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Strategie dentro le quinte

Strategie dentro le quinte

Spunti, commenti e aspettative emersi tra i relatori e i partecipanti al Convegno ABI Basilea 3
Flavio Padovan
Fino a che punto le banche hanno davvero compreso l’impatto del cambiamento richiesto da Basilea 3 e come si stanno attrezzando? Capgemini , con il patrocinio di ABI e in collaborazione con l’Associazione Italiana Financial Risk Management, ha condotto un’indagine sullo stato di adeguamento delle banche italiane in tema di rischio liquidità a fronte dei mutamenti normativi in atto. I risultati della survey indicano che le banche sono a metà strada: molte cose sono state fatte e molte altre sono in corso o già pianificate. Tuttavia, appare urgente che i risk manager cerchino una più ampia interlocuzione all’interno della banca volta a far comprendere gli effettivi impatti del cambiamento e a coinvolgere maggiormente la direzione nella definizione di linee guida e piani operativi.

Cosa e come cambiare

Per Deloitte , che ha affrontato il tema dell’influenza che la normativa avrà in termini gestionali, la sfida si giocherà sulla capacità delle banche di guidare e supportare il cambiamento organizzativo richiesto più che sulla sofisticazione metodologica. Elementi chiave per superare la prova saranno la vision e la determinazione strategica sul modello di business e di governance, lo sviluppo dei processi di gestione dei rischi coerenti con il modello scelto (risk trasformation roadmap e sviluppo dell’architettura IT) e la competenza delle risorse umane a disposizione.

Evitare nuove crisi

A fianco di Basilea 3 sta nascendo un altro importante corpo normativo tanto da essere considerato il “quarto pilastro” che riguarda la gestione della situazioni di crisi del sistema bancario. L’obiettivo è non far pesare le ricadute negative su correntisti, investitori o stati sovrani, sia che ci sia ancora possibilità di recovery, sia che subentri la necessità di resolution degli istituti. Ernst&Young ha descritto le esigenze delle Autorità di vigilanza e la posizione delle banche, analizzando gli impatti organizzativi e di processo che possono derivare dalla normativa anticrisi.
Secondo Fitch Ratings abbiamo imparato molto dalla crisi, in particolare il pericolo della sottovalutazione dei rischi. È emerso prepotentemente il ruolo centrale del sistema bancario e i problemi che possono derivare dal fallimento delle istituzioni finanziarie. Gli enti regolatori hanno dimostrato, inoltre, di non avere strumenti adatti a gestire queste situazioni di Spunti, commenti e aspettative emersi tra i relatori e i partecipanti difficoltà. Basilea 3 ha portato molti cambiamenti introducendo, tra l’altro, regole necessarie ad evitare che si ripeta quanto accaduto nel recente passato. Un’analisi del contesto operativo ed economico delle aziende di credito italiane è stata presentata da Standard & Poor’s , che ha evidenziato come le banche nazionali stiano cercando di recuperare e risollevarsi da una delle più profonde recessioni nell’ultimo mezzo secolo. Ma dovranno operare su un terreno più difficile, dopo che il framework normativo ha imposto regole più rigide.
Accenture ha focalizzato il suo intervento sui principali cambiamenti previsti da
Basilea 3, sul rischio di controparte e sui relativi impatti gestionali. Tutte le banche sono chiamate a rafforzare il presidio di questo fronte mediante l’evoluzione delle metodologie, la revisione dei processi e l’adeguamento degli strumenti di misurazione. Le principali sfide da affrontare sono l’implementazione del CVA Risk, l’operatività con le controparti centrali e la gestione integrata dei rischi.
Particolare attenzione, secondo Experian , merita anche un’altra sfida: il raggiungimento degli obiettivi di creazione di valore nonostante i requisiti di capitale siano diventati ora notevolmente superiori rispetto a Basilea 2. Experian ha messo a punto delle soluzioni analitiche avanzate che aiutano le banche in questo processo condizionato da vincoli operativi e strategici; e propone modelli di rating forward looking più dinamici, reattivi e con una maggiore capacità predittiva, e sistemi di stress testing, ossia di stima delle perdite in caso di eventi estremi.
Secondo Cerved l’impatto della normativa di Basilea non riporterà il rischio medio delle imprese italiane ai livelli pre-crisi. Il Cerved Group Risk Index, che misura da 1 a 100 la stima di insolvenza dell’economia italiana, dopo il picco del 69% del 2008, dovrebbe infatti attestarsi intorno al 66% per il 2012-2013. In uno scenario così mutevole è fondamentale per le imprese dotarsi di sistemi di valutazione molto accurati e rigorosi. Strumenti come il Cerved Group Rating che analizza il rischio strutturale delle imprese ed è in grado di fornire segnali molto segmentati attraverso, per esempio, l’indice sui protesti pregiudizievoli e quello sulle esperienze di pagamento.

