogli hanno a disposizione metriche su base giornaliera con un orizzonte temporale ampliato. Sul mobile stiamo lavorando a progetti dedicati ai promotori finanziari, per fornirgli la navigabilità completa su un device mobile di tutto quello che riguarda il cliente, anche il singolo movimento. In questo modo, quando lo incontrano, sul tablet non si ha solo la scheda del cliente con indicatori che dicono come sono andate le cose, ma sono a disposizione in dettaglio andamenti, movimenti e performance presenti e passati.
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