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Mobile payment, dopo la Francia anche in Italia?

Mobile payment, dopo la Francia anche in Italia?

Presto nel resto d'Europa e negli Usa il cellulare come borsellino elettronico sarà una realtà grazie alla tecnologia Nfc. E in Italia secondo Oberthur Technologies...
Ruggero Vota
Tutto fa pensare che il 2012 sarà per l'Europa e per gli Stati Uniti l'anno in cui inizierà a prendere piede il sistema di pagamento abilitato dalla tecnologia NFC, near field communication, che consente di trasformare un cellulare o uno smartphone in un borsellino elettronico utilizzabile negli acquisti semplicemente avvicinando questi dispositivi a dei POS dotati di lettore di carte contactless. Niente più contante quindi e monetine disperse nelle nostre tasche, ma uno strumento che oltre a svolgere l'operazione di pagamento con denaro elettronico potrà fornire una serie di servizi complementari.
Una rivoluzione tecnologica che in Italia non si è ancora diffusa e sulla quale un operatore come Oberthur Tecnologies sta lavorando nella convinzione che ci siano opportunità rilevanti anche a breve. Sono molte le sperimentazioni, con operatori di diversa natura coinvolti, oggi attive negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Spagna e in Francia, e sul fronte NFC si stanno muovendo anche i principali fornitori di smartphone. Tra gli altri, sono attesi Samsung, che su questa tecnologia lancerà un'iniziativa in partnership con Visa alle prossime Olimpiadi di Londra, e RIM, il produttore dei più famosi BlackBerry, che ha annunciato che i futuri nuovi modelli saranno NFC-compliant. E il prossimo anno si vedranno anche i risultati della collaborazione sul tema tra Nokia e Microsoft. Se negli Stati Uniti su questo nascente mercato si è affacciato un operatore del calibro di Google, il cui modello di business non prevede di ricevere commissioni dalla transazione di pagamento bensì dai servizi informativi e pubblicitari complementari all'acquisto di un bene, nel Vecchio Continente le sperimentazioni sono state effettuate grazie a partnership tra banche e operatori telefonici. Due attori che in passato erano più portati a scontrarsi che a collaborare insieme sul tema generale dei mobile payment.
Cosa è successo? Cosa ha fatto cambiare idea? La soluzione è venuta dai fornitori di tecnologie abilitanti come Oberthur, anche se non è propriamente una nuova opzione tecnologica: “In passato il modello architetturale alla base del servizio prevedeva la realizzazione di un unico sistema di Trusted Service Management – racconta Alessandro Poerio, amministratore delegato di Oberthur Technologies Italia – ma ci si è accorti che in questo modo non è possibile conciliare in un unico sistema le esigenze peculiari di una banca con quelle di un operatore telefonico”. La soluzione quindi adottata da Oberthur Technolohgies è stata quella di prevedere architetture in cui sia la banca sia l'operatore teefonico dispongano in proprio di un sistema TSM: “In questo caso la collaborazione tra i due soggetti diventa più semplice perchè ognuno gestisce le proprie prerogative su server di sua proprietà e può lavorare sui suoi obiettivi specifici, mantenendo sempre allineati i dati con i sistemi degli altri partner”.
Grazie anche a questa impostazione la società ha lanciato all'inizio del 2010 la prima sperimentazione NFC 'pura' a Nizza, dove alcune banche in partnership con l’operatore telefonico francese Orange hanno abilitato i loro clienti all'utilizzo del sistema di pagamento attraverso i loro smartphone e i loro cellulari; ciò sia per quanto riguarda gli acquisti (quasi tutti gli esercenti della città sono convenzionati), sia per l'utilizzo dei mezzi pubblici. Un'esperienza che grazie anche al sostegno del Ministero dell'Industria francese sta facendo scuola in tutto il Paese; entro fine anno partirà una sperimentazione su grande scala che coinvolgerà le città di Parigi, Bordeaux, Caen, Lille, Marsiglia, Tolosa, Rennes e Strasburgo: “Potenzialmente a fine 2012 potranno essere abilitati ai pagamenti NFC dai tre ai quattro milioni di francesi”, dichiara Poerio.
Questo è il successo che oggi Oberthur sta cercando di portare in Italia, con l'obiettivo di attivare a breve almeno due sperimentazioni significative con altrettanti partner bancari del nostro Paese: “Non proponiamo una replica dei progetti pilota di successo che abbiamo realizzato sul tema in questo periodo, la banca partner sarà libera di scegliere il modello migliore per condurre la sua sperimentazione, alla quale noi forniremo tutto il nostro supporto di esperienze, competenze, soluzioni tecnologiche e servizi”.
Rimane il fatto che per abilitare il pagamaneto via NFC gli attuali POS devono esser dotati di un add-on che abiliti alla lettura delle carte contactless: “A fronte di un successo della diffusione di carte di questa tipologia nel nostro Paese, i lettori contactless risultano ancora essere poco diffusi, siamo a circa un 3% di copertura sul totale dei POS attivi”, spiega Poerio. Ma sempre più catene commerciali si stanno dotando di queste estensioni (McDonald, Autogrill...) e non è escluso che possa scattare un effetto emulazione, soprattutto in quegli esercenti che si troveranno una clientela internazionale sempre più abituata a questa modalità di pagamento. Gli ostacoli non sono quindi del tutto superati, ma proprio la storia della telefonia cellulare in Italia dimostra che davanti a opzioni tecnologiche facili da utilizzare, il cui beneficio è subito apprezzabile, tutte le barriere vengono travolte. Il recupero del nostro Paese sul tema NFC nel confronto con le realtà oggi più avanzate dipenderà soprattutto da questi due fattori.
13 Dicembre 2011

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