Monitorare la liquidità

Basilea 3 ha posto il problema della liquidità al centro del dibattito e questo è un elemento molto importante secondo MORS Software . Per le banche sarà indispensabile allinearsi alle nuove direttive, ma è la stessa Basilea 3 a non voler proporre un unico modello. Quello che la nuova normativa insegna alle banche è piuttosto ad assumere un modo di pensare e ad essere preparate per sopravvivere nella “giungla” della liquidità. Basilea 3 è infatti solo uno dei possibili scenari, ma con il giusto atteggiamento e preparazione le banche saranno pronte a confrontarsi ed elaborare scenari diversi.
Nel prossimo biennio l’impatto del liquidity risk sul sistema bancario porrà le banche davanti a sfide di minimizzazione del costo di liquidità e di mantenimento di margini più specifici e orientati all’effettivo rischio a cui si esporranno. Per questo SAS ha sviluppato soluzioni che consentono di esercitare un maggior controllo dei comportamenti delle controparti delle banche per prevederne le reazioni nelle situazioni di stress del mercato. Serviranno infatti analisi sempre più granulari e tempestive che permettano al risk management di fornire al board risposte in tempo utile per prendere decisioni efficaci. Un’ulteriore esigenza sarà la trasparenza e tracciabilità delle analisi che dovranno essere misure segnaletiche poi
riportate in Banca d’Italia.

Compliance più difficile

L’adeguamento ai nuovi e stringenti requisiti di capitale e di liquidità stabiliti da Basilea 3 richiederà sforzi maggiori alle banche di grandi dimensioni rispetto a quelle regionali e territoriali. Da uno studio effettuato da KPMG Advisory in collaborazione con la Luiss Guido Carli è emerso che le banche ad operatività prettamente locale sentiranno meno il passaggio a Basilea 3. In questo senso le prospettive sembrano indicare che sarà più facile per le banche di dimensioni minori continuare a sostenere l’economia reale con un trend di crescita.

Rischi da gestire

Basilea 3 induce a non sottovalutare il rischio sistemico intrinseco al business cycle. In una fase forte del ciclo economico le banche sono portate a concedere prestiti con minore prudenza e maggiore aggressività, ovvero prestiti di qualità minore che in una successiva fase discendente possono rivelarsi pericolosi. A questi timori Moody’s Analytics risponde proponendo un’analisi della performance dei portafogli retail e corporate che coniughi sia la dimensione temporale del business cycle sia quella della vintage quality.
Il risk appetite rappresenta lo strumento cruciale per il miglioramento della redditività e una gestione “value based” e “risk oriented” della banca. La pensa così Bain & Company che è stata scelta dall’ABI come partner del Gruppo di lavoro istituito su questo tema. Il percorso di definizione del risk appetite risulta complesso e articolato, perché deve essere funzionale a una reale diffusione della cultura del rischio con analisi interne ed esterne. Per le banche di classe II e III è però possibile un approccio semplificato.
Ridurre il rischio in materia di derivati Otc è l’obiettivo di Emir, European Market Infrastructure Regulation, la nuova normativa che entrerà in vigore a fine 2012. Ne hanno parlato REGIS-TR , trade repository europeo che si propone per tutti i derivati, e Clearstream invitando le istituzioni finanziarie e le società a prepararsi per tempo anche a questo cambiamento in atto perché molto è il lavoro da fare, anche sul piano tecnico perché l’invio sarà elettronico.
La nuova regolamentazione mira a rafforzare la cultura della gestione del rischio e questo ha subito generato richieste di soluzioni specifiche da parte del mercato. Una risposta è la piattaforma Grc Evolution, presentata da LIST , che si basa su un approccio integrato a governance, risk e compliance ed opera attraverso moduli che combinano compliance, audit e rischi operativi ed evolution. La suite è completata da un modulo per la business continuity che sfrutta lo stesso framework e gli stessi dati. Degli strumenti computabili nel patrimonio di vigilanza ha parlato Clifford Chance analizzando la differente composizione del capitale resa necessaria dal nuovo framework normativo rispetto al passato. Particolare attenzione è stata data al bail-in, che attraverso write down e conversione in equity di parte del debito senior, può essere utilizzato per evitare la liquidazione in situazione di crisi potenziale (near non-viability) senza l’intervento statale.

