16 Luglio 2018 / 14:53
Il Garante sul copyright fa sul serio

 
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Il Garante sul copyright fa sul serio

di Franco Volpi - 12 Aprile 2012
Corrado Calabrò, Authority per le telecomunicazioni, vuole portare in aula entro il 19 aprile il regolamento su web e diritto d’autore. Che obbliga i provider a controllare
Dopo l'audizione al Senato del 21 marzo e quella davanti alla Commissione bicamerale sulla contraffazione del 4 aprile, con ogni probabilità arriverà in aula già il prossimo 19 aprile il provvedimento dell'Autorità garante per le comunicazioni. Non ha tentennamenti il presidente Corrado Calabrò nella sua battaglia sul copyright del web, deciso a portare in approvazione il nuovo regolamento su web e diritto d’autore che responsabilizza gli Internet Service Provider, cui verrebbe imposto di “non trasportare contenuti che violano il copyright”.
La battaglia che ha scosso gli Usa prima, e la Commissione Europea poi, arriva così al dunque anche in Italia (per gli articoli già pubblicati da Bancaforte.it sull'argomento vedi sotto). E la strada scelta dall’Authority (“Visto che 4 commissari su 8 lo chiedono, il regolamento sarà posto all'odg del Consiglio e sarà adottato “, ha affermato Calabrò nel corso dell'audizione) è quella più rigorosa, e che meno piace al popolo della rete – oltre che appunto ai provider, ovviamente. La loro attività, se la legge andasse in porto, diventerebbe più complessa e rischiosa, nonostante tutti i distinguo del caso, dovrebbero essere i provider a tenere sotto osservazione tutti i contenuti che circolano sui loro server.
“La strada che stiamo cercando di percorrere non prevede alcuna responsabilità preventiva dei fornitori di servizi”, sottolinea Calabrò, “ma a loro può essere chiesto di non trasportare contenuti che violano il copyright. E che laddove l'ordine di rimozione selettiva dei contenuti illegali non venisse rispettato, l'Autorità potrà multarli da un minimo di 10.000 euro a un massimo di 258.000 euro”. Il meccanismo di intervento che l’Authority immagina per gli Internet Service Provider sarebbe la cosiddetta notice and action, "avvisa e agisci", ovvero su segnalazione di contenuti che violino il diritto d’autore, caro provider, sei pregato di intervenire e rimuovere.
Un meccanismo che ha due implicazioni. La prima, di fattibilità: come si fa a monitorare e intervenire su una massa enorme di contenuti e dati che circola sui siti? La seconda, di merito: che capacità ha il provider, che è un semplice fornitore di servizi, di entrare di fatto nel merito di un contenuto – sia pure illecito rispetto al diritto d’autore – che campeggia sulla propria piattaforma?
Non ci sono risposte, se non la convinzione che un freno alla pirateria dei contenuti vada posto. “L'industria dei contenuti nel confronto impari con la pirateria deve oggi fare i conti anche con la crescente forza degli operatori over the top, i quali si appropriano - più o meno legalmente, spesso in maniera parassita - degli sforzi economici sostenuti per la creazione di contenuti originali», ha detto Calabrò, lanciando un avvertimento ai vari Google, Facebook, Twitter, Youtube... i cosiddetti operatori “over the top”. E sottintendendo che l’iniziativa italiana è all’avanguardia - o quanto meno più coraggiosa - addirittura di quella dei colleghi americani: “quello che ha portato a sospendere questo dibattito nel Congresso americano è stato, fondamentalmente, che tali misure drastiche toccavano anche Google: un potere economico e sociale di prim'ordine che conduce un'azione di lobbying molto agguerrita e influente”.

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