18 Luglio 2018 / 16:45
Atm, scende in campo Telecom Italia

 
Fintech

Atm, scende in campo Telecom Italia

di Flavio Padovan - 29 Novembre 2011
A gennaio sarà lanciato l’Automated Teller Machine di nuova generazione realizzato dalla coreana Nautilus Hyosung su misura per il mercato italiano, secondo le richieste di un Customer Council appositamente creato coinvolgendo 7 grandi banche italiane
Al di là delle dichiarazioni ufficiali, quelle in cui si dice che “la concorrenza è sempre benvenuta”, un nuovo operatore che entra in un mercato consolidato crea sempre preoccupazione in chi già vi opera. Ancora di più se a gettarsi nella mischia è una corazzata come Telecom Italia, in grado di spostare equilibri con la potenza della sua rete distributiva e la possibilità di sinergie con le altre molteplici attività che svolge. E così, quando a luglio 2010 un comunicato rendeva ufficiale la volontà dell’ex monopolista nazionale delle telecomunicazioni di entrare nel settore degli Atm e dei self service bancari in partnership con il costruttore coreano Nautilus Hyosung, la notizia non era certo passata inosservata. Poi, però, nonostante fosse annunciata la commercializzazione a partire dalla fine della stessa estate, del progetto non si era più parlato. Un silenzio che comunque innervosiva i competitor, tanto da indurre i vertici di importanti aziende del settore a chiedere informalmente notizie anche ai giornalisti. Che fine ha fatto il progetto Atm Evo di Telecom Italia? Bancaforte è in grado di fare il punto sulle attività svolte e di anticipare i prossimi sviluppi grazie all’intervista realizzata a , Responsabile Soluzioni Applicative ICT nell’ambito della funzione Marketing Top Clients di Telecom Italia.
Poco più di un anno fa l’annuncio da parte di Telecom Italia dell’ingresso nel settore Atm e selfservice bancari, poi non avete diffuso altre informazioni: a che punto è il progetto?
La commercializzazione è partita il primo ottobre 2010 come annunciato, subito dopo aver ricevuto la certificazione del Consorzio Bancomat. Per ottenerla, abbiamo dovuto superare più passaggi perché, a differenza delle soluzioni di altri fornitori di Atm in Italia, la nostra è “software indipendent”. Per l’effettiva commercializzazione, però, la certificazione Bancomat è necessaria ma non basta, perché le grandi banche come ad esempio Intesa Sanpaolo, Unicredit e MPS, hanno voluto verificare i sistemi anche nei loro laboratori interni. Quindi abbiamo dovuto attendere che si concludessero queste ulteriori prove, che hanno rallentato un po’ i nostri piani.
Una partenza lenta che ha inciso sui vostri obiettivi di vendita? Quanti Atm avete commercializzato finora?
Nel 2011 abbiamo installato un centinaio di terminali in diverse banche. Sinceramente ci attendevamo più ordini, ma al momento il mercato ha richiesto quasi esclusivamente Atm tradizionali cash out in sostituzione del parco installato. La nostra offerta è centrata su macchine evolute e innovative, che di fatto si propongono come una filiale automatica.
In che senso? Quali funzionalità ulteriori offrono?
Le faccio qualche esempio: oltre il cash out, hanno anche il cash in, il cheque in, cash recycling, la videoconferenza con l’operatore o il consulente, la sottoscrizione di moduli e contratti, la possibilità di riconoscimento tramite cellulare Nfc. Inoltre, sono Atm con doppio schermo touch screen: mentre sul primo sono visibili le informazioni relative alle operazioni bancarie, sul secondo passano messaggi informativi e pubblicitari personalizzati insieme alle immagini di due telecamere di sicurezza per garantire al cliente la massima visibilità su quello che accade nelle sue vicinanze. Ovviamente, abbiamo previsto anche i più avanzati dispositivi di sicurezza. A gennaio presenteremo poi il nostro top di gamma, che avrà una caratteristica particolare che nessun altro ha.
Quale?
Sarà un Atm progettato e costruito espressamente per il mercato italiano, sulla base delle esigenze e dei feed back ricevuti da un Customer Council che abbiamo creato coinvolgendo 7 tra le più importanti banche del nostro Paese. Nessuno lo aveva fatto prima e le risposte che abbiamo ricevuto sono state molto positive. A luglio abbiamo portato i membri del Customer Council in Corea, presso i laboratori del nostro partner Nautilus Hyosung, che abbiamo scelto perché non è un semplice assemblatore, ma progetta e realizza tutte le parti dell’Atm, ad esclusione di componenti standard come la cassaforte, e noi volevamo proprio costruire una macchina ad hoc per le esigenze dei clienti italiani. A settembre c’è stato un nuovo incontro del Council per verificare lo stato di avanzamento del progetto, e all’inizio del 2012 cominceremo ad effettuare le prime consegne alle banche per i test interni.
Qual è la caratteristica distintiva dell’offerta di Telecom Italia in questo settore?
Proponiamo un servizio full service, quindi non solo connettività, ma anche gestione remota e assistenza dell’intera rete di terminali attraverso il Centro Nazionale di Assistenza di Telecom Italia. Il nostro obiettivo primario non è certo la commercializzazione di Atm, anche se abbiamo un contratto di esclusiva per l’Italia dei sistemi di Nautilus Hyosung, ma l’offerta di una vasta gamma di servizi ICT innovativi erogati anche in modalità cloud computing attraverso i Data Center del Gruppo.

Gli articoli dello Speciale LA BANCA DEL FUTURO

Mobile e online banking aprono la strada a un nuovo modello di banca
Il futuro dell’Atm: non solo prelievi e versamenti, ma videoconferenze con gli operatori, interfaccia con i cellulari, sottoscrizione di moduli e contratti
Il contante cambia casa: non più solo Atm, ma anche farmacie, tabaccherie, distributori di benzina, grande distribuzione
A gennaio sarà lanciato l’ATM di nuova generazione realizzato dalla coreana Nautilus Hyosung su misura per il mercato italiano
Maurizio Salvi, responsabile Soluzioni Applicative ICT, funzione Marketing Top Clients, Telecom Italia
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