Rating: cosa cambia

La normativa che regola l’operato delle agenzie di rating è in profonda evoluzione. L’America si è già attivata su questo tema da un paio d’anni, ma anche in Europa sono state avanzate proposte per gestire meglio i conflitti d’interesse, ridurre e modificare i modelli di pagamenti e aumentare la concorrenza. CRIF emette rating unsolicited, cioè non richiesti dall’entità valutata, ma dalle banche per finalità regolamentari o di tipo gestionale. CRIF utilizza un processo multistadio che combina i modelli quantitativi con la conoscenza dell’impresa per fornire uno sguardo di lungo
periodo.
Di accesso al credito e rating interni ha parlato Prometeia , approfondendo il tema della valorizzazione delle informazioni a livello di filiere produttive di impresa che consentono di migliorare le caratteristiche forward-looking dei sistemi di valutazione, con effetti positivi sull’efficacia allocativa e sulle politiche di gestione. In un secondo intervento sono state analizzate le implicazioni delle novità regolamentari sui processi gestionali del rischio liquidità, riportando i più interessanti elementi emersi nell’ambito del Gruppo di Lavoro Interbancario ABI “Liquidity Tit”, che si è riunito da gennaio a maggio 2011.

La compliance normativa diventa semplice

Come dimostra Basilea 3, la complessità e il numero degli adempimenti normativi da monitorare impongono alla funzione di Compliance una gestione accurata dei rischi. Per questo Augeos ha realizzato una soluzione, NormAgeos, che permette di creare e gestire una legal inventory aziendale, focalizzata sugli adempimenti a supporto dei soggetti apicali
delle banche.

Valutazioni trasparenti

Nelle operazioni di finanziamento le banche hanno bisogno di analisi e valutazioni delle garanzie che siano trasparenti e oggettive. REAG4loans ha sottolineato l’importanza di questa attività e l’impatto sull’erogazione del credito, ripercorrendo l’evoluzione del mercato immobiliare in Italia dagli anni ’90 ad oggi. Il sistema bancario ha radicalmente mutato le sue strategie e la risposta alle nuove esigenze è offerta da soggetti specializzati, omogenei per processi, metodologie e presenza su tutto il territorio. Le basi per la valutazione sono contenute nelle Linee Guida ABI sottoscritte a fine novembre 2010 dagli operatori, unitamente al “Protocollo d’Intesa per lo sviluppo del mercato delle valutazioni immobiliari”.

Dati di qualità per i processi decisionali

Nel settore dei sistemi per la qualità dei dati e l’enterprise data management opera Irion che, direttamente o grazie a una serie di partner qualificati in Italia e all’estero fornisce soluzioni complete che permettono alle banche di prendere decisioni accurate, tempestive e giustificabili. In particolare, con il sistema all-in-one integrato IrionDQ, è possibile arricchire e correggere i dati, spiegare in dettaglio le ragioni di decisioni ripercorrendo analiticamente il processo svolto e predisponendo report di audit.

Tutti gli articoli del Dossier “SOTTO L'OMBRELLO DI BASILEA 3”

Dal convegno organizzato dall’ABI a Roma il punto sull’evoluzione regolamentare prevista da Basilea 3
Le domande di Basilea 3, le risposte delle banche e gli scenari per le imprese. Intervista a Gianfranco Torriero dell’ABI
ABI, Confindustria, Alleanza delle Cooperative e Rete Imprese Italia hanno presentato a Michel Barnier, Commissario UE per il mercato interno, una proposta per non penalizzare i crediti alle Pmi
Spunti, commenti e aspettative emersi tra i relatori e i partecipanti al Convegno Basilea 3
2 Novembre 2011

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