22 Settembre 2019 / 05:43
La vera sfida è sui servizi

 
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La vera sfida è sui servizi

di Flavio Padovan - 22 Febbraio 2019
Secondo Daniele Savarè, Direttore Service Line Payments di SIA, il 2020 sarà l'anno del decollo dell'open banking. E la competizione sarà sulla velocità di proporre servizi innovativi, affidabili e sicuri in collaborazione con le fintech

Le scadenze per la compliance alla PSD2 stanno accelerando il percorso delle banche italiane verso l'open banking?

“Registriamo un crescente interesse verso i temi dell'open banking, ma forse non c'è ancora la giusta attenzione ad un cambiamento così importante. In particolare, all'offerta dei servizi innovativi a valore aggiunto che saranno il vero fattore competitivo nel nuovo scenario disegnato dalla PSD2. Oggi le banche sono impegnate soprattutto nelle attività necessarie per rispettare le scadenze imposte dalla normativa e per il go live di settembre. Siamo, però, sicuri che presto lo stesso impegno e attenzione dedicati alla compliance saranno rivolti allo sviluppo del business che la PSD2 apre alle banche attraverso l'open banking”.

Per il decollo dei servizi innovativi servirà anche una fase di collaborazione tra i vari gateway utilizzati dalle banche per la compliance...

“Lo richiede esplicitamente il Regolatore. E come in tutti i settori, sarà sempre possibile cambiare il provider del servizio. Il layer tecnologico è un abilitatore: l'aspetto differenziante sta nella velocità con cui si offriranno servizi innovativi, flessibili, affidabili e sicuri. La nostra Open Banking Platform consente un'integrazione semplice e veloce dei servizi di provider specializzati, facilitando così lo sviluppo di un'offerta su misura per i clienti in tempi rapidi, ma con elevati livelli di sicurezza. Puntiamo a creare un ecosistema che semplifichi la compliance alla Direttiva, ma soprattutto il dialogo tra banche, fintech, amministrazioni pubbliche e aziende”.

Quali sono gli use case su cui le banche stanno mostrando maggiore interesse?

“L'attenzione è rivolta principalmente alla fruibilità dei servizi e in questo ambito abbiamo avviato alcune partnership con player specializzati per offrire funzionalità di instant scoring e di instant insurance. Inoltre, stiamo portando sulla piattaforma tutti i servizi già disponibili sul gateway dei pagamenti, dal Pos virtuale alle ricariche telefoniche, ai micropagamenti. E con la PSD2 si apre

A che punto siamo in Italia in tema di Open Banking?

Le banche italiane stanno portando avanti il complesso processo di compliance ed evoluzione al nuovo scenario della Psd2 e dell'Open Banking, ponendo le basi per lo sviluppo di nuovi modelli di business e di servizio. Bancaforte ha realizzato uno Speciale dedicato a Psd2 e Open Banking, raccogliendo la voce dei protagonisti del mercato bancario e delle aziende di servizi.
Leggi gli articoli:
e le interviste a:
- Vincenzo Fiore di Auriga
- Paolo Zaccardi di Fabrick
- Michele Dotti di Cedacri
anche l'era delle carte multiconto, con cui ad esempio si possono addebitare le spese sui conti che il titolare ha in diverse banche. Uno use case che sta suscitando molto interesse”.

Come sta procedendo l'adeguamento alla compliance delle banche che hanno aderito alla piattaforma Sia?

“Tutto sta andando secondo i programmi: la nostra piattaforma è pronta e funzionante. Sono circa 80 le banche che hanno già aderito, tra cui Cassa Centrale Raiffeisen e Casse Raiffeisen dell'Alto Adige, e abbiamo colloqui in corso con operatori anche di altri Paesi. Attualmente stiamo lavorando sull'integrazione con le banche. I tempi sono sfidanti, non tanto per le attività da concludere per la scadenza del 14 marzo, quanto per rispettare quella di settembre, o meglio di inizio giugno ed essere così in linea con i tempi richiesti da Banca d’Italia per consentire le verifiche al fine di ottenere, o meno, l’esenzione dall'obbligo di realizzare la procedura di contingency, la cosiddetta “fall-back solution”.

Quali vantaggi offre l'adesione alla piattaforma SIA rispetto allo sviluppo di un gateway in house?

“Innanzitutto, ci sono benefici in termini di investimento e dal punto vista tecnologico. I protocolli e gli standard dell'open banking evolveranno e chi ha sposato la soluzione interna sarà costretto ad investire continuamente su quello che, secondo noi, rappresenta una commodity. Inoltre, la nostra piattaforma riconcilia nativamente tutti i diversi standard tecnici, compreso quello del Berlin Group, semplificando i processi di integrazione e authentication altrimenti molto onerosi”.
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